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Il documento finale del Sinodo per l'Amazzonia: un richiamo all'ecologia integrale

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05/11/2019 07:30

Il lavoro e le conclusioni del Sinodo sono rivolte a tutti e richiamano ad una “conversione” ecologica secondo cui tutto è strettamente connesso

Al centro del Sinodo, convocato da Papa Francesco e svoltosi nel mese di ottobre 2019, vi è stata l’Amazzonia con la sua storia e la sua attuale vicenda, ovvero un tema centrale per l’intera umanità, perché paradigmatico delle sfide che sta vivendo tutto il pianeta. In questa regione si concentrano infatti le grandi questioni globali, da quella ambientale, a quella migratoria, alla convivenza tra culture e religioni differenti.

L’Amazzonia copre 9 Paesi (Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname, Venezuela, includendo la Guyana Francese come territorio d’oltremare) è abitata da oltre 33 milioni di persone, di cui circa 2,5 milioni indigeni, è quindi multi-etnica, pluri-culturale e pluri-religiosa; con più di 7,5 milioni di chilometri quadrati, rappresenta una delle maggiori riserve di biodiversità del pianeta (dal 30 al 50 % della flora e fauna del mondo), di acqua dolce (20% dell’acqua dolce non congelata di tutto il pianeta); possiede il 34% di tutte le foreste primarie del pianeta e svolge un ruolo importante per l’anidride carbonica che assorbe e per l’ossigeno che fornisce.

Nonostante questo immenso patrimonio, questa area risulta la seconda più vulnerabile al mondo a causa dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo, come la devastazione indiscriminata della foresta o la contaminazione delle risorse idriche a causa dell’uso incontrollato di prodotti agrotossici, spargimento di petrolio, attività mineraria anche illegale, dispersione dei derivati della produzione di droghe. La crescita smisurata delle attività agricole, estrattive e di disboscamento dell’Amazzonia se da una parte ha danneggiato la ricchezza ambientale della regione, dall’altra ha anche impoverito la realtà sociale e culturale.

Da questa terra, più che da ogni altra, può arrivare, secondo il pontefice, un messaggio di conversione integrale, anche ecologica. I popoli dell’Amazzonia, infatti, hanno sempre vissuto in stretta interdipendenza con l’ambiente, con la sua foresta ed i suoi fiumi: i contadini utilizzano le risorse delle terre inondabili affidandosi al movimento ciclico dei loro fiumi, con la consapevolezza che “la vita dirige il fiume” e “il fiume dirige la vita”; inoltre, i popoli che vivono nella foresta vivono con ciò che la terra e la foresta stessa offrono loro. Questi popoli custodiscono i fiumi e la terra, nello stesso modo in cui la terra si prende cura di loro.

Questa simbiosi tra uomo ed ambiente ci fa comprendere come il tema ambientale riguardi tutti e che tutti siamo connessi tra di noi e allo stesso tempo con la terra, un messaggio che il Papa aveva già lanciato con la sua Laudato si’.

Il documento, risultato dello scambio svoltosi nelle tre settimane di lavori del Sinodo, denuncia dunque lo scempio prodotto dalle attività dell’uomo sull’Amazzonia e sui suoi abitanti, richiamando la necessità di un progetto comune per questa terra: sviluppo integrale e sostenibile e quindi allevamento e agricoltura sostenibili, energia pulita, rispetto delle identità e dei diritti dei popoli tradizionali, acqua potabile per tutti.

Le riflessioni del Sinodo superano però l’ambito strettamente amazzonico, guardando anche verso il futuro di tutto il pianeta, richiamandosi ancora a quanto contenuto nell’Enciclica di Papa Francesco che invita ad uno stile di vita nuovo, che supera l’individualismo e l’ossessione del consumo, uno stile di vita che le culture occidentali possono sicuramente imparare da quelle tradizionali amazzoniche.

Per approfondimenti: il sito del Sinodo per l'Amazzonia

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