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Piani climatici urbani: promosse le città europee

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12/06/2018 07:45

Risultati di uno studio internazionale al quale ha partecipato l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr di Potenza

I piani climatici urbani sono i piani di mitigazione che i Comuni possono adottare per contenere le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale e i piani di adattamento per ridurre la vulnerabilità dei territori.

Uno studio internazionale al quale ha partecipato anche l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche (Imaa-Cnr) di Potenza ha analizzato 885 città appartenenti a 28 Stati dell’Unione Europea, evidenziando come

  • il 66% dispone di un piano di mitigazione,
  • il 26% dispone di un piano di adattamento,
  • il 17% dispone di un piano clima integrato, che copre entrambi gli aspetti.

Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Cleaner Production ha coinvolto un network di trenta ricercatori provenienti da diciassette stati europei coordinati dall’Università olandese di Twente.

I piani climatici urbani sono sviluppati soprattutto nei paesi del nord e centro Europa e nelle città con oltre 500 mila abitanti; in Danimarca, Francia, Slovacchia e Regno Unito la legislazione nazionale in materia impone l’obbligo di avere un piano.

La partecipazione a network europei come il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) o a progetti internazionali quali Life e Interreg aiuta lo sviluppo di questi strumenti; in Italia, ad esempio, 58 su 76 città analizzate hanno firmato il Patto dei Sindaci e di queste 56 sono dotate di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile-PAES. Soltanto Bologna e Ancona, però, hanno sviluppato un piano di adattamento nell’ambito di progetti europei (rispettivamente Life Blueap e Life Act) anche se altre città hanno avviato un processo di pianificazione per identificare le vulnerabilità climatiche dei loro territori.

Le città italiane analizzate e dotate di PAES sono: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Firenze, Bari, Bologna, Catania, Venezia, Verona, Cremona, Trento, Trieste, Ancona, Pescara, Campobasso, Potenza, Sassari, Cagliari, Padova, Modena, Salerno, Piacenza, Bolzano, Udine, La Spezia, Lecce, Barletta, Pesaro, Pisa, Treviso, Busto Arsizio, Pavia, Massa, Cosenza, Savona, Matera, Acireale, Pordenone, Messina, Prato, Parma, Livorno, Reggio nell'Emilia, Ravenna, Ferrara, Rimini, Monza, Bergamo, Forlì, Latina, Vicenza, Novara, Giugliano in Campania.

Distribuzione dei piani climatici

Nell’immagine è rappresentato lo stato dei piani climatici nelle 885 città analizzate (esclusi i PAES sviluppati nel Patto dei Sindaci). In arancione chiaro sono indicati i Paesi in cui non è obbligatorio sviluppare piani locali per il clima, in arancione scuro quelli che rendono obbligatorio per le città e le amministrazioni locali più grandi sviluppare piani locali per la mitigazione del clima (Slovacchia) o piani locali di adattamento al clima (Danimarca) o entrambi (Francia, Regno Unito).

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