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Più della metà delle acque superficiali dell'Unione Europea sono al di sotto di un buono stato ecologico

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17/01/2013 15:15

Un nuovo report dell’Agenzia europea dell'ambiente analizza lo stato ecologico e le pressioni che interessano le acque europee

Il recente rapporto sulle acque in Europa, pubblicato dall'Agenzia europea dell'ambiente, prende in considerazione lo stato di 104.000 fiumi, 19.000 laghi, 4000 acque di transizione e acque costiere. Gli autori concludono che i corpi idrici stanno generalmente migliorando, ma non abbastanza in fretta per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Direttiva quadro sulle acque: si prevede infatti che solo il 52% dei corpi idrici raggiungeranno un buono stato ecologico entro il 2015.  Più della metà dei corsi d'acqua europei sono stati valutati con una status ecologico sotto il livello 'buono', in base ai dati raccolti a partire dal 2009.

Molti corpi idrici europei rimangono inquinati da un eccesso di nutrienti, principalmente fertilizzanti. L'inquinamento dovuto a pratiche agricole rappresenta una pressione significativa per oltre il 40% dei fiumi e delle acque costiere, e per un terzo dei laghi e delle acque di transizione.

Lo status ecologico include poi anche la cosiddetta pressione idromorfologica, cioè l'alterazione della forma e del flusso naturale dei fiumi e corsi d'acqua. I risultati hanno mostrato che questo tipo di pressione riguarda il 40% dei fiumi e il 30% dei laghi europei.

In generale, le concentrazioni di diverse sostanze inquinanti sono in calo in molti bacini fluviali. Per esempio, se i livelli di ammonio e fosforo continuano a scendere al ritmo attuale, saranno in grado di soddisfare un buono stato entro il 2015 (ammonio) e 2027 (fosforo). Anche i nitrati stanno calando, anche se questo inquinante rimarrà a livelli alti per diversi decenni, se continua con il ritmo attuale di riduzione.

Il rapporto sostiene che, per mantenere e migliorare le funzioni essenziali dei nostri ecosistemi acquatici, è necessario gestirli meglio: ciò può avvenire soltanto con un approccio integrato, così come introdotto nella Direttiva quadro.

Un altro recente report dell'Agenzia europea analizza la risorsa idrica europea dal punto di vista della vulnerabilità. La disponibilità di acqua viene continuamente minacciata da una varietà di diverse pressioni, come la siccità e la scarsità d'acqua, l'inquinamento e i rischi di alluvione, tutti aspetti che aumentano la vulnerabilità degli ecosistemi d'acqua dolce, nonché le società che li vivono. L'uso del suolo, l'estrazione delle acque e il cambiamento climatico sono cambiamenti indotti dall'uomo che alterano i regimi di flusso naturali che esistono nei corpi idrici.


Per quanto riguarda la Toscana, gli ultimi dati disponibili sono quelli contenuti nella Relazione del monitoraggio delle acque superficiali 2011, dalla quale emerge che circa ¾ dei corpi delle stazioni in monitoraggio operativo (a rischio) non raggiungono l’obiettivo “buono” previsto per il 2015. Tale percentuale si riduce di più della metà per le stazioni in monitoraggio di sorveglianza (non a rischio), peraltro tutte (36%) in stato sufficiente.

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