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Risultati monitoraggio idrogeno solforato a Montegemoli (Piombino)

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06/02/2019 07:45

In relazione alla discarica RIMateria

In relazione alla problematica relativa alle emissioni odorigene provenienti dalla discarica per rifiuti speciali Rimateria, ubicata a Piombino, in loc. Ischia di Crociano, ARPAT ha effettuato, da agosto 2018, il monitoraggio dell’idrogeno solforato in aria mediante un sistema di determinazione in continuo su mezzo mobile. L’idrogeno solforato, gas incolore, dall'odore caratteristico di uova marce, è infatti una delle più diffuse sostanze odorigene emesse dai rifiuti in condizioni anaerobiche.

L'idrogeno solforato è caratterizzato da una soglia olfattiva decisamente bassa e quindi in grado di provocare disagi olfattivi: la soglia di riferimento indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il disturbo olfattivo è 7 μg/m3

Dal 26 agosto è stato posizionato un mezzo mobile nel piazzale esterno al Dipartimento ARPAT, in via Adige, 12. Il mezzo è dotato di strumentazione automatica idonea a determinare la concentrazione in aria di idrogeno solforato espressa come media oraria.

Il mezzo, tenuto conto della sua posizione geografica rispetto all’insediamento Rimateria, viene investito dalle eventuali emissioni odorigene con venti provenienti dal secondo quadrante.

Nell’immagine sotto riportata è possibile avere una panoramica della dislocazione del mezzo mobile rispetto alla discarica. I dati elaborati corrispondono a 45 giorni di monitoraggio, nel periodo 12/11/2018 – 31/12/2018. Nello stesso periodo sono stati registrati i valori di direzione e velocità del vento rilevati dalla stazione meteo della società Rimateria posta all’interno dell’installazione.

centralina mobile Piombino

In una nuova relazione, trasmessa alle varie autorità, ci sono i risultati ottenuti con il monitoraggio eseguito nel periodo 12 novembre – 31 dicembre 2018 (così come la precedente relazione, relativa al monitoraggio nel periodo da Agosto 2018 a Ottobre 2018).

Elaborando i dati registrati con frequenza oraria e confrontandoli con la direzione e velocità del vento rilevate dalla stazione meteo, emerge che il mezzo mobile, con venti che provengono dal secondo quadrante della rosa dei venti (intervallo compreso tra i 90° ed i 180°), è investito dalla massa d’aria che proviene dalla discarica e che può trasportare le emissioni odorigene. È stato considerato tutto il secondo quadrante vista la vicinanza della stazione di rilevamento con la sorgente odorigena e la notevole area occupata da quest’ultima.

Nel periodo di monitoraggio di 45 giorni il numero dei dati orari validi registrati corrisponde a 896, le medie orarie in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno (7 μg/m3) sono state 111, ovvero il 12,4% del totale.

Le medie orarie con superamento della soglia di disturbo con venti provenienti dalla discarica sono state 59 ovvero il 6,6% del totale dei dati orari validi e il 53,1% delle medie orarie con superamento della soglia di disturbo.

Il valore massimo registrato è stato di 34,5 μg/m3 alle ore 11 del 23/12/2018, con direzione del vento da 175°. Il numero di giorni interessati dal superamento della soglia di disturbo odorigeno è 26 su 45 (57,7% dell’intero periodo monitorato).

Osservando i risultati del monitoraggio è opportuno tenere presente che, al momento, nell’area presa in esame, l’unica sorgente nota di emissioni odorigene con H2S è la discarica.

L’andamento delle concentrazioni di H2S con venti provenienti dalla discarica non si presenta stabile e uniforme ma è caratterizzato da rilevanti oscillazioni, non risulta inoltre correlato agli orari di esercizio della discarica.

Quest’ultima è dotata di una rete di captazione del biogas in esercizio con termodistruzione dello stesso biogas in torcia (in attesa che siano avviati i motori per il recupero energetico).

La sorgente emissiva potrebbe dunque essere rappresentata dalla somma di due elementi principali: le aree residuali di discarica non ancora dotate di copertura provvisoria e aspirazione del biogas e le attività di movimentazione dei rifiuti messe in atto dal gestore.

Conclusioni

La media mobile della concentrazione di idrogeno solforato calcolata su 90 giorni è risultata inferiore al valore guida indicato dalla OMS.

Nell’area di stazionamento del mezzo mobile i superamenti della soglia di disturbo odorigeno hanno interessato 26 giorni su 45 di monitoraggio, per un tempo medio di circa 5 ore.

Il 53,1% delle medie orarie in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno coincide con venti provenienti dalla discarica.

Al fine di ridurre il disturbo odorigeno proveniente dalla discarica è necessario che il gestore, oltre a garantire il rispetto delle modalità di conduzione indicate nell’atto autorizzativo e nei successivi atti emanati dell’Autorità Competente, eviti di movimentare strati di rifiuti già messi a dimora e in fase anaerobica, salvo le attività strettamente necessarie alla messa in opera dei presidi necessari per la chiusura della discarica (ad esempio l’ancoraggio dei teli di copertura).


L’idrogeno solforato (noto anche come acido solfidrico) - H2S - è un gas incolore, dall'odore caratteristico di uova marce, per questo definito gas putrido. Ha origine naturale (ad esempio è presente nelle emissioni delle zone vulcaniche e geotermiche, è prodotto dalla degradazione batterica di proteine animali e vegetali) o antropica (ad esempio può derivare da alcuni processi industriali e dalle attività di gestione e trattamento dei reflui fognari).

La normativa europea e quella nazionale non stabiliscono per l' H2S valori limite, soglie di allarme e/o valori obiettivo di qualità dell’aria. In mancanza di riferimenti normativi è tuttavia prassi consolidata, a livello nazionale ed internazionale, riferirsi ai valori guida indicati da OMS-WHO: 150 μg/m3 come concentrazione media sulle 24 ore; 100 μg/m3 come media mobile calcolata su 14 giorni; 20 μg/m3 come media mobile calcolata su 90 giorni. Inoltre, visto che l'H2S è caratterizzato da una soglia olfattiva decisamente bassa, e quindi in grado di provocare disagi olfattivi, è consuetudine fare riferimento anche alla soglia di riferimento OMS per il disturbo olfattivo: 7 μg/m3

L’idrogeno solforato è una delle più diffuse sostanze odorigene emesse dai rifiuti in condizioni anaerobiche. Rappresenta la principale, ma non l’unica, sostanza solforosa con potere odorigeno presente nel biogas seppur con concentrazione molto inferiore rispetto ai costituenti principali (metano, anidride carbonica, azoto). 

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