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Gli accertamenti ARPAT nell’area della ex Incerti (Campiglia Marittima)

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05/08/2019 10:20

La collaborazione con il Comune e con gli altri enti

Nei giorni scorsi sulla stampa locale si è parlato della decisione del Comune di Campiglia Marittima di provvedere alla rimozione dei pneumatici fuori uso (PFU) ed altri rifiuti in stato di abbandono, nell’area della ex Incerti a Campo alla Croce, anticipando le somme necessarie per quest’operazione.

In proposito segnaliamo che gli operatori del Dipartimento di Piombino hanno realizzato più controlli negli anni presso l’azienda, da tempo in procedura fallimentare, l’ultimo dei quali congiuntamente con Carabinieri Forestali, ASL, Regione Toscana, VV.F. nel luglio 2018.

La situazione verificata generava preoccupazione, in particolare, per il potenziale rischio incendio, che, vista l’assenza di attività all’interno dell all’attività, sarebbe potuto comunque scaturire da una propagazione esterna.

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Un potenziale pericolo era stato individuato dai nostri operatori nella presenza di sterpaglie in un terreno incolto a confine con il lato sud ovest del deposito, dove erano stoccati diversi big bag con PFU in granuli.

Per fare fronte a questa situazione, il Dipartimento Piombino ha chiesto al Comune di Campiglia Marittima di costituire una fascia di rispetto di dieci metri.

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Gli operatori ARPAT, consapevoli della problematica ambientale costituita dalla presenza di rifiuti speciali in stato di abbandono, si sono resi disponibili a collaborare con il curatore fallimentare, individuando un sito di recupero e/o smaltimento di PFU in modo da liberare l’area interessata.

Tutto questo in ottemperanza a quanto stabilito dall’art. 192, co 3 del decreto legislativo 152/06, che dispone che “alla rimozione dei rifiuti sia tenuto il responsabile dell’abbandono o del deposito dei rifiuti e, solidalmente, il proprietario o chi abbia a qualunque titolo la disponibilità soltanto laddove ad essi sia imputabile l’abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa”.

La limitata disponibilità economica del curatore fallimentare non ha reso possibile la rimozione dei rifiuti speciali auspicata e richiesta al Comune da ARPAT.

Da qui l’epilogo descritto dalla stampa, infatti, come previsto dall’art 192 sopra richiamato, il Comune ha deciso di procedere all’esecuzione e avviare le procedure per recuperare le somme anticipate.

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