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Una procedura per la valutazione del rumore delle turbine eoliche

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09/09/2016 08:00

Articolo pubblicato sulla rivista Applied Acoustics

La valutazione del rumore prodotto dalle pale eoliche è uno dei temi centrali sia a livello di revisione normativa, per uno sviluppo armonico di nuovi parchi eolici che garantisca alti livelli di protezione dal rumore anche in ambiente rurale, che per quanto riguarda la ricerca applicata per la definizioni di metodi e protocolli di misura affidabili e di facile implementazione a supporto degli enti di controllo.

A tal proposito si segnala la recente pubblicazione del lavoro scientifico "A procedure for the assessment of wind turbine noise" (autori P. Gallo, F. Fidecaro e L. Fredianelli, D. Palazzuoli e G. Licitra) sulla rivista internazionale "Applied Acoustics" che descrive una procedura innovativa di semplice applicazione per la valutazione del rumore generato dalle turbine eoliche.

In presenza di una sorgente di rumore antropico, il livello misurato (rumore ambientale) presso un qualsiasi ricettore è dato dalla somma del contributo della sorgente al livello “di fondo” in assenza della sorgente stessa.

Una delle peculiarità del rumore eolico, che ne rende difficoltosa la sua misura, è la dipendenza dalla velocità del vento sia del rumore di fondo che di quello immesso dalle turbine. La relazione tra il rumore e la velocità del vento non è facilmente calcolabile, soprattutto quando i parchi eolici sono installati in terreni collinari, dove il vento è davvero notevole e variabile.

La loro valutazione risulta inoltre particolarmente complessa dovendo scorporare i singoli contributi a parità di condizioni climatiche e di vento.

Una delle strade seguite fino ad ora è quella di valutare il livello di rumore complessivo su periodi di tempo significativi e il livello di rumore di fondo spengendo l'impianto, interrompendo quindi la produzione di energia elettrica, per un periodo di tempo che coprisse statisticamente le stesse condizioni climatiche incontrate.

Una delle sfide affrontate in questi anni da vari gruppi di ricerca e Agenzie è stata quella di poter valutare il livello di fondo, e di conseguenza di emissione, di impianti operativi senza dover imporre al gestore di “spengere” l'impianto e utilizzando nel contempo strumentazione di base, semplici protocolli di misure e un'analisi dei dati non troppo pesante.

Tale protocollo di misura, approvato dal Ministero dell'Ambiente, permette, utilizzando un metodo iterativo implementabile anche con semplici fogli di calcolo open source, di stimare contemporaneamente sia il livello di emissione delle pale eoliche in funzione della loro velocità di rotazione che il livello residuo di rumore generato dal vento in prossimità del ricettore considerato, il tutto senza dover spegnere gli impianti eolici.

Il metodo si propone di essere abbastanza semplice, mantenendo però la base scientifica necessaria per essere usato come una procedura di valutazione da parte di consulenti ed enti pubblici.

La procedura di misura descritta nell'articolo mostra i risultati di un lavoro iniziato negli scorsi anni in collaborazione con ISPRA e poi approfondito negli anni dall'Agenzia.

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