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ARPAT non ha la facoltà di riconoscere alcun sistema di monitoraggio della qualità dell'aria

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Precisazioni in merito ad un articolo di stampa su una smart centralina a Calenzano

22/10/2018

In relazione all’articolo pubblicato su Bisenzio 7 il 12.10.18 si fa presente che ARPAT non ha alcuna facoltà di dare riconoscimento ad alcun sistema di monitoraggio della qualità dell’aria.

L’articolo riporta alcuni frammenti del testo di un Arpatnews pubblicato sul sito di ARPAT nel 2017. Il testo dell’Arpatnews, di cui viene utilizzato il titolo come evidenza di riconoscimento di ARPAT degli strumenti utilizzati a Settimello, in realtà elenca varie esperienze attivate nella Piana fiorentina al di fuori della rete regionale. In particolare indica che “Queste esperienze possono fornire un contributo alla conoscenza dell’aria ambiente ulteriore rispetto alle misurazioni “ufficiali” realizzate da ARPAT tramite la rete regionale di monitoraggio.” Non viene tuttavia riportata alcuna valutazione della qualità dei dati prodotti e dei sistemi utilizzati.

A riguardo di strumenti e metodi si sottolinea che la valutazione della qualità dell’aria ambiente, rispetto ai limiti previsti dalla normativa italiana (D.Lgs. 155/10 e s.m.i.), è basata sull’utilizzo dei metodi definiti dalla normativa stessa (DM 26.01.2017 e DM 30.03.2017), metodi che sono applicati nella rete regionale toscana gestita da ARPAT.

D’altra parte lo sviluppo di esperienze di “citizen science” è visto con interesse da parte del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (di cui ARPAT fa parte), così come dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, che stanno realizzando progetti di vario genere di questo tipo.

Peraltro, ARPAT partecipa con enti di ricerca come CNR e Università ad attività in cui vengono utilizzate centraline low cost in affiancamento a postazioni di monitoraggio della Rete regionale Toscana.

L'importante è essere consapevoli che non tutti i dispositivi smart hanno la stessa validità e in ogni caso non possono sostituire il monitoraggio ufficiale ma fornire informazioni aggiuntive a quelle fornite dai dispositivi che operano secondo standard stabiliti dalle norme italiane ed europee. 

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