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Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo

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16/05/2017 07:30

L'Istat mostra una foto dei diversi aspetti economici e sociali dell'Italia, tenendo conto sia della nostra posizione rispetto agli altri paesi membri dell'UE che delle differenze presenti nelle regioni italiane

La pubblicazione Istat "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", frutto anche dell'elaborazione delle informazioni contenute in due questionari somministrati ad un campione di 28000 famiglie italiane, presenta una selezione dei più interessanti indicatori statistici, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, passando dalle condizioni economiche delle famiglie, alla finanza pubblica, all’ambiente.

Per quanto riguarda quest'ultimo tema, vengono affrontati alcuni argomenti, come

  • la produzione di rifiuti urbani,
  • la qualità dell'aria,
  • la qualità delle acque di balneazione

tutti corredati dal dataset completo delle serie storiche e da altri dati in formato excel.

Produzione rifiuti urbani, raccolta differenziata e smaltimento in discarica

In generale, a livello nazionale nel 2015, si registra una diminuzione della produzione dei rifiuti urbani nonché un minore utilizzo della discarica come modalità di smaltimento finale.

Nel 2014, in Italia, si sono prodotti in media 488 kg pro capite di rifiuti urbani, quantità poco superiore alla media europea che si attesta, nell'EU a 28, a 474 kg pro capite.

Per quanto riguarda i dati del 2015, Molise e Basilicata producono meno di 400 kg per abitante di rifiuti urbani, mentre Emilia-Romagna e Toscana sono i primi produttori, con livelli oltre i 600 kg.

Guardando invece alle modalità di smaltimento dei rifiuti urbani, in particolare alla discarica, dalla pubblicazione emerge che nell'UE a 28 è diminuita la quantità destinata alla discarica, anche se la situazione si presenta molto diversificata nei singoli paesi membri.

In Italia, la provincia autonoma di Bolzano e la regione Lombardia seguite dal Friuli-Venezia Giulia sono tra quelle con le migliori performance nella percentuale dei rifiuti urbani smaltiti in discarica sul totale dei rifiuti urbani raccolti. Le situazioni di maggiore criticità sono presenti in Sicilia, con oltre l’80% di rifiuti urbani conferiti in discarica, seguita da Valle d'Aosta, Marche e Calabria con più del 55%.

La raccolta differenziata ha superato, con il 47,5% sul totale dei rifiuti urbani, l’obiettivo del 45% previsto dalla normativa nazionale per il 2008, ma persiste un forte divario all'interno dell'Italia tra Nord, Centro e Sud.

Le performance migliori sono quelle della provincia autonoma di Trento e del Veneto, dove è in aumento e si è ormai superato il 65% di raccolta differenziata, obiettivo che era previsto per il 2012.

In Sicilia la quota continua a rimanere intorno al 13% e si conferma la regione più lontana dai target europei.

Inquinamento atmosferico e maleodoranze

grafico andamento percezione maleodoranzeL'inquinamento dell'aria rappresenta uno dei principali problemi ambientali soprattutto in ambito urbano. Nel 2016, più di un terzo delle famiglie percepisce come inquinata l'aria della zona dove risiede, mentre sono un quinto le famiglie che lamentano la presenza di odori sgradevoli.

Per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria, nel 2016, sono le famiglie del Nord-ovest che segnalano maggiormente la presenza di inquinamento dell’aria nel territorio in cui vivono, mentre il problema degli odori sgradevoli è lamentato maggiormente dalle famiglie che vivono in Campania.

Qualità delle acque destinate alla balneazione

L'Italia, nonostante presenti una costa fortemente antropizzata, con i suoi 5.518 siti è il paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa 1/4 delle acque totali, seguito a distanza da Francia (3.355), Germania (2.292) e Spagna (2.189).

Nel nostro Paese, nel 2015, circa il 60% delle acque di balneazione, ovvero le acque marino-costiere, di transizione e interne superficiali, si trovano nel Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria,Sicilia, Sardegna), con i valori più elevati in Sicilia e Puglia mentre il minor numero di aree adibite alla balneazione si ha nel Nord-est (Trentino-Alto Adige/Südtirol, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), che ne conta 384.

Rispetto agli anni precedenti si riscontra un leggero aumento delle acque con qualità eccellente.

Per approfondire: Istat  Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo.

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