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Le emissioni di ammoniaca dall'agricoltura continuano a creare problemi in Europa

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14/08/2019 07:30

Report annuale dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC)

L’Agenzia europea per l’ambiente ha pubblicato il rapporto relativo ai progressi compiuti dall'UE e dagli Stati membri nel raggiungimento degli obiettivi della Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) (2016/2284/UE).

La legislazione dell'UE limita le emissioni di quattro importanti inquinanti atmosferici dal 2010 in poi (ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, anidride solforosa e ammoniaca) e dal 2020 anche di PM2,5.

L'analisi dell’Agenzia europea si basa sui dati più recenti provenienti dall'inventario delle emissioni di inquinanti atmosferici per il periodo 2010-2017, come riportato dagli Stati membri nel febbraio 2019. Il documento fornisce inoltre una valutazione delle emissioni previste dagli Stati per il 2020 e per il 2030, in relazione agli impegni di riduzione che la Direttiva stabilisce per entrambi gli anni per ciascun paese.

Mentre le emissioni della maggior parte degli inquinanti atmosferici continuano il loro progressivo calo in tutta l'Unione europea, le emissioni di ammoniaca sono aumentate per il quarto anno consecutivo, aumentando dello 0,4% in tutta l'UE, dal 2016 al 2017. Nel periodo 2014-2017, l'aumento complessivo è stato di circa il 2,5%. Questi aumenti sono dovuti alla mancanza di riduzioni delle emissioni nel settore agricolo.

Ricordiamo che le emissioni di ammoniaca possono portare ad un aumento delle deposizioni di acidi e livelli eccessivi di nutrienti nel suolo, nei fiumi o nei laghi, che possono avere un impatto negativo sugli ecosistemi acquatici e causare danni alle foreste, alle colture e ad altra vegetazione. L'eutrofizzazione può portare a gravi riduzioni della qualità dell'acqua con conseguenti impatti, tra cui una diminuzione della biodiversità ed effetti tossici.

tabella-obiettivi-nec.jpgNel 2017, mentre 21 Stati membri rispettavano i limiti delle emissioni di ammoniaca, altri 6 (Austria, Croazia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna) non lo facevano; si prevede che un numero crescente di Stati membri non rispetterà gli impegni di riduzione delle emissioni per il 2020 e 2030.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2017 è stata tra i maggiori emettitori di composti organici volatili non metanici, insieme a Germania e Regno Unito, e di PM2,5, insieme a Francia e Polonia.

Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente sarà necessaria una riduzione più sostanziale per tutti gli inquinanti se l'UE intende rispettare i propri impegni fissati per il 2030: nello specifico sono necessarie riduzioni di circa il 15% per composti organici volatili non metanici e ammoniaca, oltre il 30% per PM2,5 e anidride solforosa e quasi il 40% per ossidi di azoto.

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