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Erogazione del servizio idrico: qualità e prospettive

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09/02/2018 07:30

La ricerca, l’investimento e la collaborazione tra Publiacqua, ARPAT ed Università sono gli elementi che stanno alla base dell’offerta idrica per i cittadini. Presentati i valori di potabilità delle acque erogate nelle aree centrali della Toscana

Il volume “Acque superficiali e potabilizzazione”, pubblicato dall’ente erogatore dell’acqua potabile Publiacqua, è il primo di una collana che intende informare sullo stato delle procedure e dei trattamenti a cui vengono sottoposte le acque superficiali di potabilizzazione.

Il lavoro è il frutto della collaborazione tra Publiacqua, ARPAT ed Università degli studi di Firenze e pone l’accento sullo sforzo economico e di ricerca che attiene a tutto il processo tecnologico al fine di poter offrire un’acqua potabile di qualità.

Le aree che risultano interessate dall’opera di Publiacqua, che gestisce 46 impianti di potabilizzazione tra piccoli e grandi, si estendono dalla direttrice dell’area Firenze Prato Pistoia, all’Empolese Val d’Elsa, dal Chianti al Mugello comprendendo anche il medio Valdarno fiorentino.

L’impegno del gestore in investimenti di tecnologia e ricerca hanno permesso negli anni di ottenere un’alta qualità dell’acqua erogata, le percentuali indicano che questa viene bevuta dal territorio in maniera abituale per il 40% e saltuariamente per un 20%.

Si tratta di percentuali più alte, considerando il dato aggregato di rubinetti e fontanelli, rispetto a quelle riscontrate nei territori che possono attingere e distribuire acque di tipo sorgivo. Inoltre l’iniziativa dell’installazione dei fontanelli, che erogano acqua di qualità ancora superiore rispetto a quella già buona del rubinetto di casa, avrebbe fatto risparmiare la produzione di circa 29 milioni di bottiglie di plastica e di 12 milioni di Euro alle famiglie.

In questo contesto il contributo di ARPAT si esplica nel controllo delle acque fluviali e lacustri, attraverso una rete di monitoraggio dedicata alle "acque destinate alla potabilizzazione", nota con la sigla rete POT. Si tratta di una rete di monitoraggio di circa 100 punti distribuiti su torrenti e invasi nel territorio regionale in cui la frequenza di campionamento ed i parametri ricercati tengono conto di quanto esplicitato nel D.Lgs 152/06.

La predisposizione dell’impianto grafico del volume è stato volutamente declinato per una pronta ed immediata consultazione. L’obiettivo è stato quello di fornire un rapporto dettagliato in grado di mostrare gli sforzi e l’impegno di Publiacqua nell’erogazione idrica potabile ed allo stesso tempo rendere i dati più accessibili.

Si vuole in questo modo porre l’accento sulla gestione degli impianti di potabilizzazione, da quello più grande dell’Anconella a quello più piccolo, e che ognuno di essi è costantemente messo a dura prova nelle sue funzioni di potabilizzazione dell’acqua per il fatto che i macchinari si trovano a dovere gestire, in maniera repentina, improvvisi e copiosi flussi d’acqua alternati a periodi di secca, sottoponendo l’ente gestore ad un continuo presidio del processo di potabilizzazione.

La prossima pubblicazione sarà sull’area pratese. L’ente erogatore ha deciso di dedicargli un’intera pubblicazione alla luce delle problematiche che registra la falda idrica dell’area a causa dell’alta presenza di impianti industriali della lavorazione dei tessuti.

Il volume “Acque superficiali e potabilizzazione” è stato presentato lo scorso 18 gennaio 2018 presso la Sala stampa di Palazzo Sacrati – Strozzi della Regione Toscana ed è disponibile per la consultazione presso le sedi dei Comuni e delle Aree metropolitane interessate. Per maggiori informazioni è comunque possibile contattare Publiacqua.

Per approfondire il tema delle acque superficiali e potabilizzazione, si veda anche l’opuscolo della serie "Chi fa cosa in Toscana" dedicato alle competenze sul controllo delle acque potabili in Toscana.

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