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Il procedimento di bonifica dell'area Syndial Spa

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24/03/2017 07:30

La storia e l'iter di uno dei quattro procedimenti di bonifica del SIN di Massa e Carrara

Il procedimento di bonifica dell'area Syndial Spa

Punti di indagine ambientale sito Syndial

In occasione della visita, nel mese di febbraio 2017, della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate, ARPAT ha illustrato lo stato dell'arte dei 4 procedimenti di bonifica del SIN di Massa Carrara.

Affrontiamo qui uno dei 4 procedimenti, quello dell'area ex Syndial, uno stabilimento chimico sviluppato su di un'area di circa 170.000 m2 che aveva, al momento della chiusura nel 1984, circa 300 dipendenti.

Lo stabilimento ha avuto varie denominazioni (Rumianca, SIR-Rumianca, ANIC Agricoltura, Enichem) e le attività svolte nel corso della sua storia sono state molteplici.

Inizialmente, nel 1940, occupava circa 1200 lavoratori e comprendeva impianti per la produzione di acido formico, arsenico metallico, anidride arseniosa, arseniato di piombo, anticrittogamici a base di rame, terre decoloranti, prodotti dell'elettrolisi del cloruro di sodio.

Verso il 1960 vi fu una riconversione dello stabilimento ed entrarono in funzione impianti di produzione sintetica (fabbricazione) di fitofarmaci (antiparassitari, diserbanti, insetticidi).

Dopo il 1980 le sintesi furono in pratica abbandonate e la produzione si basava essenzialmente su formulazioni di fitofarmaci (ovvero lavorazione dei composti mediante miscelazione ed aggiunta di additivi o solventi), con acquisto all'esterno dei principi attivi; lo standard qualitativo degli impianti era tuttavia molto basso.

Il 12 marzo 1984 si verificò un incidente nel reparto "Erbicidi in polvere" dove veniva prodotto l' "FS-1", un diserbante usato dalle ferrovie dello stato.

L'11 giugno 1984 il Sindaco di Carrara fece fermare lo stabilimento e successivamente la direzione aziendale decise la chiusura definitiva ed iniziarono le attività di bonifica dell’area.

Le operazioni iniziali furono la messa in sicurezza degli impianti e lo smaltimento di materie prime ancora commerciabili, seguì poi il riconfezionamento di materiali e, dal 1994 in poi, mediante la presentazione e l’approvazione con prescrizioni di appositi piani di lavoro da parte degli organi di controllo, furono eseguite le seguenti attività soprassuolo:

  • pulizie fabbricati;
  • svuotamento e bonifica degli impianti;
  • demolizione impianti;
  • demolizione fabbricati;
  • smaltimento rifiuti.

Successivamente, e ancor prima dell'emanazione di normativa specifica in materia di bonifiche, fu eseguita la caratterizzazione del sito con 169 sondaggi a rotazione, 43 saggi con escavatore e la realizzazione di piezometri per la caratterizzazione delle acque di falda per un totale di oltre 1000 campioni di matrici ambientali da analizzare; i risultati analitici evidenziarono una significativa contaminazione del suolo, sottosuolo e delle acque di falda da metalli e pesticidi.

Nel corso degli ultimi anni sono state intraprese da parte di Syndial misure di messa in sicurezza

  • del suolo e sottosuolo mediante “capping”,
  • delle acque di falda mediante un barrieramento idraulico a valle del sito ed emungimento e trattamento delle stesse prima di essere scaricate in corpo idrico superficiale.

Con lo sviluppo dell'iter istruttorio del procedimento, il “Progetto Operativo di Bonifica della Falda del sito di Avenza” presentato da Syndial Spa è stato approvato da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, sentito il Ministero dello Sviluppo Economico, ad inizio 2016 e sono in corso i lavori propedeutici all'avvio del progetto.

Per il suolo e sottosuolo la Conferenza dei Servizi decisoria del 21 luglio 2016 ha approvato con prescrizioni l'Analisi di rischio trasmessa da Syndial Spa e, sulla base di questo documento, è stato presentato nel mese di novembre 2016 il Progetto Operativo di Bonifica dei Terreni, che è attualmente al vaglio del Ministero e degli enti interessati.

La bonifica dei suoli prevede interventi per lotti ed una durata dei lavori preventivata in circa 48 mesi.


È stata fatta una copertura superficiale del sito mediante il riporto sul suolo di terra e ciottoli (materiale detto stabilizzante). Questo materiale (diverse migliaia di m3) è stato poi successivamente spianato e livellato e infine pavimentato con soletta di asfalto e bitume. Il sito è stato così superficialmente messo in sicurezza in quanto vento e acqua non incidono direttamente sulle contaminazioni del suolo e sottosuolo evitando così la dispersione superficiale degli inquinanti nell'ambiente circostante: gli inquinanti sono stati cioè isolati dal contesto ambientale superficiale.

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