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Delitti contro l'ambiente

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30/03/2015 08:10

Il contributo del Direttore tecnico di ARPAT, a nome di AssoARPA, al convegno svoltosi presso il Senato

Lunedì 23 marzo 2015 si è svolto il convegno: "Delitti contro l'ambiente, prospettive di una riforma attesa", presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, Senato della Repubblica.

L'evento è stato promosso dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti al fine di approfondire la tematica relativa all’introduzione nel codice penale di nuove disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente, la cui proposta di legge è in corso di esame parlamentare.

All'iniziativa, aperta dal Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, sono intervenuti il Presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti, Alessandro Bratti, i Ministri dell'Ambiente e della Giustizia, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, degli organi di polizia, delle associazioni ambientaliste.

Pietro Grasso ed Alessandro Bratti

In rappresentanza di AssoARPA è intervenuto il Direttore tecnico di ARPAT, Andrea Poggi (vedi presentazione).

Poggi, dopo una breve presentazione dell'Associazione delle Agenzie ambientali, che recentemente si è costituita in organizzazione con una proprià personalità giuridica, ha condiviso l'importanza di una approvazione rapida da parte della Camera dei Deputati della legge sui delitti ambientali nel testo varato dal Senato.

La legge è sicuramente perfettibile, ma è sicuramente meglio procedere al varo definitivo del provvedimento piuttosto che procedere in una "navetta" fra i due rami del Parlamento in attesa di un testo ancora migliore ma che rischierebbe di essere rinviato sine die.

Ragionamento analogo può essere fatto per la legge di istituzione del Sistema Nazionale della protezione Ambientale, approvata nell'aprile 2014 all'unanimità dall'Aula della Camera dei Deputati ed attualmente all'esame della Commissione Ambiente del Senato.

Poi il Direttore tecnico ARPAT è entrato nel merito del disegno di legge sui delitti ambientali valutando positivamente l'introduzione nel codice penale di nuove rilevanti fattispecie di delitto - tra cui “inquinamento” e “disastro ambientale” - quali reati di danno per una tutela sostanziale dell’ambiente.

Ha quindi evidenziato come la nuova norma possa determinare un rafforzamento del controllo ambientale e metta a disposizione mezzi di reazione a comportamenti devianti dei soggetti controllati (in aggiunta, per le ARPA/APPA all’art. 2-bis L. 61/94) con introduzione del reato “Impedimento del controllo”.

Nella parte conclusiva dell'intervento ha anche indicato temi da affrontare, dopo l'approvazione definitiva della legge, per una complessiva riforma della tutela penale dell’ambiente, quali:

  • Maggiore sforzo di raccordo tra i nuovi delitti ambientali ed il preesistente corpo di reati ambientali (v. D.Lgs. 152/06) per evitare incertezze interpretative
  • Precisazione delle finalità e dei soggetti chiamati ad esercitare il potere prescrittivo al fine di eliminare incertezze di lettura che potrebbero inficiare la legittimità dell’azione degli enti
  • Definitivo intervento normativo in merito al possesso della qualifica di Ufficiali di polizia giudiziaria da parte del personale di vigilanza e ispezione delle ARPA/APPA.
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danno ambientale e delitti contro l'ambiente

Inviato da Utente anonimo il 01/04/2015 11:38

Credo che necessiti un approfondimento del concetto di danno ambientale, e soprattutto occorre revisionare la parte siti contaminati che contiene troppe parti contradittorie e vacilmente interpretabili a piacere. La contaminazione delle matrici costituisce danno, ma i porcedimenti sono in capo a enti diversi, e occorre definire partametri chiari e inconfutabili relativi al danno delle matrici ambientali (o contaminazione delle stesse). Auspico la costituzione del vecchio gruppo di funzionari regionali, coordinate da MATT o da qualche regione, per tornare a lavorare come si faceva negli anni 90: le norme erano più chiare e gestibili. Non ho niente contro i prof. universitari che collaborano ai GdL del ministero, ma a ciascuno il proprio mestiere. Da troppo tempo le regioni(tecnici scientifici) sono assenti dai tavoli di costruzione delle norme e si vede.

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