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Informazioni sulle emissioni maleodoranti provenienti dalla discarica di Rimateria

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Precisazioni in merito ad un articolo di giornale nel quale il Sindaco di Suvereto chiede chiarimenti

14/03/2018

In relazione all'articolo publbicato dal quotidiano Il Tirreno (edizione Piombino-Elba) "Sulle emissioni maleodoranti Parodi vuole risposte da Arpat" e dal quotidiano Il Telegrafo "Montegemoli, servono controlli. Il sindaco Parodi scrive all’Arpat" nei quali si riporta la richiesta del Sindaco di Suvereto all'Agenzia circa le emissioni maleodoranti provenienti dalla discarica di Rimateria, il Dipartimento ARPAT di Piombino-Elba fa presente quanto segue.

La discarica Rimateria è autorizzata con A.I.A. rilasciata dalla Regione Toscana con Delibera n.761 del 01/08/2016. Allo stato attuale la discarica riceve rifiuti non pericolosi costituiti da rifiuti inorganici e organici (biodegradabili).

I processi di degradazione dei rifiuti solidi urbani conferiti negli anni precedenti e contenuti nel corpo di discarica, oltre ai conferimenti più recenti di rifiuti speciali biodegradabili, determinano la produzione di biogas. Il biogas contiene sostanze con elevato potere odorigeno come, ad esempio, l’idrogeno solforato.

Tutte le discariche devono essere gestite per ridurre al minimo le emissioni di biogas. A tal fine devono essere dotate di una efficace rete di captazione con utilizzo del biogas per fini energetici o, in alternativa, con avvio dello stesso alla combustione mediante una apposita torcia.

Il sistema di captazione e utilizzo del biogas della discarica di Rimateria, autorizzato con la Delibera 761/2016, prevede un assetto iniziale di 34 pozzi di captazione da estendere con ulteriori pozzi fino alla chiusura definitiva della discarica.

Il Settore Bonifiche e Autorizzazioni Rifiuti della Regione Toscana, rilevando che il biogas prodotto dalla discarica non era aspirato e bruciato dal sistema di recupero energetico o combusto in torcia, con atto n.17478 del 29 novembre 2017, ha diffidato il gestore a garantire l’aspirazione in continuo e il trattamento del biogas, ripristinando immediatamente il collegamento di tutti i pozzi di estrazione esistenti alle stazioni di aspirazione e inviando il biogas estratto a idoneo trattamento.

ARPAT, nell’ultimo rapporto ispettivo del 5 marzo scorso, ha accertato che i pozzi collegati alla rete di captazione sono 16 su 34, ovvero circa la metà di quelli autorizzati, e che il biogas captato è combusto in torcia. Il sistema di captazione risulta a tutt’oggi ridotto rispetto a quello previsto in autorizzazione e questo determina la diffusione di biogas responsabile dell’impatto odorigeno.

Si ritiene pertanto, ad oggi, rispettato solo in parte quanto disposto dalla Autorità Competente. Secondo i dati forniti dal gestore circa il 30% del biogas prodotto è regolarmente intercettato.

Lo stesso gestore ha anche dichiarato che è in corso la predisposizione delle gare di appalto per la trivellazione di 35 pozzi (12 pozzi esistenti da rifare e 23 nuovi) oltre a 3 nuove stazioni di regolazione, e che prevede di completare le opere del nuovo stralcio, anche in stati di avanzamento, entro i primi 6-8 mesi del 2018.

Il gestore dovrà il prima possibile completare le opere di captazione, convogliamento e combustione del biogas, come dichiarato.

Nel frattempo proseguono i controlli dell’Agenzia con puntuale informazione dell’Autorità Competente e del Sindaco di Piombino.

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