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Linee guida per la Valutazione di Impatto Sanitario

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03/05/2017 07:30

Un importante strumento preventivo a supporto dei processi decisionali edito dall’Istituto Superiore di Sanità

La pubblicazione dell’ISS rappresenta la prima versione di linee guida per svolgere una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) nell’ambito di quanto stabilito dalla Legge 221 del 2015 che detta norme in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.

La VIS affianca la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) con l’obiettivo di integrare gli effetti sulla salute nelle attività di valutazione degli impatti di un’opera sul territorio, in un’ottica prospettica; è quindi uno strumento preventivo a supporto dei processi decisionali.

La VIS guarda agli impatti sulla salute sposando l’ottica più ampia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), secondo cui la salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza della malattia o di un’infermità.

In questi ultimi anni sono molto cresciute le preoccupazioni delle popolazioni relativamente ai problemi ambientali e, sempre più spesso, nascono conflitti sui territori a causa della scarsa considerazione che la salute ha nelle valutazioni di carattere ambientale.

La VIS rappresenta, quindi, uno strumento efficace per ridurre tali conflitti perché pone un particolare accento sui processi comunicativi e partecipativi, promuovendo il coinvolgimento dei diversi stakeholder fin dalle prime fasi della valutazione.

La VIS deve contemporaneamente sia identificare tutti i rischi che la realizzazione di un’opera può indurre sul territorio che valutarne le opportunità di sviluppo, pertanto i suoi obiettivi principali saranno:

  • tutelare la salute, integrando conoscenze e competenze in maniera multidisciplinare;
  • definire in maniera trasparente procedure e metodi per la stima degli effetti potenziali sulla salute di una popolazione;
  • valutare in modo sistematico diverse fonti di dati e metodi analitici, includendo i contributi degli stakeholder;
  • identificare e classificare gli impatti positivi e negativi e proporre interventi per la loro prevenzione e riduzione;
  • produrre una base di informazioni sullo stato di salute della popolazione locale e dell’ambiente attraverso lo sviluppo di indicatori sanitari e misurazioni ambientali per il monitoraggio;
  • identificare le migliori soluzioni e realistiche raccomandazioni per il monitoraggio e la gestione degli effetti attesi;
  • includere una forma di partecipazione degli stakeholder e interagire con le figure amministrative e politiche ai fini della migliore definizione del progetto e delle raccomandazioni.

In analogia con la VIA, la VIS dovrà considerare l’insieme degli effetti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione dell’opera può indurre sulla salute di una popolazione. Per le opere soggette a VIS, incluse nell’attuale legge, sono considerati diretti gli impatti sulla salute determinati dall’esposizione della popolazione agli inquinanti prodotti/emessi dovuti alla realizzazione e funzionamento dell’opera, mentre sono considerati indiretti gli impatti sulla salute determinati dall’influenza che l’opera potrà produrre sul territorio.

È importante ricordare che la VIS necessita di essere svolta per le diverse fasi della vita di un’opera: realizzazione, funzionamento e dismissione.

L’introduzione della VIS, anche se al momento riferita ad una limitata categoria di opere, corrisponde ad alcuni aspetti innovativi introdotti con la nuova Direttiva 2014/52/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. In particolare, questa introduce l’analisi di fattori ambientali con esplicito riferimento alla tutela della popolazione e salute umana, mentre le precedenti parlavano più genericamente degli effetti diretti e indiretti sull’uomo.

Infine, queste linee guida sono state predisposte tenendo conto, e in linea, con la precedente pubblicazione Valutazione di impatto sulla salute. Linea guida per proponenti e valutatori, finanziata dal Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute, a cui avevano partecipato sia istituzioni centrali, come l’Istituto Superiore di Sanità, che territoriali, come Regioni e Agenzie Ambientali Regionali.

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