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AirVisual: l'inquinamento atmosferico nelle grandi città del mondo

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26/04/2019 07:30

Ovunque si superano i limiti raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità per il PM2,5; molto limitato anche l’accesso all'informazione pubblica in materia di qualità dell’aria

Il rapporto annuale del progetto AirVisual, realizzato in collaborazione con Greenpeace, elabora una classifica interattiva della qualità dell’aria in più di 3.000 città del mondo, relativamente al PM2.5.

Dal 2015 AirVisual fornisce, attraverso una piattaforma centralizzata, informazioni sulla qualità dell'aria, attraverso l'aggregazione di dati - in tempo reale o quasi in tempo reale - provenienti sia dalle reti di monitoraggio istituzionali che da centraline domestiche gestite da singoli cittadini e organizzazioni.

Il rapporto presenta i dati - riferiti al 2018 - provenienti proprio dalla piattaforma.
Per correlare l'esposizione ai potenziali impatti sulla salute, AirVisual fa riferimento a due linee guida per l'inquinamento da PM2.5: il valore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e l'indice di qualità dell'aria degli Stati Uniti.

Delle 62 capitali di tutto il mondo censite, solo 9 hanno registrato nel 2018 medie di PM2,5 al di sotto dei limiti raccomandati dall’OMS. Nuova Delhi è la capitale più inquinata al mondo, seguita da Dhaka, in Bangladesh, e Kabul, in Afghanistan.

Prendendo in considerazione il totale delle oltre 3.000 città incluse nel report, il 64% ha superato il limite: tutte le città del Medio Oriente e dell’Africa (Kuwait City, Dubai e Manama superano le linee guida OMS di oltre il 500%), il 99% dell'Asia meridionale, il 95% delle città del Sud-Est asiatico e l’89% delle città dell'Asia orientale superano l’obiettivo. In assoluto, la città più inquinata al mondo è Gurugram, centro tecnologico indiano, seguita da Ghaziabad (nell’Uttar Pradesh) e Faisalabad (in Pakistan).

Facciamo presente che molte aree non dispongono di informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria e per questo motivo non sono rappresentate nel rapporto: il numero totale delle città che superano i livelli indicati dall’OMS potrebbe dunque essere più elevato.

Se si analizza invece il livello nazionale, ponderato in base alla popolazione, il Bangladesh emerge come paese mediamente più inquinato, seguito da vicino da Pakistan e India. Stati Uniti, Canada, Paesi scandinavi, Estonia, Irlanda, Islanda, Portogallo, Australia e Nuova Zelanda sono quelli meno inquinati. L’Italia risulta a metà classifica, con livelli medi annui di 14,9 microgrammi di PM2.5 per metro cubo. Nell’immagine è riportata la classifica dei paesi, ordinati per concentrazione media stimata di PM2,5 (μg/m³).

classifica dei paesi più inquinati

Lo stato della qualità dell’aria di tutte le città analizzate nel rapporto, insieme a molte altre, può essere esplorato anche attraverso la mappa interattiva che mostra in tempo reale la concentrazione di PM2,5 nelle città. AirVisual combina i dati dei satelliti e quelli rivelati dalle centraline ed è in grado di misurare il movimento delle particelle inquinanti in base alle correnti d’aria nell’atmosfera.

Il progetto AirVisual prevede anche una app tramite cui ricevere informazioni in tempo reale sulla qualità dell'aria, le previsioni sulla qualità dell'aria e le raccomandazioni sanitarie attuabili che consentono alle persone di ridurre la propria esposizione agli inquinanti atmosferici. La riduzione dell'esposizione personale all'inquinamento atmosferico può essere infatti ottenuta attraverso semplici azioni, come ad esempio limitare l’attività all'aperto in presenza di elevati livelli di inquinamento o proteggere gli spazi interni chiudendo le finestre durante episodi di inquinamento.

Il progetto AirVisual e il report relativo hanno senza dubbio il merito di aver scattato una fotografia dello stato attuale del monitoraggio della qualità dell'aria in tutto il mondo, facendo emergere le forti differenze tra i paesi: molte aree popolate non dispongono infatti ancora oggi di informazioni sulla qualità dell'aria in tempo reale o quasi in tempo reale; in molti paesi in via di sviluppo l'accesso alle informazioni sulla qualità dell'aria è limitato. Per quanto riguarda Pakistan, Afghanistan, Nigeria e Cambogia i dati del rapporto provengono esclusivamente dalle centraline “domestiche”, in assenza di sistemi di monitoraggio istituzionali.

mappa delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria nel mondo

Rendere accessibili i dati è uno dei modi più efficaci per migliorare la qualità dell'aria, genera la consapevolezza da parte del pubblico e di conseguenza la domanda di azioni. I progressi compiuti nel controllo e nella riduzione dell'inquinamento atmosferico in Cina, dal momento in cui è stato avviato il monitoraggio nazionale della qualità dell'aria, è solo uno degli esempi di come l'accesso alle informazioni in tempo reale sulla qualità dell'aria possa avere un impatto positivo sull'approccio di un paese alla politica e alla gestione del tema. Oggi la Cina ha infatti uno dei più completi programmi di monitoraggio della qualità dell'aria ed è all'avanguardia nel miglioramento della qualità dell'aria nelle sue principali città.

L'entità dei rischi per la salute posti dall'inquinamento atmosferico a livello mondiale sottolinea l'urgente necessità di un maggiore accesso a dati tempestivi sulla qualità dell'aria che consentano ai cittadini e alle comunità di prendere decisioni e azioni informate per proteggere l’ambiente e la salute.

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