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Misurare l'inquinamento atmosferico tramite satelliti

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12/04/2017 07:30

Il lavoro dell'Università di Brema fornisce un'importante fotografia sullo stato di salute dell'atmosfera terrestre

I ricercatori dell'Università di Brema - per avere una foto dettagliata dell'aria che respiriamo - lavorano sui dati provenienti dai satelliti di osservazione terrestre, che monitorano costantemente la composizione dell'atmosfera, e dalle misurazioni fatte a terra.

Per rilevare gli elementi chimici che compongono l'atmosfera, gli scienziati lavorano infatti con i dati raccolti da

  • spettrometri,
  • analisi delle particelle nell'aria,
  • rilevamenti satellitari.

L'Università di Brema possiede a tal proposito una stazione di rilevamento mobile che registra la presenza di emissioni industriali e di smog nell'aria.

Le misurazioni dallo spazio sono essenziali perché forniscono un quadro globale, a tutti i livelli, e mostrano come meteorologia e chimica atmosferica interagiscono con le nostre emissioni.

Attraverso algoritmi complessi e macchine dalla potenza di calcolo estrema, i ricercatori verificano poi la coerenza tra le misurazioni dei satelliti e quelle dei sensori a terra.

Nel corso del 2017 l'ESA lancerà il satellite Sentinel-5 Precursor, che fornirà misurazioni sull'inquinamento dell'atmosfera terrestre migliori di quelle degli strumenti attualmente in orbita, permettendo una maggiore qualità dei dati raccolti e la costruzione di modelli previsionali ancora più efficaci.

Una trasmissione del canale televisivo d'informazione Euronews racconta il lavoro del team di ricercatori dell'Università di Brema.

— archiviato sotto:
Azioni sul documento

Progetto AURORA

Inviato da Utente anonimo il 12/04/2017 12:32

La possibilità di fruire di informazioni acquisite dallo spazio per applicazioni di monitoraggio della qualità dell'aria cresce con l'incremento delle capacità osservative di satelliti anche operativi come le Sentinelle atmosferiche di Copernicus. Contributi agli sviluppi scientifici e tecnologici in questa direzione provengono anche dalla Toscana, dove ad esempio è nata l'idea iniziale alla base del progetto AURORA (Programma Quadro dell'Unione Europea HORIZON 2020) che mira alla realizzazione di un sistema per la generazione di prodotti sinergici per l'ozono (ozono troposferico, in particolare) dai dati di Sentinel-4 e Sentinel-5. Il progetto è coordinato da IFAC-CNR (Sesto Fiorentino) in collaborazione con Flyby Srl (Livorno) ed altri sette partner da Paesi Bassi, Grecia, Finlandia, Belgio e Regno Unito. Per maggiori informazioni fare riferimento al sito web del progetto: http://www.aurora-copernicus.eu/

Progetto AURORA

Inviato da Utente anonimo il 12/04/2017 16:26

La ringraziamo molto per queste informazioni, che saremo lieti di approfondire in un nuovo articolo su Arpatnews se vorrà mandare a ufficio.stampa@arpat.toscana.it un contatto.

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