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Il contrasto dell'illegalità ambientale in mare

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24/05/2016 08:00

L'audizione della Guardia Costiera in Parlamento, presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti

Nei giorni scorsi il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia costiera, ammiraglio Vincenzo Melone, accompagnato dal capo del reparto ambientale marino delle Capitanerie di porto, è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Il resoconto stenografico della seduta è di particolare interesse, in quanto informa sulle importanti attività che vengono svolte dalla Guardia Costiera per contrastare le illegalità ambientali in mare e lungo le coste del nostro Paese.

Infatti, la legge sulla difesa del mare (L. 979/82) ha individuato nel Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera - l'organizzazione operativa di riferimento per la salvaguardia della risorsa ambiente, attribuendo molteplici e articolate competenze, dalla sorveglianza nelle aree marine protette al controllo e monitoraggio dei traffici marittimi, dal controllo della fascia costiera marina, al fine di prevenire e reprimere qualsivoglia forma di illecito amministrative penale (abusivismo edilizio compreso), ai controlli sul naviglio nazionale ed estero, dall'attivazione e aggiornamento dei piani locali antinquinamento, alla salvaguardia delle specie di flora e fauna marina protetta, fino alle ultime competenze stabilite dagli articoli 135 e 195 del codice dell'ambiente (D.Lgs.152/2006), che hanno sancito il ruolo primario del Corpo in materia di vigilanza e controllo sugli illeciti amministrativi e penali in materia di scarichi nocivi in acque marine e traffico illecito dei rifiuti.

Con specifico riferimento al ciclo dei rifiuti, l'attività svolta dal Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera, nell'anno 2015, ha permesso - ad esempio - di conseguire i seguenti risultati: 62 notizie di reato e 123 sequestri penali effettuati dai militari del Corpo; sequestro di oltre 4.700 tonnellate, pari a 720 container, di rifiuti di varia natura e provenienza, la maggior parte abbandonate in maniera incontrollata in aree demaniali e/o presso aree produttive ricadenti all'interno e/o adiacenti gli ambiti portuali industriali; sequestro di una superficie complessiva di circa 300.000 metri quadri, pari a 45 campi di calcio.

Nel corso dell'audizione è emersa anche l'implementazione della funzione di monitoraggio, affidata alla Guardia costiera, delle attività di bonifica afferenti ai siti di interesse nazionale, SIN, nel caso in cui la perimetrazione, stabilita normativamente con apposito decreto ministeriale, ricomprenda anche zone di mare è il caso, ad esempio, di Porto Marghera, Porto Torres, Livorno, ecc.

Fra i tanti temi trattati anche quello della depurazione, sulla quale nel nostro Paese c'è ancora molto da fare, che costituisce un aspetto ambientale molto importante, sul quale la Guardia Costiera collabora attivamente con ISPRA e le agenzie ambientali regionali.

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