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Moria di pesci in Arno

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31/07/2019 11:10

Il monitoraggio di ARPAT

ARPAT da giugno a settembre attiva un monitoraggio supplementare in 4 tratti del fiume Arno, installando 4 sonde con sensori che rilevano parametri chimico-fisici; nello specifico le postazioni di monitoraggio sono ubicate:

  • Presa acquedotto a Buonriposo zona aretino;
  • Presa acquedotto Publiacqua a Rosano tratto fiorentino;
  • Fucecchio tratto valdarno inferiore;
  • Calcinaia tratto pisano.

I parametri misurati dalle sonde, oltre ai valori di portata alla stazione di Rosano, sono: temperatura, ossigeno disciolto e in saturazione, potenziale redox, conducibilità e pH. I dati rilevati ogni 5 minuti sono trasmessi alle banche dati ed elaborati come medie orarie, riportati in grafico nel bollettino settimanale Monitoraggio in continuo con sonde sul Fiume Arno. Particolare attenzione è rivolta ai valori di temperatura e ossigeno, che sono confrontati con soglie di attenzione e di allarme. Tali soglie rappresentano il 90 e 95 percentile di valori misurati negli ultimi dieci anni.

In relazione all’evento avvenuto nei giorni scorsi, le misure della sonda di Buonriposo riportano temperature elevate fino a 30 gradi durante la settimana fino a venerdì, con percentuali di saturazione di ossigeno oltre il 140 % (molto alte per la zona in esame); tali valori poi subiscono un drastico calo nel fine settimana in occasione dell’evento meteo di notevole intensità che ha interessato tutta la regione ed in particolar modo la provincia di Arezzo.

Nell’immagine che segue è osservabile l’andamento di ossigeno in concentrazione ed in saturazione e di temperatura rilevati dalla sonda nel tratto aretino dell'Arno.

Andamento ossigeno in concentrazione ed in saturazione e di temperatura rilevati dalla sonda nel tratto aretino dell’Arno

Le considerazioni conclusive per la zona di Buonriposo evidenziano infatti una situazione di attenzione con trend in peggioramento. Ciò è sostanzialmente dovuto a sovra-saturazione di ossigeno e temperature elevate durante la settimana, che provoca stress alla fauna ittica, a cui si è aggiunto un abbassamento dei valori minimi di ossigeno nel fine settimana (linea verde nell'immagine che segue dove le linee orizzontali rosse significano “allarme” e linee arancio “attenzione”).

Questi eventi combinati con le forti piogge, che comportano percolamento dal terreno, possono presumibilmente aver determinato la moria di pesci notata a partire dalla domenica sera e poi resasi evidente nella mattina di lunedì 29 luglio.

Tale evenienza è altresì confermata dai dati di portata e torbidità trasmessi al database da parte del Servizio idrologico della Regione che evidenziano il verificarsi di situazione critica a partire dal sabato 27 (si veda il relativo bollettino).

Trend similari sono stati riscontrati anche nelle tre stazioni di monitoraggio più a valle del fiume Arno. Nella stazione di Calcinaia tale situazione risulta tuttavia incerta nei valori assoluti a causa dell'anomalo posizionamento delle sonde causato dall'ondata di piena del fiume.

Nell’immagine che segue è visibile il trend e il confronto con soglie di attenzione e allarme per quanto riguarda la sonda Arno a Buoriposo da inizio giugno a fine luglio.

trend e confronto con soglie di attenzione e allarme sonda Arno a Buoriposo da inizio giugno a fine luglio

In relazione alle notizie apparse sui media occorre infine fare alcune precisazioni; l’ipotesi che in Arno, nella zona di Pontedera, possa esserci un’area di riproduzione dei muggini è da escludere perché questi pesci, come quasi tutte le specie ittiche marine che vivono anche in acque di transizione, possono riprodursi solamente in mare. Tra i muggini la specie che si spinge più a monte è Liza ramada, ma non risulta che si spinga molto oltre il tratto pisano dell’Arno.

Si presume quindi che gli esemplari morti siano stati avvistati non lontano da dove si è verificato l’evento; è possibile però che almeno in parte provenissero da affluenti dell’Arno in quell’area. Inoltre questa specie di muggini si adatta bene ad acque a salinità molto bassa , per questo può risalire anche per diversi chilometri i corsi d’acqua, anche dove il cuneo salino del mare non può arrivare.

La notizia che la mortalità ha riguardato solamente i muggini potrebbe non essere completamente corretta in quanto questa specie ha una biomassa molto elevata in Arno, rappresentata in gran parte da esemplari di grandi dimensioni; è quindi possibile che la moria di muggini abbia mascherato, ad un primo esame, morie analoghe di specie meno abbondanti e di dimensioni minori. L’altra specie con biomassa abbondante in Arno, il pesce gatto, è molto più resistente del muggine a condizioni ambientali sfavorevoli.

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