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Cambiamenti climatici e agricoltura

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14/07/2020 07:30

Un rapporto della Fondazione Nordest

L'agricoltura è uno dei settori produttivi maggiormente esposti agli impatti derivanti dalla variabilità e dal cambiamento del clima. Sebbene alcuni effetti del riscaldamento globale possano inizialmente portare a un potenziale aumento delle rese, l'aggravarsi degli eventi estremi, l'insufficienza idrica e lo stress termico potranno innescare danni anche irreversibili all'agricoltura e ai sistemi agro-alimentari.

Il tema è stato oggetto di approfondimento con il report "Cambiamenti climatici e agricoltura nel Nordest" prodotto dalla Fondazione NordEst (*).

Gli effetti del cambiamento climatico sull'agricoltura

Il rapporto evidenzia come l’innalzamento delle temperature determinerà una variazione del ciclo idrologico. Le precipitazioni diminuiranno ma saranno più intense, cambieranno i regimi di portata dei fiumi, i processi di evapotraspirazione e accumulo di acqua e umidità nel suolo. Gli eventi estremi quali siccità, grandine, venti forti e ondate di calore aumenteranno e a loro volta potranno innescare fenomeni come incendi, alluvioni e frane. Gli impatti varieranno da regione a regione, a seconda degli scenari futuri di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

sintesi rischi

Le possibili misure da intraprendere nella gestione delle attività agricole dovranno considerare una serie di impatti nel settore:

  • la resa agricola risulterà sempre più variabile di anno in anno;
  • è possibile una proliferazione e diffusione di alcune nuove specie di insetti ed erbe infestanti, con effetti significativi sulla produzione agricola;
  • la gestione dei parassiti e delle malattie delle colture richiederà un adeguamento dei tempi, delle tipologie e dell’efficacia delle misure chimiche e biologiche di controllo;
  • sarà necessario fare i conti con estati più siccitose e con aumenti di fabbisogno idrico per le colture intensive;
  • l’innalzamento del livello del mare porterà alla salinizzazione delle risorse idriche sia superficiali che sotterranee, influenzando l’approvvigionamento idrico nei territori in prossimità delle aree costiere.

Gli impatti interesseranno tutti gli aspetti relativi alla sicurezza alimentare, tra i quali l'accesso e la qualità del cibo e la stabilità dei prezzi. Si stima che, per un riscaldamento globale maggiore di 1,5-2°C, i rischi nel settore agricolo, energetico, alimentare e idrico potranno sovrapporsi spazialmente e temporalmente, andando ad interessare un numero sempre maggiore di persone e regioni. 

Come l'agricoltura contribuisce al cambiamento climatico e come può mitigarlo

Se da un lato l’agricoltura è un settore particolarmente vulnerabile agli impatti del cambiamento climatico e richiede la definizione tempestiva di strategie di adattamento, dall’altro può avere un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera e può contribuire in modo significativo alle strategie di mitigazione, quali lo stoccaggio di carbonio nei suoli.

opzioni risposta

Le emissioni di gas serra del settore agricolo sono consistenti e includono sia le emissioni relative dalla produzione diretta, che le emissioni di combustibili fossili lungo la filiera agricola, oltre a quelle derivanti dalla deforestazione volta a ottenere nuove superfici coltivabili.

Tra i principali gas serra generati dall’agricoltura si trovano metano e protossido di azoto, più potenti dell'anidride carbonica e generati dall'uso dei fertilizzanti, deiezioni animali e gestione intensiva del suolo. Nello specifico, quasi la metà delle emissioni dell’intero settore agricolo sono dovute agli allevamenti zootecnici che includono la produzione e la lavorazione dei mangimi, la fermentazione enterica e la decomposizione del letame.

L’azione di mitigazione dei cambiamenti climatici nel settore agricolo interessa da una parte una riduzione diretta dei gas serra e dall’altra un calo delle emissioni attraverso una gestione più efficiente dei terreni e degli allevamenti animali.

In generale, le opportunità di mitigazione per il settore agricolo includono:

  • opzioni dal lato della domanda: le emissioni di gas serra potrebbero essere mitigate riducendo lo spreco di cibo lungo la catena alimentare; attraverso cambiamenti nelle abitudini alimentari (ad esempio riducendo il consumo di carne); riducendo il consumo di legna.
  • opzioni dal lato dell’offerta: riduzione delle emissioni derivanti da una gestione più efficiente delle pratiche di fertilizzazione e degli allevamenti; diminuzione dei consumi energetici sostituendo il combustibile fossile con la biomassa; aumento della capacità di sequestro di carbonio nei terreni agricoli.

A livello globale l’agricoltura si trova innanzi a tre grandi sfide: diminuire il suo impatto in termini di emissioni di gas serra; diventare più resiliente e adattarsi ai cambiamenti climatici; garantire una produzione di cibo sufficiente in relazione alla crescita demografica.

Pertanto, le politiche che regolano le pratiche in agricoltura devono tener conto della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico in un quadro più generale di sostenibilità ambientale e socioeconomica, sfruttando eventuali sinergie tra queste misure.


 (*) Fondazione Nord Est è il forum economico a cui hanno data vita le Confindustrie e le diverse categorie economiche del Nord Est d’Italia. Fondazione Nord Est è l’interfaccia tra il mondo della ricerca (dell’Università in primis), in cui si definisce e comprende il futuro.  I suoi studi e ricerche spaziano dall’innovazione tecnologica e digitale alle nuove tendenze dei mercati, dai nuovi sistemi organizzativi e produttivi alle implicazioni per le imprese italiane di dinamiche internazionali come la crescita ineguale, il cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione, la robotizzazione delle produzioni, l’economia circolare, eccetera. 
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