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Studio sulle piattaforme di dati urbani in Europa

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08/05/2020 07:30

Dati provenienti da 80 città europee, tra cui le italiane Parma, Trento, Bassano del Grappa, Milano e Firenze

Nell'ambito del progetto di smart city RUGGEDISED ed in collaborazione con il Partenariato europeo per l'innovazione sulle città e le comunità intelligenti (EIP-SCC), l'Università Erasmus di Rotterdam ha raccolto dati provenienti da 80 città europee con l’obiettivo di analizzare lo sviluppo di piattaforme per la gestione di dati urbani, la strategia dietro queste piattaforme, nonché gli ostacoli e gli incentivi alla loro implementazione.

Il progetto RUGGEDISED è stato finanziato con il programma Horizon 2020, SCC-1-2016 (Smart Cities and Communities lighthouse projects), e ha l’obiettivo di sperimentare soluzioni smart nell’ambito dell’energia, dei trasporti e delle tecnologie digitali in tre grandi città “Faro” per preparare la strada verso un’Europa più smart e sostenibile. La parola RUGGEDISED, oltre ad essere acronimo di Rotterdam, Umeå and Glasgow – Generating Exemplar Districts In Sustainable Energy Deployment, significa, in inglese, progettato o migliorato per essere robusto o resistente agli urti. 

I risultati della ricerca condotta dall’Università di Rotterdam sono stati sintetizzati in alcuni punti chiave e raccolti in aree tematiche per ciascuna delle quali sono state altresì individuate raccomandazioni utili. Ne riportiamo qui alcune.

Diffusione delle piattaforme di dati urbani: vi è ancora una scarsa diffusione e l'utilizzo di quelle attualmente disponibili è molto basso. Raccomandazioni: incentivare la diffusione attraverso finanziamenti e sovvenzioni e migliorare i meccanismi di monitoraggio.

Scopo e campo di applicazione: la consapevolezza di cosa siano le piattaforme di dati urbani è ancora insufficiente e questo non facilita la loro implementazione, solo il 50% delle città indagate ha una chiara intenzione di costruire una piattaforma aperta e interoperabile in tutta la città che supporti più servizi. Raccomandazioni: migliorare la comunicazione circa le piattaforme di dati, rafforzare la visibilità di materiali prodotti dallo stesso Partenariato europeo per l'Innovazione sulle Città e le Comunità intelligenti, acquisire e diffondere buone pratiche di sviluppo di piattaforme.

Partecipazione degli stakeholder: la società civile non ha un ruolo forte nell’ambito delle piattaforme dati ed esiste uno scontro con il comparto industriale; la normativa è uno dei principali elementi che frenano. Raccomandazioni: riunire le parti per affrontare apertamente le preoccupazioni e mettere in atto misure per risolverle, stabilire un atto legale chiaro e obiettivi misurabili per l'utilizzo dei dati da parte del settore industriale.

Rafforzamento delle capacità: il 70% delle città utilizza standard aperti, c’è molto altro da fare in termini di sfruttamento delle moderne tecnologie dati e condivisione dei dati. Raccomandazioni: sviluppare casi studio molto pratici e rafforzare e stimolare l’uso di materiale già confezionato ad esempio dal Partenariato europeo.

Questioni finanziarie: c’è eterogeneità sulla tipologia di finanziamento delle piattaforme, più del 80% delle città le finanzia con budget pubblici. Raccomandazioni: sviluppare metodi e strumenti che aiutino l'adozione da parte di più città.

Per approfondimenti leggi la ricerca Research Study on Urban Data Platforms in Europe  

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