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Riforma del sistema delle agenzie ambientali: approvata all'unanimità dalla Camera dei Deputati

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27/04/2014 15:00

Approvata in prima lettura la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali

Giovedì 17 aprile 2014 l'Assemblea della Camera dei Deputati ha approvato, in prima lettura, il testo unificato delle proposte di legge di iniziativa parlamentare volto a istituire il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui fanno parte l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell'ambiente. Il testo, integrato con alcuni emendamenti, e' passato all'esame del Senato per l'approvazione definitiva.


Sul sito Web della Camera è stata pubblicata una sintetica rassegna dei principali punti della riforma:

Il testo unificato delle proposte di legge di iniziativa parlamentare n. 68, 110 e 1945 è volto a istituire il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui fanno parte l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell'ambiente, nonché a disciplinare l'ISPRA. Il riconoscimento normativo della connotazione sistemica delle agenzie ambientali e l'introduzione di sostanziali innovazioni organizzative e di funzionamento sono finalizzati, secondo quanto prevede espressamente la norma, ad assicurare omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica (art. 1).

Si tratta di una disciplina in parte ricognitiva e in parte modificativa delle vigenti norme che presiedono all’attività dell’ISPRA e delle agenzie regionali, queste ultime disciplinate dalle rispettive leggi regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Il rafforzamento che si prefigge la disciplina dettata dal testo unificato è volto a potenziare la disciplina dei controlli in campo ambientale.

Il testo unificato elaborato dalla Commissione ambiente è stato ulteriormente modificato nel corso dell'esame in Assemblea anche in conseguenza del parere della Commissione bilancio, che ha rilevato alcune problematicità di carattere finanziario.

Le funzioni del Sistema

Il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente ha la funzione di attuare i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), che rappresentano i livelli qualitativi e quantitativi delle attività – che svolge il Sistema - che devono essere garantiti in modo omogeneo a livello nazionale (art. 2). La determinazione dei LEPTA è demandata a un apposito D.P.C.M. da adottare entro un anno dall'entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro dell'ambiente, che si avvale del Consiglio del Sistema, di concerto con il Ministro della salute e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni (art. 9).

In sintesi, i compiti attribuiti al Sistema sono i seguenti: il monitoraggio dello stato dell'ambiente e della sua evoluzione; il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento; attività di ricerca, di trasmissione ai diversi livelli istituzionali e di diffusione al pubblico dell'informazione ambientale; supporto tecnico-scientifico per l'esercizio di funzioni amministrative in materia ambientale, nonché per il coordinamento degli interventi per la tutela della salute e dell'ambiente; attività istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e per l'irrogazione di sanzioni, nel rispetto delle competenze degli altri enti previste dalla normativa vigente; attività di supporto nell’individuazione, descrizione e quantificazione del danno ambientale (art. 3).

L'art. 14 demanda ad un apposito regolamento l'individuazione del personale incaricato degli interventi ispettivi nell'ambito delle funzioni di controllo svolte dal Sistema.

Nel corso dell'esame in Assemblea è stato modificato l'articolo 15, che disciplina il finanziamento del Sistema in conseguenza dei rilievi formulati dalla Commissione bilancio. In particolare, si prevede che l'ISPRA e le agenzie provvedono allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il testo approvato dalla Commissione faceva invece riferimento alla concessione di un contributo statale da assegnare all'ISPRA, integrativo rispetto alle dotazioni ordinarie, nonché alla destinazione al finanziamento delle agenzie ambientali di una quota annuale variabile tra lo 0,6 e lo 0,8 per cento della quota del Fondo sanitario nazionale di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

La disciplina dell'ISPRA

L'ISPRA, dotato di autonomia e sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'ambiente, svolge funzioni tecniche e scientifiche per la più efficace pianificazione e attuazione delle politiche di sostenibilità delle pressioni sull'ambiente. L'ISPRA svolge, inoltre, funzioni di indirizzo e coordinamento al fine di rendere omogenee, sotto il profilo tecnico, le attività del Sistema nazionale, tra le quali si prevede, tra l'altro, l'elaborazione di criteri e di standard uniformi per lo svolgimento dell’attività conoscitiva nell’ambito della difesa del suolo e della pianificazione di bacino, il rilevamento, l'aggiornamento e la pubblicazione della carta geologica nazionale, attività di ricerca e controllo nella prevenzione dei rischi geologici, con particolare attenzione al dissesto idrogeologico (art. 4).

All'ISPRA sono, altresì, trasferite le funzioni degli organismi collegiali già operanti presso il Ministero dell'ambiente per i quali era stato avviato un procedimento di riordino (at. 5)

I componenti degli organi dell'ISPRA durano in carica 4 anni e possono essere rinnovati per un solo mandato (art. 4, comma 6); rispetto alla normativa vigente, si ha quindi un prolungamento di un anno della durata degli organi. Sono specificati i requisiti professionali e morali del direttore generale dell’ISPRA e delle agenzie ambientali e talune incompatibilità (articolo 8).

L'art. 11 affida all'ISPRA, avvalendosi di poli territoriali costituiti da punti focali regionali (PFR), il compito di provvedere alla realizzazione e gestione del Sistema informativo nazionale ambientale (SINA), cui concorrono i sistemi informativi regionali ambientali (SIRA) gestiti dalle agenzie territorialmente competenti. SINA, SIRA e PFR costituiscono la rete informativa SINANET i cui dati sono divulgati liberamente e la cui accessibilità è pienamente garantita.

Le funzioni delle agenzie ambientali

Le leggi regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano disciplinano la struttura, il funzionamento, il finanziamento e la pianificazione delle attività delle agenzie, nel rispetto dei LEPTA e del programma triennale delle attività di cui all'art. 10, e adeguano le leggi regionali istitutive delle agenzie alle previsioni della legge entro centottanta giorni dalla sua entrata in vigore.

Le agenzie svolgono le attività istituzionali obbligatorie necessarie a garantire il raggiungimento dei LEPTA nei rispettivi territori di competenza. Possono svolgere ulteriori attività, a condizione che non interferiscano con il pieno raggiungimento dei LEPTA. Nel caso di attività svolte in favore di soggetti pubblici o privati (sulla base di specifiche previsioni normative o di accordi o convenzioni e applicando le tariffe definite con D.M. Ambiente), viene altresì previsto che tali attività devono in ogni caso essere compatibili con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio delle attività istituzionali di vigilanza e di controllo.

 


Ecco di seguito, alcuni dei più significativi commenti, in particolare da parte del rappresentante del Governo, il Sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, e di due dei proponenti dei disegni di legge poi confluiti in sede di Commissione Ambiente nella proposta unificata.


Silvia VeloSilvia Velo, Sottosegretario di Stato all’Ambiente

“Il via libera della Camera alla legge che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e la disciplina dell’Ispra è un grande passo in avanti per la tutela e la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale. Con questo provvedimento, che ora passa all’esame del Senato - spiega Velo - rendiamo più omogeneo e più efficace il sistema di controllo, potenziando, tra le altre cose, le attività di ricerca e di diffusione delle informazioni. Il testo approvato permetterà di rendere maggiormente trasparente e credibile il rapporto tra Stato e Cittadino attraverso la regolamentazione di strumenti di partecipazione pubblica. Infine, con l’introduzione dei LEPTA, i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, avremo un sistema veramente innovativo che porterà all’individuazione di livelli omogenei per la qualità ambientale nel nostro Paese. La Camera dei Deputati ha dato un grande segnale licenziando all’unanimità la proposta di legge. Mi auguro che il Senato possa fare altrettanto, perché l’introduzione di queste norme, unite a quelle del DDL sull’introduzione di nuovi reati ambientali, può aprire una nuova fase per l’Italia nell’ambito della salvaguardia e della tutela dell’ambiente”.


Alessandro BrattiAlessandro Bratti (primo firmatario della proposta di legge n.151 del 15.3.2013)

"Il PD sostiene da tempo che una semplificazione normativa che riduca i margini di discrezionalità e di incertezza per le imprese; la riforma del sistema dei controlli, delle Agenzie ambientali e dell'ISPRA e l’introduzione nel codice penale dei delitti contro l'ambiente sono le tre condizioni necessarie non solo per contrastare l’illegalità ambientale ma per tutelare le imprese più innovative e per garantire al nostro Paese uno sviluppo di qualità.

Si aggiunga che la crescente preoccupazione dei cittadini riguardo al tema ambiente e salute richiede una risposta da parte delle Istituzioni al passo con i tempi. Conoscenza, trasparenza professionalità sono caratteristiche fondamentali per cui la gente possa riconoscere negli organi tecnici quell’autorevolezza indispensabile per avere fiducia e per sentirsi tutelata nel bene supremo che è la propria salute. La costruzione di fatto di un Sistema delle Agenzie di protezione ambientale diventa quindi una priorità. La loro costituzione con la legge 61/1994 ha segnato un traguardo importante ma ora diventa indispensabile andare oltre.
Non partiamo da zero ! Già oggi le Agenzie e l’Ispra contano oltre 200 sedi al servizio del Paese. 600.00 campioni analizzati ogni anno, quasi 100.000 operazioni tra ispezioni e sopralluoghi e 73.600 istruttorie e pareri. Più di 11.000 operatori coinvolti. Sono questi i numeri dell’attività di questi Enti.
Aumentano le attività, e diminuiscono i costi per il cittadino: nel 2012 le Agenzie Regionali hanno ricevuto 563 milioni di euro di finanziamento pubblico da parte di Regioni e Province (78% da Fondo sanitario regionale (Fsr) e 22% da altri settori) con un costo di 9,30 euro a cittadino a fronte di 10,41 del 2009. Numeri importanti ma che ancora non garantiscono un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale dei controlli necessari. Le Agenzie del Sud sono sicuramente le più in difficoltà nonostante spesso le emergenze ambientali riguardano proprio quelle regioni. Ilva di Taranto, Terra dei Fuochi, Isochimica, Bellolampo , Malagrotta , tutti casi di cui spesso ci siamo occupati in quest’aula. Con questo provvedimento si da’ finalmente al Paese un’organizzazione efficace ed efficiente del sistema dei controlli ambientali. Non si tratta solo di verificare il rispetto delle norme, di assoluta importanza, ma si intende anche quella complessa attività di monitoraggio e raccolta dati che serve per migliorare il grado di conoscenza dei numerosi fattori ambientali. Si tratta per il decisore politico, cioè noi, di avere a disposizione dati certi, scientificamente validati prodotti da organismi tecnici autonomi che consentano di decidere al meglio per il bene delle nostre comunità.
Non c’è territorio oggi nel Paese dove rispetto alla costruzione di qualsiasi tipo di impianto non vi sia conflittualità sociale. Una conflittualità spesso dovuta alla scarsa fiducia dei cittadini verso le istituzioni politiche amministrative ma anche di quelle tecniche sempre più accusate di essere asservite alle decisioni della politica. Nel provvedimento che andiamo a votare noi cerchiamo di dare più autonomia alle agenzie e ad Ispra . Definiamo in maniera chiara il rapporto fra controllore e controllato. Chiediamo più professionalità a chi dovrà dirigere queste organizzazioni che, pur rimanendo strutture tecniche strumentali, formuleranno pareri che saranno vincolanti per le Autorità competenti. Si costruisce un vero e proprio sistema a rete coordinato dall’Ispra . Rimane la completa autonomia dei livelli regionali e si realizzano sinergie fra gli enti che oggi sono lasciate alla buona volontà delle persone. Si mettono in rete i numerosi laboratori provinciali, si integrano le specializzazioni tecniche maturate all’interno delle singole Agenzie. Si determinano dei Livelli di prestazione tecnica ambientale uniformi per tutto il territorio nazionale , per cui vengono definiti dei livelli di tutela ambientale di base uguali da Aosta a Mazzara del Vallo. Questo è di fatto il cuore del provvedimento. Garantire che un inceneritore sia controllato tre volte all’anno ovunque esso si trovi, definire procedure autorizzative uguali per la stessa tipologia di impianti , è non solo far bene all’ambiente ma evitare anche una sorta di dumping industriale per cui vi sono luoghi a parità di legislazione dove alcune attività inquinanti possono proliferare e altri in cui questo non è permesso.
Avremo finalmente un Sistema i cui dati forniti siano considerati ufficiali. Troppo spesso si citano per convenienze a volte strumentali numeri che provengono dagli organismi o professionisti più vari.
Le Agenzie regionali trovano in questo schema più autonomia, integrano le loro conoscenze. Già oggi in queste organizzazioni abbiamo eccellenze di grande livello scientifico. In questi giorni si parla molto dei risultati del Panel di esperti che sotto l’egida delle Nazioni Unite ci segnalano la drammaticità dei cambiamenti climatici. Alcuni di questi studiosi operano all’interno del Sistema delle Agenzie e l’lspra. Grazie a questo Sistema oggi abbiamo una rete di allerta per le radiazioni nucleare di grande efficacia e centri funzionali del sistema di protezione civile che forniscono dati , gestiscono le reti che misurano le piogge, i livelli dei fiumi la qualità delle acque superficiali e profonde . Ora tutte queste eccellenze potranno essere definitivamente in rete. Anche Ispra in questo disegno assume un ruolo più importante: non solo supporto tecnico alle attività dei Ministeri ma perno del Sistema nazionale.Abbiamo discusso molto riguardo alla necessità di mantenere accanto alle funzioni tecniche quelle di ricerca. Tanti sono i ricercatori all’interno di Ispra e tante sono le ricerche che hanno permesso di attivare processi virtuosi.L’idea nostra è che ricerca e attività tecnica siano due facce della stessa moneta ! Ricerca che serva a sviluppare nuove tecniche di monitoraggio, nuovi sistemi di analisi, nuove metodologie di controllo , una ricerca finalizzata, che veda anche il concorso di altri Enti quali le Università , il Cnr , l’ENEA, l’INGV. Un’attenzione particolare merita il tema ambiente e salute ! il rispetto dei limiti ambientali ed un efficiente sistema dei controlli sono di fatto attività di prevenzione sanitaria. Questa è la ragione per cui sempre più stretta dovrà essere la collaborazione fra il Sistema di protezione ambientale e l’Istituto Superiore di Sanità. Vedete nel provvedimento su Terra dei Fuochi abbiamo messo ingenti risorse sugli screening sanitari. Era un intervento doveroso anche per rispetto delle richieste della gente di quei territori ma non c’è dubbio che se una parte di quelle risorse le avessimo dedicate ad attività di prevenzione avremo preso una decisione giusta. Alcuni nodi rimangono irrisolti : il rapporto fra Magistratura e Sistema, passando dal tema Ufficiali di Polizia giudiziaria, la carenza di personale al Sud, la qualità di alcune attività che non sono all’altezza della richiesta dei cittadini, la carenza di finanziamenti adeguati. Ne siamo consapevoli , ma siamo anche convinti che oggi dopo circa otto anni costruiamo in questo Paese un Sistema per la protezione ambientale più forte, dando un’organizzazione moderna ed innovativa in grado di affrontare le complesse sfide che i tempi attuali ci impongono..un altro importante tassello verso la costruzione di un Paese più moderno che finalmente consideri l’ambiente non solo il principale bene comune da tutelare ma anche una grande opportunità per ritornare a crescere. "


Massimo De RosaMassimo De Rosa (primo firmatario della proposta di legge n.1945 del 10.1.2014

"Dopo mesi di discussione e di incontri con i vari attori coinvolti, siamo giunti ad approvare alla camera una proposta di legge congiunta M5S-PD.
Questa legge è un altro risultato ottenuto per migliorare le norme sui controlli, sull’ambiente e la salute in Italia. Non fatico ad ammettere che si è lavorato bene in commissione e siamo riusciti a trovare un testo unico che soddisfa gran parte delle proposte messe sul piatto dal M5S. E’ stata una delle poche volte in cui si è discusso nel merito e si è ragionato sui singoli punti senza troppi condizionamenti esterni ma pensando a cosa è più utile e pratico. Non pretendiamo di aver risolto tutti i problemi ma siamo sicuri che si sia fatto un passo in avanti nell’organizzazione delle agenzie per la protezione dell’ambiente. Una riorganizzazione e una legittimazione attese da anni e che finalmente arrivano in aula.
Il M5S fa quello che dice e sull’ambiente abbiamo le idee chiare. Le agenzie ambientali e i reati ambientali (proposta di legge Micillo) hanno una forte correlazione, da una parte il controllo e dall’altre la pena. In Italia questo mancava del tutto, per quanto riguarda i reati ambientali, o era carente a causa di riforme fatte a metà, se parliamo delle agenzie.
Se riusciremo a portare a compimento queste due leggi di iniziativa parlamentare, avremo fatto il nostro compito e forse anche una parte di storia. Con il nostro impegno, siamo riusciti in ciò in cui molti governi hanno fallito, fare delle norme che tutelino l’ambiente e allo stesso tempo puniscano chi non lo rispetta.
Siamo visionari? No, è solo buon senso!
Arpa e Ispra, devono diventare enti che stanno dalla parte del cittadino, che agiscono per tutelare la salute, l’ambiente, il territorio. Il vero patrimonio dello stato!
Si è creato dapprima un testo unificato delle proposte di legge 1945-De Rosa, 110-Bratti e 68-Realacci in cui sono state recepite le varie richieste dei gruppi politici. Non ci siamo posti limiti particolari e abbiamo chiesto di inserire tutto quello che ci sembra potesse migliorare la situazione attuale delle agenzie ambientali. Quasi tutte le nostre richieste sono state accolte, siamo quindi soddisfatti del lavoro svolto e devo fare i complimenti a tutta la commissione ambiente M5S e in particolare Samuele Segoni che si è speso moltissimo per migliorare la norma.
Questo e altri casi dimostrano che non abbiamo paura di lavorare con nessuno se parliamo di proposte e contenuti, senza alleanze ma confrontandosi sui temi, si è arrivati a una votazione all’unanimità in aula che ha pochi precedenti.
Ma cosa abbiamo inserito in particolare nella legge? Ecco un elenco delle prescrizioni tra le più importanti:

  • tra i compiti statuari di ISPRA abbiamo fatto inserire elementi utili per una migliore pianificazione territoriale. Nello specifico ISPRA continuerà ad occuparsi anche di: monitoraggio del consumo del suolo, geologia di base (aggiornamento carta geologica d’Italia), aggiornamento della mappatura e del censimento dei fenomeni franosi italiani;
  • sarà mantenuta la vocazione di ISPRA alla ricerca applicata, invece di trasformarlo in organo puramente tecnico;
  • sarà rafforzata la collaborazione ed integrazione di ISPRA e della rete delle ARPA con altri enti ed organi dello stato, di ricerca e non.
  • sarà rafforzato il carattere di vigilanza, controllo e ispezione delle agenzie, inserendo il potere di predisporre sanzioni.
  • il personale ispettivo potrà essere attivato anche da segnalazioni di cittadini, associazioni o enti
  • sono stati inseriti degli indirizzi per far tendere il sistema agenziale ai massimi standard tecnico-scientifici internazionali.
  • saranno inseriti dei meccanismi secondo cui avvenga un adeguamento costante degli standard di servizio in base alle criticità ambientali emerse durante i consueti rapporti annuali: altrimenti a cosa serve conoscere le criticità se non predisponiamo adeguate contromisure?
  • nell’ambito della creazione di un database di dati ambientali, abbiamo inserito dei punti per rendere i dati ambientali pienamente accessibili e fruibili a chiunque, anche ai semplici cittadini.
  • per quanto riguarda la rete di laboratori, abbiamo inserito dei vincoli per ridurre al minimo il ricorso a laboratori esterni e norme per rafforzare la rete nazionale di laboratori accreditati e riconosciuti.
  • per quanto riguarda la necessaria introduzione di figure di coordinamento della rete agenziale, abbiamo inserito dei vincoli affinché venga effettuata a costo zero (nessun emolumento, rimborso o gettone)
  • abbiamo inserito dei vincoli per cui figure come i direttori generali ed i presidenti debbano essere necessariamente figure di rilievo per competenza tecnico-scientifica, prive di conflitti di interesse e con altre cariche.

L’unico nostro indirizzo a non essere stato recepito è stato quello di rendere ISPRA e tutta la rete agenziale completamente indipendente dal potere politico nazionale e regionale, sul modello ad esempio della EPA statunitense.
Ora attendiamo il vaglio del Senato sperando in una approvazione rapida."


Per chi vuole approfondire:

 

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