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Il procedimento di bonifica dell'area ex Ferroleghe a Carrara

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05/05/2017 07:30

Durante la visita in Toscana della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate, sono state illustrate da ARPAT la storia e l'iter di uno dei quattro procedimenti di bonifica del SIN di Massa e Carrara

In occasione della visita, nel mese di febbraio 2017, della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate, ARPAT ha illustrato lo stato dell'arte dei 4 procedimenti di bonifica del SIN di Massa Carrara.

Dopo aver trattato il caso dell'area Syndial Spa e dell'area ex Farmoplant, affrontiamo qui il procedimento relativo all'area ex Ferroleghe, ubicata ad est della località Avenza nel Comune di Carrara, per una superficie complessiva di circa 150.000 m2.

L’insediamento industriale è avvenuto nel dopo guerra per la produzione, fino al 1971, di Carburo di calcio e sintesi di Calciocianamide, effettuata per conto della Soc. Montedison (Montecatini Soc. An.).

Dal 1971 al 1974 c'è stato un progressivo passaggio alla produzione di ferro-cromo, unica produzione dopo il 1974. Scorie arricchite in cromo e cromo VI, di provenienza esterna, venivano stoccate in aree delimitate, per essere riprocessate nei forni dello stabilimento; specifici bacini di decantazione (“lagunaggio”) ricevevano le acque industriali provenienti dal ciclo di abbattimento fumi dei forni, con la produzione di fanghi contaminati da cromati che venivano accumulati nel sito.

Nel 1994 la Soc. Materie Prime Seconde (MPS) ha rilevato in affitto da Ferroleghe Spa, posta in liquidazione, la gestione degli impianti di produzione di ferro-cromo e gli impianti ad esso collegati.

Successivamente la Soc. MPS ha chiuso gli impianti e l’area è stata gestita da un curatore fallimentare; alla fine degli anni '90 il Consorzio Investimenti Produttivi di Carrara Srl ha rilevato l'area, comprensiva degli impianti, divenuti nel frattempo fatiscenti, dei fabbricati, delle strutture, dei materiali e dei rifiuti presenti.

Previa definizione ed esecuzione del piano della caratterizzazione, nel dicembre 1999 è stato presentato il progetto di bonifica dell’area, approvato con prescrizioni dal Comune di Carrara mediante convocazione di apposita Conferenza dei servizi tenutasi il 05/01/2000.

Successivamente all’autorizzazione sono iniziati i lavori di demolizione dei fabbricati e smaltimento dei rifiuti presenti nell'area, che hanno interessato principalmente la zona ad ovest del sito. Nella parte ad est del sito (superficie di circa 25.000 m2), caratterizzata da una notevole quantità di rifiuti soprassuolo, posti in cumuli, e nel sottosuolo, costituiti da fanghi denominati di “lagunaggio”, sono stati intrapresi solo in minima parte i lavori che poi, già da diversi anni, si sono fermati.

area ex FerrolegheIl Dipartimento ARPAT di Massa e Carrara, nel corso degli anni, ha informato le Amministrazioni competenti sugli esiti dei controlli effettuati, con particolare riferimento agli aspetti inerenti gli obblighi e le richieste riportate nell'atto autorizzativo del progetto di bonifica, nonché le richieste formulate dal Ministero dell'Ambiente.

Le problematiche esaminate da ARPAT hanno avuto per oggetto, in particolare,

  • gli interventi di messa in sicurezza e rimozione dei rifiuti presenti nell’area (rifiuti di demolizione accumulati dalla Soc. MPS e fanghi di lagunaggio sottostanti),
  • la messa in sicurezza e la presentazione di un progetto di bonifica delle acque di falda.

Per i procedimenti di bonifica attivati nelle aree ricomprese all'interno del perimetro di interesse nazionale, occorre fare presente che nei verbali delle Conferenze dei Servizi (istruttorie e decisorie) è stata inserita la prescrizione ministeriale secondo la quale al manifestarsi dei superamenti dei limiti per le acque sotterranee devono essere attivate misure di messa in sicurezza della falda per le aree di pertinenza.

Ferroleghe pertanto, come altre aziende circostanti, quale misura di messa in sicurezza di emergenza della falda, ha attivato, a partire dall'anno 2006, lavori di realizzazione di idonea barriera idraulica installata in posizione di valle idrogeologico sul confine di proprietà, con la funzione, quindi, di contenere all'interno della proprietà le acque sotterranee che hanno evidenziato superamenti dei limiti per alcuni parametri, in particolare cromo esavalente.

La gestione di tale barriera è posta in capo al Consorzio Investimenti Produttivi Carrara Srl con tutti gli obblighi conseguenti (es. trasmettere idonee relazioni di monitoraggio periodico delle acque di falda, essere autorizzato allo scarico ecc.).

ARPAT, nel compiere il monitoraggio comprensoriale delle acque sotterranee, aveva individuato e comunicato alle Amministrazioni competenti la presenza di Cromo esavalente nelle acque di falda in concentrazione superiore ai limiti delle bonifiche in alcuni piezometri posti a valle del sito ex Ferroleghe; questa situazione, che evidenzia la presenza di tale contaminante oltre il confine di proprietà e della barriera idraulica del sito, ribadisce quindi ulteriormente l'esigenza di procedere celermente a risolvere una delle maggiori criticità territoriali, rappresentata dalla mancata realizzazione della bonifica unitaria della falda soggiacente le aree SIN/SIR.

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