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Una visione verde del sistema cibo

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10/11/2017 07:30

Come viene prodotto, commerciato e consumato il cibo in Europa

Il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) “Food in a green light” è un primo tentativo di articolare che cosa debba includere un piano di transizione verso la sostenibilità per il settore alimentare, fra cui una prospettiva europea che rifletta la natura transnazionale del sistema alimentare e l'importanza che il cibo e l’agricoltura rivestono nella politica europea.

La relazione si occupa sia della produzione del cibo terrestre che di quello acquatico e va oltre l'impatto ambientale e le prestazioni economiche dell'agricoltura e della pesca; si basa sulle informazioni attualmente disponibili per fornire un'analisi concisa delle diverse dimensioni del sistema alimentare europeo, inoltre evidenzia alcune delle sfide e delle opportunità per trasformare la politica e le pratiche in vista degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'UE per il 2030 e 2050.

Il cibo è un elemento cruciale nel collegare comunità, definire identità, esprimere valori e conservare tradizioni culturali.

Nutrire una popolazione globale che raggiungerà i 9,6 miliardi nel 2050 a fronte di globali cambiamenti ambientali ed entro i vincoli delle risorse naturali è una delle principali sfide di sostenibilità di questo secolo.

Per esempio, sebbene le colture alimentari, le scelte dietetiche e i sistemi di produzione varino grandemente nel mondo, è stimato che oggigiorno solo 30 colture provvedano a fornire il 95% del fabbisogno energetico dell’uomo: ciò ha molte controindicazioni per la qualità del suolo, la biodiversità e la resilienza degli ecosistemi.

Da notare, inoltre, che più del 60% del fabbisogno è soddisfatto da solo quattro culture: riso, frumento, mais e patate.

Globalmente, i sistemi alimentari sono considerati responsabili:

  • del 60% della perdita di biodiversità terrestre,
  • del 24% circa di emissioni di gas a effetto serra,
  • del 33% dei suoli degradati,
  • dello sfruttamento eccessivo di circa il 91% delle popolazioni di pesci commerciali,
  • dell'eccessivo sfruttamento del 20% degli acquiferi di acqua dolce.

Nella sua relazione quinquennale di punta, “The European environment - State and outlook 2015”, l’EEA aveva già evidenziato che i progressi dell'Europa nel disaccoppiamento delle pressioni ambientali dalla crescita economica era stata incrementale, ma che i vantaggi nel campo dell’efficienza delle risorse si erano tradotti solo parzialmente in miglioramenti per l’ecosistema e la salute umana per cui si dichiarava che sarebbe stato necessario trasformare radicalmente i settori relativi al cibo,all’energia, alla mobilità e all’urbanizzazione per raggiungere gli obiettivi del “Settimo Programma di azione ambientale 2050”.

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