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Emissioni dal forno crematorio di Carrara

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15/06/2018 07:30

I controlli di ARPAT in fase di collaudo: rispettati i limiti alle emissioni

A seguito della messa in esercizio del nuovo impianto di cremazione di Turigliano a Carrara, ARPAT ha effettuato tre sopralluoghi nel mese di febbraio di quest’anno.

Il forno crematorio è gestito attraverso un sistema informatizzato di controllo, che prevede la regolazione e la registrazione automatica di tutti i parametri di funzionamento su formato digitale. In formato cartaceo sono inoltre registrati alcuni parametri (temperature della camera di combustione, del postcombustore e dell’ossigeno al postcombustore). Il sistema di gestione automatizzato non dà la possibilità di effettuare le operazioni di cremazione qualora non vengano rispettati i valori di processo impostati.

I fumi in uscita dall’impianto di cremazione, dopo essere passati dal postcombustore e da un sistema di abbattimento automatizzato, vengono inviati ad un camino, che ha lo sbocco oltre il colmo del tetto.

Nel corso dei sopralluoghi, ARPAT ha presenziato alle operazioni di campionamento delle emissioni dal camino in fase di collaudo. Dal successivo controllo dei risultati analitici è emerso come i certificati trasmessi riportassero in modo errato i metodi di campionamento adottati e fossero incompleti per quanto riguarda i volumi e i tempi di campionamento, non consentendo una corretta valutazione delle metodiche eseguite. Si fa presente che durante i sopralluoghi i tecnici ARPAT avevano potuto invece accertare la correttezza delle metodiche utilizzate e concordate.

L’Agenzia ha dunque chiesto l’integrazione dei rapporti di prova, oltre ad una relazione sugli interventi adottati per eliminare le emissioni diffuse che erano state riscontrate nell’ambiente chiuso in fase di collaudo. Nel corso del primo sopralluogo, infatti, durante la cremazione, erano stati percepiti - all’interno del locale - odori tipici della combustione.

Alla luce delle integrazioni prodotte, che rispondono pienamente alle richieste di chiarimento di ARPAT, su aspetti prevalentemente formali, è stato possibile accertare il rispetto dei limiti fissati dall’atto autorizzativo.

La Ditta ha inoltre risolto l’inconveniente delle emissioni diffuse all’interno dei locali, sostituendo le guarnizioni di tenuta relative al portello di accesso al forno.

Testo a cura di Madddalena Bavazzano con la collaborazione di Gigliola Ciacchini

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