Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie Notizie brevi 2013 In Francia un new deal per la fiscalità “verde”

In Francia un new deal per la fiscalità “verde”

RSS
29/01/2013 15:30

Alla Conferenza transalpina sull’ambiente è stato approvato l’impianto progettuale che consentirà al Governo francese di realizzare l’annunciato nuovo corso della tassazione “verde”.

Il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault, durante i lavori della conferenza nazionale sull'ambiente, ha voluto ricordare che la Francia si trova al penultimo posto nei paesi dell'Unione europea per quanto concerne la fiscalità ambientale (1,86% del PIL francese, contro il 2,37% in media nell'UE). Una situazione imbarazzante per uno dei paesi più industrializzati del pianeta, che il governo intende cambiare.

"In Germania, le cui aziende sono in molti casi più competitive rispetto a quelle francesi,la tassazione “verde” raggiunge il 2,21% del PIL. L'obiettivo del governo è di far convergere, entro i prossimi cinque anni il nostro paese alla media dell'Unione europea ", ha dichiarato Ayrault.

In uno dei documenti adottati dalla conferenza si conferma la creazione, entro la fine dell'anno, di un gruppo consultivo permanente composto dagli stakeholder della governance 5+1 (enti statali, sindacati, rappresentanti delle imprese, associazioni, parlamentari locali, nazionali ed europei) e dai principali attori economici. che dovrà elaborare le proposte di legge di fiscalità ambientale.

Il governo cercherà di individuare quanto prima, all'interno di ciascuno dei principali obiettivi della politica economica legati all'ambiente (cambiamenti climatici, risorse, inquinamento), le aree in cui la tassazione può svolgere un ruolo determinante. L'obiettivo è quello di stabilire, ogniqualvolta lo ritenga necessario, un prezzo-deterrente dal punto di vista impositivo.

Le misure fiscali “verdi”, saranno stabilite in base ad uno studio dettagliato dell’impatto sui ceti sociali della popolazione e i principali soggetti economici transalpini: nel caso in cui le misure rischino di compromettere la competitività delle imprese o il potere d'acquisto delle famiglie più povere, l’incidenza della pressione fiscale verrebbe diminuita.

“I ricavi da tasse ambientali, dichiara Ayrault, “possono essere ridistribuiti, per esempio sotto forma di un bonus ambientale per i comportamenti virtuosi. Questa ridistribuzione dovrebbe essere preferita a deroghe o esenzioni, in quanto ciò renderebbe inefficace la progressività della tassa, così come la si era concepita e farebbe diminuire la nostra competitività nel medio-lungo termine. “Sono quindi necessarie, continua il Primo Ministro, delle proiezioni pluriennali di evoluzione delle imposte, accompagnate da chiari meccanismi di adattamento al fine del raggiungimento dell’'obiettivo”.

Per questo motivo uno dei principi fondamentali ratificati durante la conferenza sancisce che : “la tassazione ambientale non deve essere concepita come una fonte significativa di reddito per le finanze pubbliche”.

Per quanto concerne le prime misure che si adotteranno con il nuovo corso fiscale-ambientale, in evidenza troviamo il piano di ristrutturazione delle risorse energetiche termiche e il raddoppio degli investimenti annuali sulle rinnovabili (che saranno finanziati anche dalla vendita all'asta delle quote di emissioni di CO2.

L’ ultimo punto illustrato nella tabella di marcia approvata dalla conferenza, riguarda la realizzazione entro il prossimo biennio di più ampie misure relative alla tracciabilità del risparmio che possano modificare l’attuale sistema impositivo: il compimento di questa rivoluzione copernica permetterebbe al governo francese di reindirizzare una parte cospicua dei risparmi al finanziamento del nuovo corso ecologico.

Azioni sul documento
Strumenti personali