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Regione Toscana: una nuova strategia per la gestione dei rifiuti

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09/07/2019 07:30

L'impianto di incenerimento previsto a Casa Passerini non si farà, i rifiuti urbani dell'area centro saranno prima trattati e poi destinati alla futura bioraffineria di Eni a Livorno

Il 5 luglio 2019, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, insieme all'Assessore all'ambiente, Federica Fratoni, hanno delineato, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, la nuova strategia per la gestione dei rifiuti urbani nella nostra regione.

Si parte dall'idea che l'incenerimento è una modalità di smaltimento dei rifiuti ormai superata, per questo, entro la fine del mese di luglio, sarà rivisto il piano regionale dei rifiuti, per introdurre un'importante modifica, ovvero lo stralcio dell'impianto di incenerimento di Case Passerini.

I rifiuti urbani prodotti nell'area centro, in cui ricadono i comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia, attualmente, quasi per intero, serviti da Alia, saranno destinati, dopo avere ricevuto un adeguato trattamento, alla raffineria Eni di Stagno, a Livorno, dove nascerà una bioraffineria per la produzione di bioetanolo. Al progetto, che prevede un investimento di 250 milioni, se ne affiancheranno altri di miglioramento ambientale dell'area industriale Eni a Stagno.

L'Assessore all'ambiente ha precisato che al posto dell'inceneritore sarà realizzato un impianto di trattamento rifiuti, un impianto intermedio, dove verranno lavorati i rifiuti urbani al fine di renderli utilizzabili in cicli produttivi successivi.

Al momento la Regione Toscana ha firmato alcune intese, con Eni, con Alia e con i comuni di Livorno e Collesalvetti, quest'ultimi coinvolti nei procedimenti autorizzativi per la realizzazione della bioraffineria all'interno dello stabilimento Eni, già esistente.

Il Presidente della Regione ha sottolineato che la Regione rimane disponibile al dialogo per trovare le migliori soluzioni per il territorio.

Tutto questo nell'ottica di implementare, nella nostra regione, l'economia circolare. Il Presidente ricorda come la Regione sia attiva, ormai da diversi mesi, anche nel definire accordi con i rappresentanti dei principali distretti industriali toscani per avviare processi di riciclo dei rifiuti. Al momento, su questo fronte, sono aperti diversi tavoli di trattativa, alcuni in fase più avanzata, altri meno, come ad esempio con il tessile ed il cartario mentre alcuni accordi sono stati trovati con il settore conciario e del vetro.

Questi accordi si rendono sempre più necessari, visto che la Regione prevede, nei prossimi 10 anni, di aumentare del 25%-30% la raccolta differenziata, oltrepassando così la soglia dell'80%; ci sarà, quindi, una quantità maggiore di rifiuti differenziati che dovranno essere re-immessi in nuovi cicli produttivi in modo da garantire un effettivo riciclo degli stessi.

Rimarrà infine una quota residua di rifiuti che non potranno che essere smaltiti, saranno destinati in parte all'incerimento e, in quantità alquanto ridotta, alla discarica, che, secondo le attuali direttive UE sull'economia circolare, dovrà andare quasi a scomparire nei prossimi anni.

Azioni sul documento

informazione su "impianto intermedio"

Inviato da Utente anonimo il 11/07/2019 17:09

Buongiorno, vorrei sapere cosa si intende per "impianto intermedio" di trattamento dei rifiuti, come funziona in pratica, e chi sarà responsabile della sua costruzione e gestione. Grazie. Cordiali saluti, Tosca Ballerini

informazione su "impianto intermedio"

Inviato da Stefania Calleri il 12/07/2019 13:37
Buongiorno, si tratta, di impianti necessari a trattare i rifiuti prima che questi sia re-immessi in processi produttivi, dove ad esempio possono essere utilizzati al posto delle materie prime. Su questo si basa la cd economica circolare, di cui il riciclo è uno dei principi cardine.

In linea di massima, per quanto riguarda le autorizzazioni ambientali, queste verranno rilasciate dalla Regione Toscana, con il supporto di tutti gli organi tecnici (come ad esempio ARPAT ma non solo) e degli enti sul cui territorio si realizzerà l'impianto (es Comune).

La costruzione e la gestione seguiranno le regole del mercato, valide per altri impianti industriali, quindi, per lo più, nel nostro Paese le attività industriali sono private (in ottemperanza all'art 41 della Costituzione) ma si potrebbe prospettare una proprietà mista (pubblico - privato, persino, ma con maggiore difficoltà, considerato l'attuale momento storico, si definirà una proprietà esclusivamente pubblica.

Saluti
La redazione

Inganno semantico?

Inviato da Utente anonimo il 13/07/2019 09:10

Chiedo se Arpat, in virtù delle sue competenze tecniche, ritenga corretto l'uso di termini quali "bioraffineria" e "bioetanolo" per un impianto che - secondo quanto contenuto nello schema di protocollo d'intesa allegato alla delibera n. 867/2019 della Giunta regionale toscana - sarà "in grado di convertire, mediante una tecnologia innovativa, circa 200.000 Ton/anno di rifiuti solidi urbani (CSS-combustibile solido secondario e Plasmix) in circa 100.000 Ton/anno di metanolo". Secondariamente i Comuni di Livorno e Collesalvetti hanno smentito di aver firmato alcuna intesa in proposito con la Regione Toscana, sarebbe gradita una rettifica.

Inganno semantico?

Inviato da Utente anonimo il 15/07/2019 11:57

Il termine bio deriva dalla normativa, in particolare da ultimo dal DECRETO 2 marzo 2018 Promozione dell'uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti. (18A01821).

Il termine bio non va inteso nel senso "biologico" come ad esempio per le produzioni agricole, ma piuttosto perchè derivanti da processi di produzione che derivano da utilizzo di biomasse agricole o anche da recupero di rifiuti a contenuto organico, come espressamente previsto dall'allegato 3. La redazione

Inganno semantico?

Inviato da Utente anonimo il 16/07/2019 11:07

Bene, alla luce di quanto disposto dal Decreto 2 marzo 2018, e considerato che nel citato allegato 3 plasmix e CSS non sono elencati tra le "Materie prime e carburanti che danno origine a biocarburanti contabilizzabili come avanzati", e nel quadro della stesse direttive emesse in materia dalla Comunità Europea sulla promozione dell'uso di energia da fonti rinnovabili, chiedo nuovamente se Arpat ritiene corretto l'uso dei termini "bioraffineria" e "bioetanolo" per l'impianto che ENI intende realizzare a Stagno.

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