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Valutata dall'OMS la cancerogenicità di quattro insetticidi organofosforici e dell'erbicida glifosate

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16/04/2015 08:00

In Toscana, dati 2012, la sostanza attiva più venduta per uso agricolo dopo lo zolfo è il glifosate con oltre 100 tonnellate

Nel mese di marzo, 17 esperti provenienti da 11 paesi si sono incontrati presso l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'OMS (IARC, Lione, Francia) per valutare la cancerogenicità dei pesticidi organofosforici: tetraclorvinfos, parathion, malathion, diazinone e glifosate; le loro valutazioni sono state diffuse dall'OMS, in attesa della pubblicazione del http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045%2815%2970134-8/abstract Volume 112 delle Monografie IARC, che conterrà il lavoro fatto in dettaglio.

Gli insetticidi tetraclorvinfos e parathion sono stati classificati come “possibili cancerogeni” per l'uomo (gruppo 2B), sulla base di evidenze di cancerogenicità negli animali da laboratorio, gli insetticidi malathion e diazinone e l'erbicida glifosate, sono stati classificati come “probabili cancerogeni” per l'uomo (gruppo 2A).

Per l’insetticida malathion, vi è limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo per linfoma non-Hodgkin e cancro alla prostata, derivante da studi, pubblicati a partire dal 2001, sull’esposizione in agricoltura negli Stati Uniti, in Canada e in Svezia. Il malathion inoltre causa tumori nei roditori, provoca danni al DNA e ai cromosomi, nonché a livello ormonale.

Anche per l’insetticida diazinone vi è limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo per linfoma non-Hodgkin e cancro ai polmoni. Parimenti, l'evidenza nell'uomo proviene da studi, pubblicati a partire dal 2001, condotti sull’esposizione in agricoltura negli Stati Uniti e in Canada. La classificazione del diazinone nel Gruppo 2A deriva dal fatto che è accertato che provochi lesioni al DNA o danni cromosomici.

Infine per l'erbicida glifosate vi è limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo per linfoma non-Hodgkin, derivante da studi condotti sull’esposizione soprattutto in agricoltura negli Stati Uniti, in Canada, in Svezia. Inoltre, vi sono prove convincenti che il glifosate può anche causare il cancro negli animali da laboratorio

Tabella IARCAd oggi, rispetto a questi pesticidi, risulta che l’uso del tetraclorvinfos è vietato nell'Unione europea, mentre negli Stati Uniti continua ad essere utilizzato sul bestiame e per gli animali da compagnia (anche in collari antipulci). Dal 1980 l’uso del parathion è stato molto ristretto e nel 2003 sono stati vietati anche gli usi fin allora autorizzati in Unione europea (quindi anche in Italia) e negli Stati Uniti. Il malathion è attualmente utilizzato in agricoltura, in sanità pubblica e nel controllo degli insetti nelle zone residenziali, ma in Italia il suo uso in agricoltura è revocato da alcuni anni. Continua ad essere prodotto in volumi consistenti di tutto il mondo, pertanto chi lavora nei comparti sopraccitati può essere esposto durante l'uso dell’insetticida, ma l'esposizione della popolazione è bassa e avviene principalmente attraverso la dieta, l’uso domestico e l’abitare nei pressi di aree irrorate. Anche il diazinone è stato usato in agricoltura e per il controllo degli insetti nelle abitazioni e giardini, ma i volumi di produzione sono sempre stati relativamente bassi e in costante diminuzione, dopo che Stati Uniti e l’Unione Europea hanno imposto delle restrizioni al suo uso (2006) fino al suo abbandono, almeno in Italia.
Attualmente il glifosate ha il più alto volume di produzione mondiale fra tutti gli erbicidi perché il suo utilizzo è andato aumentando di pari passo con lo sviluppo di colture che sono state geneticamente modificate per renderle resistenti al glifosate stesso. Un solo dato: in Toscana (dati 2012) è la sostanza attiva più venduta (oltre 100 tonnellate) per uso agricolo dopo lo zolfo.
É utilizzato anche nella selvicoltura e per uso domestico; come per il malathion l'esposizione della popolazione è bassa e avviene principalmente attraverso la dieta, l’uso domestico e l’abitare nei pressi di aree irrorate.

Le valutazioni IARC si basano su una revisione completa della letteratura scientifica pubblicata, secondo una metodologia consolidata. In base ai risultati di tali valutazioni, la responsabilità di emanare regolamenti, leggi o interventi di sanità pubblica rimane in capo ai singoli governi e altre organizzazioni internazionali, ai fini della tutela delle popolazioni, dei lavoratori e dell'ambiente.
 

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Azioni sul documento

mancato monitoraggio in Toscana del glifosato nelle acque

Inviato da Utente anonimo il 21/04/2015 11:09

in Toscana nel 2012 si sono venduti 100 Tonnellate di glifosato per uso agricolo. Dove sarà finito ?

La Lombardia è l'unica Regione in Italia, secondo il Rapporto ISPRA 2014, che lo fa e trova il 18,2% glifosato e il 46,7% del suo metabolita AMPA nelle acque superficiali Perchè ARPAT non controlla il glifosato nelle acque? ARPAT vuole rispondere? antonio lupo

mancato monitoraggio in Toscana del glifosato nelle acque

Inviato da Utente anonimo il 22/04/2015 06:48

ARPAT invece controlla il glifosate nelle acque e puo' constatarlo direttamente consultando le nostre banche dati pubbliche sui controlli sia delle acque superficiali che di quelle destinate alla potabilizzazione

http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/banche-dati/banca-dati-mas-acque-superficiali-in-toscana

http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/banche-dati/banca-dati-pot-acque-destinate-alla-potabilizzazione-in-toscana

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