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Acque di scarico

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Cosa fa ARPAT in materia di acque di scarico?
ARPAT ha competenze istruttorie e di controllo. Per quanto riguarda le competenze istruttorie, ARPAT esprime il proprio parere all’interno dei procedimenti autorizzativi di acque reflue industriali, di acque reflue urbane, per acque meteoriche di dilavamento contaminate e per le acque reflue assimilate alle domestiche. In quest’ultimo caso solo per quelle con scarico al di fuori della fognatura pubblica e con potenzialità superiore a 100 abitanti equivalenti (AE).

Per quanto riguarda l’attività di controllo ARPAT effettua controlli sugli scarichi industriali, urbani e di acque meteoriche contaminate. Non effettua controlli per quanto riguarda gli scarichi di acque reflue domestiche ed assimilate .

Qual è la normativa di riferimento per le acque di scarico?
La normativa di riferimento è il D.Lgs. 152/2006 (detto anche Testo unico ambientale) parte terza, la Legge regionale 20/2006 e il DPGRT 46/R/2008 e successivi aggiornamenti.

ARPAT interviene in caso di rotture di tubazioni di acque scure e/o chiare in area condominale o in un singolo appartamento ?
No, ARPAT non interviene. Gli scarichi delle abitazioni sono di pertinenza dei proprietari delle stesse, ci sono poi condutture comuni di pertinenza del condominio. Bisogna quindi contattare l’amministratore di condominio, se presente, oppure cercare di risolvere il problema in modo collaborativo con i proprietari degli appartamenti coinvolti.

È anche possibile contattare l’Azienda Sanitaria (Dipartimento di Prevenzione, U.F. Igiene e Sanità Pubblica) per una valutazione igienico sanitaria/sanità pubblica, soprattutto se si tratta di sversamento di acque scure in civile abitazione.

In caso di perdita accidentale di reflui da una fognatura pubblica in area pubblica, cosa deve fare il cittadino che la osserva?
È opportuno che venga presentata immediata segnalazione al gestore della fognatura in modo da permettergli di attivare il pronto intervento in tempi brevi. Le perdite accidentali di refluo fognario possono avvenire per guasto all’interno della rete fognaria (affioramento da pozzetti o perdite per intasamento delle tubazioni, rotture per l’eccessiva pressione, inattività delle pompe di sollevamento nelle stazioni della rete).

ARPAT interviene a seguito di una segnalazione per allacciamento abusivo di un’abitazione oppure per lavori al sistema di smaltimento reflui di un fabbricato non effettuati a regola d’arte?
Le segnalazioni per attività irregolari di questo tipo devono essere rivolte al Comune o ai suoi organi quali la Polizia Municipale e l‘Ufficio Edilizia Privata. Gli allacciamenti alle fognature pubbliche, o comunque le criticità degli scarichi idrici domestici, comportano infatti problematiche di tipo igienico da risolvere con idonee soluzioni strutturali già previste dai regolamenti locali.

ARPAT si occupa di scarichi di piscine private?
No, ARPAT non si occupa di tali scarichi. Per le piscine la competenza dell’autorizzazione e del controllo appartiene al Comune.

È obbligatorio che vi sia la rete fognaria?
Gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a 2000 devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane. Sono ammesse deroghe in caso di agglomerati numericamente inferiori.

Dove può recapitare uno scarico?
Ci sono diversi possibili recapiti o ricettori di uno scarico: fognatura pubblica, acque superficiali (fossi campestri, canali, torrenti, corpi idrici artificiali, laghi, mare) e suolo.
È vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo, con le uniche eccezioni di:

  • scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di miniere o cave o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, ivi comprese quelle degli impianti di scambio termico;
  • scarico di acque risultanti dall'estrazione di idrocarburi nelle unità geologiche profonde da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti ovvero in unità dotate delle stesse caratteristiche che contengano, o abbiano contenuto, idrocarburi, indicando le modalità dello scarico;
  • scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per il lavaggio e la lavorazione degli inerti, purché i relativi fanghi siano costituiti esclusivamente da acqua ed inerti naturali ed il loro scarico non comporti danneggiamento alla falda acquifera.

Sono un privato cittadino, a chi devo rivolgermi per il rilascio di un’autorizzazione allo scarico non in pubblica fognatura di acque reflue domestiche?
È necessario rivolgersi al Comune sul cui territorio dovrebbe avvenire lo scarico idrico. Il Comune provvede a rilasciare l’autorizzazione sulla base della sua istruttoria. L’Amministrazione comunale può avvalersi della consulenza tecnica di ARPAT nel caso che lo scarico superi la potenzialità di 100 abitanti equivalenti (AE).

Tutti gli scarichi di un’attività produttiva devono essere autorizzati? A chi ci si deve rivolgere?
Sì, tutti gli scarichi di un’attività produttiva devono essere autorizzati.
È necessario rivolgersi al SUAP del Comune per avere le informazioni circa la presentazione della richiesta di autorizzazione.

Sono previste per le imprese delle procedure semplificate per il rinnovo delle autorizzazioni?
Gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni possono prevedere procedure semplificate di rinnovo delle autorizzazioni, a cui si può accedere a condizioni che vi sia:

  • il permanere delle caratteristiche qualitative e quantitative precedentemente dichiarate nonché la buona gestione,
  • il rispetto delle disposizioni contenute nell’autorizzazione di cui si chiede il rinnovo.

Cosa si intende per valore limite di emissione nei corpi ricettori?
Il Valore Limite di Emissione è riferito ad uno scarico idrico ed è la concentrazione limite (cioè quella massima) di una sostanza in esso contenuta, prevista dalla legge per accettare lo scarico in fognatura pubblica o in corpo idrico superficiale o su suolo. Sono previste sanzioni qualora venga accertato, dagli Enti competenti al controllo, il superamento del valore limite di emissione.
Le sostanze (in termini tecnici “parametri”) e le relative concentrazioni limite sono elencate nelle tabelle dell’all. 5 alla parte terza del D. Lgs. 152/2006.
Sono previsti valori limite di emissione per gli scarichi industriali e per le acque reflue urbane (ad eccezione di alcuni casi specificati dalla normativa). In generale, in Toscana, non sono previsti valori limite di emissione per gli scarichi domestici e per lo scarico delle acque meteoriche di dilavamento, ma, in questi casi, è comunque necessario un impianto di depurazione appropriato ed una buona manutenzione.

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