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PM10 in Toscana: continuazione del progetto regionale PATOS

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15/04/2019 07:30

Accordo tra Regione Toscana e Università degli Studi di Firenze; anche ARPAT tra gli enti coinvolti nel progetto PATOS 3 - Particolato Atmosferico in TOScana

PATOS - Particolato Atmosferico in TOScana – è un progetto di ricerca finalizzato a conoscere la distribuzione spaziale dei livelli di concentrazione di PM10 e PM2.5 in aree rappresentative della Toscana, a differente grado di antropizzazione. PATOS intende identificare la composizione chimica e l’origine del PM10 e questo obiettivo si realizza attraverso l’individuazione e la quantificazione di sorgenti naturali (erosione del suolo, spray marino, aerosol biogenico ecc.) e antropiche (principalmente processi di combustione, con particolare riferimento a emissioni da traffico veicolare, da impianti di riscaldamento e da attività industriali) del PM10 e la loro variazione nel tempo, in funzione dell’attivazione degli interventi previsti nel Piano regionale per la qualità dell'aria (PRQA) e dei mutati scenari emissivi.

Una migliore conoscenza delle sorgenti e dei processi di trasporto che controllano le concentrazioni atmosferiche di PM10 in Toscana può infatti risultare utile per verificare l’efficacia degli interventi di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria contenuti nel PRQA e indirizzare al meglio le politiche di mitigazione e risanamento.

Il Progetto da poco avviato, con la Delibera regionale n.260 del 04-03-2019, costituisce un’estensione dei precedenti Progetti PATOS 1 e 2, dedicati allo studio del carico e della composizione chimica del particolato atmosferico in diversi siti della regione, implementandone e sviluppandone i risultati.

PATOS 3 intende concentrarsi su alcuni siti che hanno presentato un numero elevato di superamenti del valore limite giornaliero del PM10 nell’ultimo quinquennio e le cui cause necessitano di ulteriori approfondimenti.

Essendo la Piana lucchese l’area a maggiore criticità per la Toscana, la scelta è caduta in primo luogo su un sito urbano di fondo (LU-Capannori) di questa area. La caratterizzazione delle sorgenti di PM10 nella piana lucchese ed in particolare in questa stazione risale al 2006-2007 e quindi, dato il livello di criticità, è risultato opportuno prevedere un aggiornamento di tali dati.

Il secondo sito, sempre urbano di fondo, è FI-Figline, appartenente all’area di superamento del Valdarno superiore, dove fino ad oggi non sono stati condotti studi di approfondimento per la caratterizzare delle principali sorgenti del particolato.

Un altro sito oggetto di indagine è quello di LU-Viareggio, appartenente all’area di superamento Versilia, per la quale risulta determinante valutare il contributo naturale derivante dello spray marino.

Infine verrà effettuata la caratterizzazione delle sorgenti di PM10 nell’agglomerato di Firenze, in una zona in cui sono stati svolti già molti approfondimenti, nella Piana Fiorentina all’Osmannoro.
Verranno completate e integrate le analisi sui campioni raccolti nel sito da settembre 2016 a giugno 2017.

Il progetto, in particolare nelle postazioni di LU-Capannori e FI-Figline, prevede il campionamento del PM10 per 24 ore, a giorni alterni, per un intero anno, per la successiva analisi chimica. Il totale di campioni raccolti in ciascun sito permetterà di applicare in modo statisticamente significativo le metodologie per l’identificazione e la quantificazione delle sorgenti, anche su base stagionale.

Per coordinare le attività svolte ed il confronto periodico sugli esiti della ricerca, la Regione ha istituito un tavolo tecnico, a cui parteciperanno la Regione stessa, l’Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze, ARPAT e LaMMA.

Nel merito delle singole attività garantite dai diversi soggetti, all’Università e all’INFN è affidato il campionamento, la caratterizzazione dimensionale e chimica del particolato, l’elaborazione dati e l’analisi statistica per l’identificazione delle sorgenti.

ARPAT garantisce invece il supporto logistico e tecnico con eventuali attività analitiche per l’effettuazione delle campagne di misura presso le centraline di rete regionale della qualità dell’aria (LU-Capannori, FI-Figline e LU-Viareggio), oltre alla partecipazione alle riunioni periodiche per l’analisi e la verifica tecnica dello sviluppo delle linee del progetto.

Il Consorzio LaMMA fornisce la caratterizzazione meteorologica durante il periodo del campionamento, necessaria per l’identificazione delle sorgenti.

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