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Verso un impianto geotermico binario in Toscana

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08/02/2018 07:30

Siglato un accordo fra ENGIE, Storengy e Graziella Green Power per realizzare un impianto ad "emissioni zero"

Il 31 gennaio 2018 Graziella Green Power e il player mondiale dell’energia ENGIE, attraverso le sue filiali Storengy e ENGIE Italia, hanno siglato un accordo per la realizzazione di un innovativo impianto geotermico a ciclo binario a Castelnuovo Val di Cecina (PI).

Il progetto, i cui lavori si prevede possano iniziare nel 2019, comprende la progettazione, la costruzione e la gestione di un impianto geotermico di 5 MWe di potenza. La centrale sarà ad impatto ambientale zero grazie all'adozione del cosiddetto "ciclo binario": il fluido geotermico prelevato dal sottosuolo, dopo aver generato energia elettrica, verrà totalmente re-immesso nello stesso sottosuolo insieme a gas non condensabili (CO2 e altri), con un ciclo produttivo, quindi, senza emissioni nell’atmosfera.

A pieno regime, l’impianto geotermico produrrà una quantità di energia annua stimata intorno ai 40.000 MWh (sufficiente per fornire energia elettrica a 14.000 famiglie). Inoltre, per assicurare il minimo impatto ambientale sul territorio, l’impianto è stato progettato in armonia con il contesto paesaggistico, a basso impatto visivo e senza torri di evaporazione.

Non appena ottenute le autorizzazioni amministrative, inizieranno le opere civili e le trivellazioni. ENGIE Italia fornirà il proprio background industriale per il project management e la gestione degli impianti e Storengy, con un’esperienza riconosciuta a livello internazionale di know how del sottosuolo, si occuperà delle trivellazioni e delle attività di geoscienza. Graziella Green Power fornirà il proprio supporto nell’esplorazione del sottosuolo e nelle attività di trivellazione, facendosi parte attiva sul territorio nelle attività di project e site management.

— archiviato sotto: ,
Azioni sul documento

reiniezione gas incondensabili

Inviato da Utente anonimo il 12/02/2018 16:08

Vista l'alta percentuale di gas incondensabili presenti nella zona in cui andrà a sorgere tale impianto, sarebbe opportuno farci spiegare dalle aziende interessate come pensano di reiniettare tali gas nel sottosuolo con pressione zero o prossima allo zero, alla luce del fatto che reiniettare a forti pressioni provoca fratture nel terreno con conseguenti probabili terremoti in superficie. detto ciò mi domando se veramente tutto questo si può considerare IMPATTO ZERO sul territorio circostante!!! Chi risarcirà eventualmente i danni causati???

reiniezione gas incondensabili

Inviato da Utente anonimo il 12/02/2018 16:55

Stiamo organizzando una intervista ai responsabili di Graziella Green Power su questi temi e certamente porremo anche questo quesito. Grazie per l'attenzione La Redazione

Risposta di Graziella Green Power

Inviato da Utente anonimo il 16/02/2018 12:47

L’innovazione tecnologica dell’impianto Castelnuovo è rappresentata dal fatto che la reiniezione totale viene garantita attraverso la gestione separata della frazione liquida e di quella gassosa. Il flusso risultante di gas incondensabili è reso disponibile per la reiniezione attraverso una specifica condotta e iniettato mediante un compressore, mentre le condense vengono inviate a testa pozza con una condotta separata e reimmesse per caduta o con pressione di poche unità di bar a testa pozzo. La reiniezione in serbatoio avviene impiegando un unico pozzo di reiniezione, nel quale i due fluidi (condensato e gas incondensabili) vengono immessi attraverso due tubazioni calate in pozzo che fluiscono parallelamente e separate fino ad una certa profondità, dove poi si miscelano e scendono in un’unica corrente. Il punto di rilascio è stabilito in modo tale che la velocità di flusso e la pressione idrostatica consentano il rilascio del fluido all’interno delle stesse formazioni che costituiscono il serbatoio di estrazione; il fluido reiniettato presenterà dunque una pressione analoga o poco superiore a quella del serbatoio. A garanzia della validità e idoneità dell’applicazione di tale metodologia è stata eseguita una simulazione numerica in collaborazione con GeothermEx-Schlumberger, utilizzando il software di modellazione di flussi multifase OLGA, in grado di modellare l’iniezione di gas incondensabili in una corrente liquida. Dai risultati in nessuno degli scenari simulati si è assistito ad un ritorno dei gas in superficie, né ad un accumulo sotto il punto di mixing, né ad aumenti di pressione tali da provocare fratture nel terreno. La sovra-pressione nell’intorno nel punto di reiniezione è stato stimato essere inferiore a 15 bar in 30 anni di attività, per fare un esempio i compressori utilizzati per gonfiare gli pneumatici raggiungono i 12/13 bar, tale valore è assolutamente trascurabile a meno che non si possa pensare di provocare fratture nel terreno con un compressore in vendita al supermercato.

Risposta di Graziella Green Power

Inviato da Utente anonimo il 27/02/2018 01:54

Io non vorrei affrontare l'aspetto tecnologico, importa il giusto di come i gas verranno reimmessi nel sottosuolo. Il problema che questi signori ignorano è un altro: il contesto. Montecastelli è una frazione di Castelnuovo Val di Cecina, territorio già sfruttato da numerosi impianti geotermici enel. Il comune ha voluto conservare Montecastelli escludendo la costruzione di centrali perché in questo splendido borgo medievale e l’area che lo circonda potesse svilupparsi turismo ed agricoltura. Così è stato e Montecastelli è ormai meta abituale di numerosi turisti provenienti da tutto il mondo, che vogliono trascorrere le vacanze immersi nella pace della campagna toscana. L’Amministrazione di Castelnuovo Val di Cecina inoltre, di tutto il suo territorio comunale, ha indicato alla Regione Toscana la sola area di Montecastelli come area non idonea alla geotermia, appunto perché la vocazione di quel luogo è ormai il turismo e l’agricoltura di qualità. E’ evidente che collocare lì un impianto industriale, perché anche se travestito di “green” di questo comunque si tratta, è un atto di prepotenza che non solo non rispetta la volontà dell’Amministrazione, ma danneggia e polverizza la particolare economia che lì si è sviluppata nel tempo, danneggiando di conseguenza gli investimenti degli abitanti di Montecastelli i quali si sono costituiti Comitato e si stanno opponendo con determinazione a questa industrializzazione forzata del loro territorio.

Avviso di moderazione

Inviato da carlotta alaura il 20/02/2018 10:59
Abbiamo rimosso un commento anonimo alla risposta di Graziella Green Power perchè espresso in termini poco adatti a un confronto educato e sereno che invece ci teniamo a garantire nei nostri spazi. La redazione

CENTRALI BINARIE: ANCHE L'ENEL E' NIMBY?

Inviato da Utente anonimo il 24/02/2018 11:32

Sulla possibilità di realizzare centrali binarie è intervenuto Montemaggi, responsabile di Enel Green Power, che è lapidario: «Guardi, si potesse fare, l’Enel lo avrebbe già fatto, anche solo per i ricchi incentivi previsti per queste tecnologie a “impatto zero” dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il punto è che tecnicamente non si può fare: questi gas sono troppo abbondanti nei fluidi geotermici italiani, se li reiniettassimo non solo troverebbero presto il modo di fuoriuscire da qualche parte, ma finirebbero per rovinare il giacimento geotermico, creando una “bolla” alla sua sommità, che ostacolerebbe l’estrazione dei fluidi». E ancora, incalzato dal giornalista che cita che in Germania sono stati realizzati impianti binari con la totale reiniezione dei gas incondensabili, Montemaggi dà la stoccata finale: «Sì, ma quello è un caso molto particolare di acqua quasi priva di gas disciolti: ripeto, nelle nostre aree geotermiche non è possibile trovare fluidi così privi di gas da consentire la loro reiniezione totale nel sottosuolo» e il giornalista “Sarà, ma 10 progetti per impianti di quel tipo sono stati presentati al MiSE, e molti di essi saranno realizzati proprio nelle aree geotermiche di Toscana, Umbria e Lazio”, Montemaggi chiude «Lo so, e sono molto curioso di vedere come faranno a realizzare una cosa che, per noi di Enel, che abbiamo decenni di esperienza geotermica alle spalle, è tecnicamente non sostenibile». COME MAI LA NUOVE SOCIETA' CHE PROPONGONO QUESTI NUOVI IMPIANTI (pur non avendone mai realizzato nemmeno uno e, spesso, occupandosi di tutt'altro!) NON HANNO MAI RISPOSTO, NE' CONTESTATO L'ENEL???

CENTRALI BINARIE: ANCHE L'ENEL E' NIMBY?

Inviato da Utente anonimo il 24/02/2018 12:33

Fermo restando che alla luce degli studi effettuati sembra che non sia possibile la reiniezione totale e che quindi resta il pericolo per la salute degli abitanti e dell'ambiente, perché qualcuno non calcola la spesa unitaria per produrre un Mw con la geotermia? Oltre al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, c'è anche una questione di costi. La ditta opererà non con i propri soldi, ma con i nostri; per questo vogliamo decidere quali sono le rinnovabili da finanziare e quali no: quelle speculative ed inquinanti.

Lamberto Soldatini

a Montecastelli ci abitano oltre cento persone

Inviato da Utente anonimo il 26/02/2018 18:37

Premesso che l'unica centrale ad impatto ambientale zero è quella che non viene costruita, la risposta di graziella green power è deludente. Ci sono alcune cose da precisare. Le centrali previste in quell'area sono tre. Il tratto terminale del pozzo di reiniezione previsto per questo progetto risulta posizionato a meno di 500 metri di distanza dalla verticale di Montecastelli Pisano. Gli abitanti del luogo vivono i progetti di graziella green power come un sopruso. La procedura di valutazione ambientale non si è ancora conclusa e l'esito potrebbe anche essere una bocciatura. Va riconosciuto che sono dei gran teorici, ma la pratica richiede dedizione e umiltà. In 30 anni di estrazioni e reiniezioni può succedere di tutto. Notevole il paragone con il compressore da supermercato. Potrebbero andare a raccontarlo agli abitanti dell'Oklahoma dopo il terremoto che c'è stato nel 2011 dovuto proprio alla reiniezione di fluidi di scarto, in questo caso petroliferi. "Secondo un articolo pubblicato su Geology, possono passare anche decenni prima che un pozzo di reiniezione scateni un terremoto. In quasi tutti i casi documentati, l'attività sismica comincia a intensificarsi già pochi mesi dopo l'inizio del pompaggio dei liquidi in un pozzo, e si ferma quando la pressione viene allentata; ma al momento del sisma dell'Oklahoma, l'acqua veniva iniettata nei pozzi vicini da più di 17 anni. Fortunatamente l'area colpita era in aperta campagna, e solo due persone rimasero ferite. Se fosse successo in una zona densamente popolata, i danni sarebbero stati molto più gravi". Ricordiamoci che l'area interessata dal progetto di graziella green power non è disabitata come certe aree dell'Oklahoma, a Montecastelli ci abitano oltre cento persone e non contiamo la presenza turistica.

Ma Arpat tifa per le centrali?

Inviato da Utente anonimo il 26/02/2018 19:48

"ARPAT effettua il monitoraggio dello stato dell'ambiente; svolge accertamenti sulle fonti di inquinamento e gli impatti che ne derivano, occupandosi dell'individuazione e della prevenzione di fattori di rischio per la salute dell'ambiente e dell'uomo." Così si legge su questo stesso sito in merito al "chi siamo" dell'Arpat, cioè dovrebbe monitorare le fonti di inquinamento e prevenire danni ambientali. Nel caso della geotermia credo che Arpat sia perfettamente a conoscenza delle criticità sollevate dai comitati e da scienziati sui rischi ambientali e alla salute, anche delle centrali binarie, e quindi l'articolo che commentiamo sembra una pubblicità fuori luogo e gratuita a Graziella GP per un tipo di centrale mai costruita in Italia e per la quale era forse più opportuno avviare indagini e monitoraggi sull'impatto che tale tecnologia comunque potrà avere.

Arpat non "tifa" per nessuno

Inviato da Utente anonimo il 27/02/2018 16:49

Arpat non "tifa" per nessun tipo di impianto e svolge le proprie attività istituzionali, che però è bene distinguere per chiarezza e per evitare equivoci: - svolge attività di controllo degli impianti esistenti, effettuando misurazioni, ad esempio delle emissioni in atmosfera, https://issuu.com/arpatoscana/docs/annuario-2017/86 - svolge attività di supporto tecnico degli enti competenti (Regione,ecc.) nei procedimenti autorizzativi per l'installazione di impianti; - diffonde dati ambientali rilevati sulla base delle precedenti attività. Ognuno di questi settori di attività sono svolti da settori diversi dell'Agenzia con competenze tecnico-scientifiche adeguate e specifiche. L'attività di diffusione della conoscenza ambientale si svolge anche attraverso la testata giornalistica "Arpatnews", da ormai quindici anni. Il progetto di un nuovo impianto sperimentale ci è sembrato di interesse (ed i commenti in questa pagina dimostrano che è così). Dare una notizia del genere non significa fare "pubblicità" ad un impianto o ad un altro, che è cosa ben diversa, o "sposare" una posizione o l'altra, ma svolgere una indispensabile opera di informazione. Peraltro è nostra intenzione approfondire l'argomento e lo faremo attraverso una intervista ai responsabili di Graziella Green Power, ai quali abbiamo posto diverse domande per avere il loro punto di vista in merito ad una serie di aspetti dell'impianto progettato. La Redazione di Arpatnews

il loro "punto di vista"??

Inviato da Utente anonimo il 01/03/2018 00:53

Interessante... ma per meglio approfondire l'argomento, sarebbe assai più interessante conoscere attraverso una intervista, il punto di vista degli abitanti di Montecastelli in merito ad una serie di aspetti, prevedibilmente poco piacevoli, che loro malgrado si troverebbero a dover affrontare a seguito di una ipotetica (perchè non essendo stata ancora conclusa la fase di valutazione di impatto ambientale di questo per ora si tratta) realizzazione dell'impianto industriale in questione. Dovrebbe essere considerato un importante fattore di rischio per la salute dell'uomo: il dolore nel vedersi vanificare i sacrifici di una vita e veder stravolgere la propria terra da multinazionali interessati agli incentivi.

Arpat non "tifa" per nessuno

Inviato da Utente anonimo il 02/03/2018 11:03

Singolare definire "innovativi" gli impianti binari, visto che esistono già molti di tali centrali all'estero, ma ancora peggio è giustificare l'assenza di un qualsiasi commento con il fatto che "approfondirete" chiedendo il parere a Graziella GP; del tipo: "oste, com'è il vino?". Vi consiglio di chiedere anche ai comitati (che da tempo studiano questi progetti) e all'Enel stessa che già aveva sperimentato tali impianti (ad es. a Latera -VT-) e li ha abbandonati perchè la percentuale di incondensabili presenti nei fluidi in centro Italia impedisce la realizzazione di queste centrali, a differenza, ad es., della germania. Leggete pure quel che dice Montemaggi (Enel GP): https://sosgeotermia.noblogs.org/2017/10/03/geotermia-ma-in-che-mani-siamo/

Riguardo alla attività di controllo, almeno in Amiata, sembrerebbe che l'Arpat per lo più si limiti a validare i dati rilevati dall'enel stessa, o no?

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