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Geotermia e società

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30/08/2018 07:30

Pubblicato un volume da parte di alcuni ricercatori, che presenta un panorama di esperienze realizzate a livello mondiale sul tema del coinvolgimento delle comunità locali nei progetti di utilizzo dell'energia geotermica.

Recentemente è stato pubblicato online il volume "Geotermia e società", di Adele Manzella (IGG-CNR), Agnes Allansdottir (Fondazione Toscana Life Science) e Anna Pellizzone (IGG-CNR), con numerosi contributi internazionali.

Questo libro affronta gli aspetti sociali connessi all'utilizzo delle risorse geotermiche per diversi usi, come la produzione di energia, il riscaldamento e il condizionamento. Introduce un quadro teorico per un approccio sociale e tecnico al tema e presenta una raccolta preliminare di casi di studio empirici sull'energia geotermica e sulla società di tutto il mondo. Fornendo un quadro concettuale e metodologico allo studio dell'energia geotermica e delle società, riunisce informazioni e analisi sul campo che finora sono state scarse e frammentate.

I contributi presenti nel volume esplorano i diversi aspetti della relazione tra l'utilizzo delle risorse geotermiche e le comunità locali. Dopo aver introdotto le tecnologie geotermiche, i concetti di energia rinnovabile e il loro contesto socio-politico e gli aspetti  ambientali dell'energia geotermica, il libro analizza e presenta casi di studio relativi a undici paesi (Australia, Canada, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Filippine, Svizzera e Turchia) e confronta gli strumenti di coinvolgimento sociale applicati con quelli utilizzati in altri settori.

Nel contributo relativo all'esperienza italiana, le autrici, che sono anche le curatrici del volume, trattano e confrontano i risultati di due ricerche (quantitative e qualitative) svolte dal CNR e mostrano come il dibattito sullo sviluppo della geotermia in Italia è strettamente legato ai valori, alle identità locali ed alle posizioni politiche, con una determinante mancanza di fiducia da parte del pubblico nei confronti dei decisori, in relazione anche alla presenza di rischi per l'ambiente e la salute.

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Azioni sul documento

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Inviato da Utente anonimo il 30/08/2018 22:39

Questo libretto è stato pubblicizzato unicamente da Greenreport 13 giorni fa, ma Greenreport prende i soldi dal Cosvig e il Cosvig prende i soldi da Enel. Quindi è stato approvato da Enel. Da una parte c'è Enel che investe in propaganda una piccolissima parte degli incentivi incassati perchè vuole continuare a fare profitto con la geotermia inquinante, dall'altra ci sono i cittadini che la geotermia la subiscono. La Regione e l'Arpat pubblicizzando questo materiale dimostrano di aver scelto da che parte stare. Carlo Innocenti

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Inviato da Utente anonimo il 31/08/2018 13:59

Non comprendiamo questo commento così drastico. Dare informazioni di un volume realizzato da alcune ricercatrici del Cnr non ci sembra affatto che significhi assumere un qual che si voglia posizione, ma semplicemente contribuire alla diffusione della conoscenza di punti di vista che possono essere anche diversi, ma sicuramente rispettabili. Non ci pare che una logica manichea porti da nessuna parte. La redazione di Arpatnews

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Inviato da Utente anonimo il 31/08/2018 17:55

guarda caso però pubblicate sempre e solo documenti e interviste pro-geotermia, altro che "...contribuire alla diffusione della conoscenza di punti di vista che possono essere anche diversi, ma sicuramente rispettabili.". E' stato pubblicato a luglio un documento dell'ISDE (Medici per l'ambiente) che analizza e rimette in fila i vari studi sanitari, ma probabilmente questo punto di vista non deve essere diffuso?

Per voi e per chi è curioso di leggere pareri diversi è scaricabile (gratis...) in questo articolo: https://sosgeotermia.noblogs.org/2018/08/19/titanic-amiata-anche-lisde-conferma-la-gravita-del-problema-salute-ma-si-continua-a-far-festa-come-nulla-fosse/

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Inviato da Utente anonimo il 01/09/2018 14:36

non mi sembra che il punto di vista di alcuni degli intervistati, ad esempio il prof. Riccardo Basosi (ma anche altri), si possa definire acriticamente pro-geotermia. Certamente sono considerati gli aspetti positivi di questa risorsa energetica e gli aspetti critici su cui occorre lavorare. Non c’è nei docenti universitri e ricercatori interpellati atteggiamenti pre-costituiti “a prescindere”. Gli stessi risultati espressi dal ricercatore Ars evidenziano alcuni aspetti problematici. La redazione

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Inviato da Utente anonimo il 01/09/2018 13:21

Gentile Carlo, come già saprà Cosvig è un Consorzio totalmente pubblico, dove i soci (https://goo.gl/CyTzx1) sono esclusivamente le istituzioni che rappresentano ai vari livelli i cittadini residenti nei territori geotermici toscani: Comuni, Unioni dei Comuni, Province, Regione. Seguendo il suo ragionamento, dunque, il volume presentato sulle nostre pagine (https://shar.es/a1pQJW) oltre che su quelle di Arpat (ma se n’è occupato anche il Cnr: https://goo.gl/iSbjeU) sarebbe stato approvato dai cittadini dei Comuni geotermici. In realtà si tratta di un lavoro indipendente, firmato da due ricercatrici del Cnr e da una della Fondazione Toscana Life Science, ed è stato pubblicato da una delle case editrici più importanti al mondo nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche (Springer, la stessa che dà alle stampe la rivista Nature). Dato che chiama in causa la qualità del nostro lavoro, le ricordo infine che tra gli scopi connaturati nel giornalismo non c’è quello di dare sfogo a qualsiasi voce pretenda di aver ragione, bensì quello di provare a elevare la qualità del dibattito pubblico prendendosi l’onere di selezionare le fonti autorevoli da quelle meno autorevoli. Come sempre si può sbagliare, ma il Cnr, l’Arpat (ente pubblico preposto al monitoraggio degli impatti ambientali della geotermia, tra l’altro) come anche l’Ars – l’Agenzia regionale di sanità che da anni fa ricerche sul campo per indagare i potenziali impatti ambientali della coltivazione geotermica in Toscana – rientrano certamente tra le fonti autorevoli. Approfitto di questo spazio per uno spunto su quest’ultimo tema, quello sanitario. Mentre di anno in anno la produzione di energia rinnovabile da geotermia sta crescendo, per merito della Regione Toscana e a maggior tutela della popolazione anche le ricerche sanitarie continuano ad evolversi, come testimonia l’indagine InVetta attualmente in corso sull’Amiata (https://goo.gl/1nrqWZ); nel frattempo i dati finora “messi in fila” sui tassi di mortalità in Toscana, nelle aree geotermiche tradizionali e in quelle amiatine sono riassumibili nel grafico redatto da Ars e discusso nell’auditorium del Cnr di Pisa durante il convegno pubblico Geo200 del 7 maggio 2018 (lo può trovare sul sito del Cnr – Istituto di geoscienze e georisorse, slide numero 7 https://goo.gl/icqrT4). Cordialità, Luca Aterini, direttore responsabile greenreport.it

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