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Il rapporto Beach litter di Legambiente

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12/06/2019 07:30

Rilevati 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia

È stato pubblicato da Legambiente il rapporto "Beach litter 2019". L'associazione ambientalista, da cinque anni, analizza tipologia e quantità dei rifiuti spiaggiati per meglio comprendere il fenomeno italiano e accendere i riflettori sulla scorretta gestione dei rifiuti a monte, la principale causa dell’elevata e drammatica presenza dei rifiuti in mare.

Quest’anno l’indagine prende in esame 93 spiagge, monitorate dai circoli di Legambiente insieme a volontari, cittadini e scuole. La più estesa indagine di citizen science sui rifiuti spiaggiati mai realizzata in Italia e nel mondo: negli anni Legambiente ha effettuato il monitoraggio su oltre 400 spiagge, in Italia e nel Mediterraneo.

Il protocollo utilizzato per queste attività è stato sviluppato nell’ambito dell’iniziativa MarineLitter Watch dell’Agenzia Europea per l'Ambiente, alla quale Legambiente e molte altre associazioni europee comunicano i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più grandi database sui rifiuti spiaggiati costruito dai volontari a livello europeo.

In questo modo questi dati raccolti dalle associazioni di volontari sono confrontabili e si aggiungono a quelli rilevati da parte delle ARPA rivierasche in applicazione della Strategia Marina dell'Unione Europea, che lo scorso mese di marzo sono stati presentati in occasione del lancio della campagna #IoSonoMare e resi disponibili online.

I dati 2019 di Legambiente si discostano poco dalle precedenti indagini, confermando la notevole incidenza della plastica, il materiale che da solo rappresenta l’81% di tutti i rifiuti trovati sui transetti delle 93 spiagge. Parliamo in totale di 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia.

Questo significa che per ogni metro di sabbia sono stati trovati quasi 10 rifiuti. Una mole incredibile: e pensare che ciò che è visibile ai nostri occhi in spiaggia è solo il 15% dei rifiuti che entrano nell’ecosistema marino (il restante 15% galleggia sulla superficie del mare e il 70% resta in sospensione nella colonna d’acqua o affonda).

Ai primi posti della top ten (i 10 rifiuti più trovati) ci sono pezzi di plastica e polistirolo (il dato più preoccupante perché sono i “precursori” delle microplastiche, inquinamento irreversibile e incalcolabile) ma anche tappi e coperchi di bevande (se ne trova 1 per ogni metro di spiaggia), mozziconi di sigarette (è stato trovato l’equivalente di 359 pacchetti di sigarette in soli 9 km), cotton fioc (il 7,4% di tutti i rifiuti monitorati) e materiale da costruzione (con oltre 4mila rifiuti legati a sversamenti illegali in piena spiaggia).

Purtroppo, non mancano le bottiglie di plastica (45 ogni 100 metri) e stoviglie di plastica come piatti, bicchieri, posate e cannucce (34 ogni 100 metri) che insieme ad altre tipologie di rifiuti evidenziano come l’usa e getta di plastica, se viene disperso nell’ambiente, rappresenti uno dei principali nemici del nostro mare.

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Azioni sul documento

Italiano

Inviato da Utente anonimo il 12/06/2019 08:48

Packaging si può rendere con l'italiano "imballaggio" e shopper con "busta".

mozziconi di sigarette

Inviato da Utente anonimo il 12/06/2019 10:57

Se non sbaglio c'è una legge in proposito. La Polizia Municipale però sul mare non si vede mai.

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