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La Conferenza nazionale sulla Biodiversità

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13/12/2013 12:25

Un importante occasione di riflessione su ambiente e sviluppo sostenibile

Nei giorni 11 e 12 dicembre si è tenuta presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza, la Conferenza Nazionale “la Natura dell’Italia – Biodiversità e Aree protette: la Green Economy per il rilancio del Paese”. Ad un primo giorno di lavori tecnici su varie tematiche è seguito un positivo confronto alla presenza del Governo e di molti esperti della ricerca e non, era presente anche il premio Nobel Rubbia.

Il Ministro del Ministero dell’Ambiente (MATTM) Andrea Orlando ha aperto i lavori passando poi la parola al Rettore dell’Università di Roma, al Direttore Generale dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), al Commissario europeo per l'Ambiente Janez Potočnik ed a molti altri. Tutti convengono che anche se le condizioni economiche sono difficili, affrontare la questione ambientale non deve essere considerata come un lusso, viceversa un modo per uscire dalla crisi. Un esempio tra tutti le Aree Protette e il ruolo che svolgono nella conservazione della biodiversità, concorrono spesso in maniera determinante all’economia della collettività creando nuovi posti di lavoro, ma soprattutto creando e/o consolidando la cultura giusta per la gestione oculata dell’ambiente in cui viviamo.

I lavori della Conferenza prevedevano 4 sessioni:

  1. Ricerca scientifica per la conservazione e la valorizzazione del capitale naturale
  2. Professioni verdi, occupazione giovanile e nuova imprenditorialità
  3. Le infrastrutture verdi e i servizi eco sistemici in Italia come strumento per le politiche ambientali e la green economy
  4. Aree protette e Natura 2000, strumenti per congiurare la conservazione e lo sviluppo economico

naturaitalia.jpgRelativamente alla prima sessione l’intervento del Direttore di ISPRA Stefano La Porta ha rimarcato come la biodiversità costituisca una sorta di remunerazione dei servizi ecosistemici e come questa deve essere utilizzata ai fini della gestione del territorio, non a caso la biodiversità è il primo Descrittore Qualitativo della Marine Strategy (MSFD). Per mettere in atto questa condizione risulta fondamentale la sinergia con le Regioni e di tutto il sistema agenziale per l’applicazione della Strategia Marina (2008/56/CE) ai fini del raggiungimento del buono stato ecologico dell’ambiente cosi come richiesto dagli indirizzi comunitari.

È coro unanime che la valutazione della biodiversità segua criteri standard imprescindibili dal riconoscimento esatto delle specie che la caratterizzano, da qui uno dei principali ruoli della ricerca che deve garantire il complesso quanto puntuale lavoro della tassonomia, oggi facilitato dalle nuove tecnologie. A questa sfida devono partecipare tutti, non solo il mondo della ricerca, ma anche le amministrazioni, i cittadini tutti.

Tutti i contributi saranno raccolti in un volume che il MATTM metterà a disposizione in rete cosi come è possibile consultare i lavori preliminari della quattro sessioni.

La presenza del Governo è valsa a far prendere coscienza che il nostro Paese deve vedere, da qui in avanti, la biodiversità come uno strumento di gestione sul quale investire, poiché a questa disciplina sono legati, direttamente o indirettamente, enormi interessi economici e sociali che hanno ricadute immediate sull’equilibrio ambientale e quindi sulla qualità della nostra vita.

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