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Occhiobello (Rovigo) tra i firmatari di un documento europeo che chiede all’Ue lo stop ai pesticidi

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11/10/2018 07:45

Il primo comune italiano che ha aderito alla rete Città libere dai pesticidi, a Bruxelles

Porta anche la firma del vicesindaco di Occhiobello la dichiarazione congiunta di eurodeputati e sindaci europei siglata a Bruxelles, per chiedere finanziamenti e un divieto totale dell’uso non agricolo dei pesticidi.

Avevamo già parlato di come il comune di Occhiobello (FE) sia stato il primo comune in Italia ad aderire alla rete di Città libere da pesticidi.

Il 27 settembre 2018 ha partecipato alla tavola rotonda "Città libere dai pesticidi: politiche europee, strategie locali e prospettive future", organizzata da Pan Europe con il coordinatore della commissione agricoltura, il presidente della commissione pesticidi e il vice presidente della commissione ambiente, dove è stato proposto alle istituzioni europee il bando dei pesticidi chimici nelle aree frequentate dalla popolazione.

“Chiediamo a tutte le istituzioni dell’Ue – recita il documento - di iniziare seriamente a discutere la risoluzione dell’Ue adottata dal senato francese nel maggio 2017, la quale chiede un divieto totale dell’uso non agricolo dei pesticidi, incluso l’uso privato”.

La partecipazione del Comune di Occhiobello è stata inserita tra le buone pratiche che gli enti pubblici applicano a salvaguardia dell’ambiente, sperimentando tecniche sostenibili: “Non possiamo più agire come un tempo – ha detto il vicesindaco del comune, presentando alla tavola rotonda le scelte di Occhiobello -, dobbiamo credere che senza pesticidi si può poiché vi sono valide alternative da utilizzare”.

“La nostra pianificazione comprende prima di tutto la prevenzione, poi la mappatura del territorio dove sappiamo intervenire in modo mirato e continui monitoraggi sull’efficacia degli interventi”.

Il vicesindaco, dopo avere ricordato i progetti specifici che coinvolgono soprattutto i bambini a cui rivolgere tutti gli strumenti per una diffusa cultura ambientale, ha illustrato i trattamenti biologici che il Comune attua su caditoie pubbliche, fossati e ambiti privati.

“Cerchiamo il sostegno degli enti superiori – ha detto ancora – perché serve una formazione, servono specializzazioni che introducano conoscenze e supportino le scelte di sostenibilità che alcuni enti coraggiosi hanno iniziato a fare”.

Alla Commissione europea è stata avanzata la proposta, tramite il documento condiviso, di rendere disponibili strumenti finanziari per sostenere i Comuni che decidono di intraprendere il percorso che li porterà a essere territori liberi da pesticidi.

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