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Informazioni non corrette riportate dalla stampa sui "rifiuti tossici al campo sportivo" di Sorana a Pescia

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Le informazioni riportate non corrispondono a quanto fornito dall' Agenzia. Prima è stato affermato che ci fosse un pericolo ignoto e non verificato, nonostante tutti gli accertamenti già fatti e resi disponibili, poi, che ARPAT "non esclude la contaminazione di due sorgenti", quando le conclusioni a cui l'Agenzia è pervenuta attestano chiaramente che tale pericolo non esiste.

Informazioni non corrette riportate dalla stampa sui "rifiuti tossici al campo sportivo" di Sorana a Pescia

La Nazione Montecatini 16.09.2017

26/09/2017

In riferimento agli articoli apparsi sulla stampa locale di Montecatini, nel quale viene denunciata la grave situazione della presenza di rifiuti tossici al campo sportivo di Sorana a Pescia e dove si evidenza la necessità di interventi di controllo per verificare i pericoli conseguenti, si forniscono alcuni chiarimenti in merito agli esiti degli accertamenti già effettuati da ARPAT sull’area in questione.

La situazione denunciata è ben conosciuta nella sua genesi. Si tratta di una ex discarica industriale che operava alla luce del sole negli anni 70 e 80. ll Comune di Sorana ha svolto recentemente una ampia ricostruzione di archivio sulla storia della discarica a partire dalle analisi sul rifiuto che vi veniva messo a dimora, commissionate nel 1978 alla Università di Pisa dalla azienda che li produceva, per avere indicazione sui trattamenti appropriati, passando per la sua schedatura nel censimento dei siti in bonifica nel 1997, fino al suo inserimento nella proposta di Piano Provinciale per i siti inquinati della Provincia di Pistoia nel 2003. L’interruzione dell’attività di discarica si colloca intorno al 1985, anche se una parte di rifiuti urbani ingombranti presenti oggi sul terreno sono stati abbandonati in epoca successiva.

I rifiuti messi a dimora e poi interrati erano costituiti prevalentemente da fogli di fibra di vetro impregnati di resina e relativi sfridi, destinati alla produzioni di circuiti elettronici.

In seguito ad un esposto pervenuto ad ARPAT nel mese di maggio 2016 da parte di residenti a valle della zona della discarica, che lamentavano dubbi e paure riguardo la possibile contaminazione delle sorgenti a servizio della popolazione e delle acque utilizzate per l’irrigazione del fagiolo di Sorana, ARPAT ha effettuato diversi accertamenti e alcuni sopralluoghi sul sito della discarica per verificare lo stato ambientale, anche congiuntamente con personale del Comune di Pescia.
A seguito degli accertamenti svolti, gli esponenti sono stati rassicurati che è da ritenersi escluso il rischio di contaminazione ambientale al di fuori dell'area di stoccaggio dei rifiuti e che quindi non sono presenti rischi di contaminazione delle acque sotterranee e nemmeno dei pozzi che da queste attingono.

Dagli accertamenti che sono stati effettuati è risultato, infatti, che i rifiuti presenti nell'area sono di due tipi: Ingombranti e RAEE, risultato di abbandoni relativamente recenti, e i vecchi rifiuti industriali, in parte affioranti, costituiti da materiale plastico inodore.

I rifiuti sono stati campionamenti e sottoposti ad analisi sia per caratterizzarli sia per valutare la loro capacità di inquinare le matrici ambientali.

E’ risultato che si tratta di rifiuti non pericolosi, privi di una significativa capacità di cessione degli inquinanti all’acqua ed al terreno.

Inoltre, sulla base di valutazioni geologiche della zona, sono state individuate due sorgenti, usate per l’acquedotto, come possibile bersaglio delle acque di percolazione della discarica: la Sorgente Tignoso (ubicata a valle della zona di discarica) e la Sorgente Sorana Bassa che, malgrado risulti su un versante diverso, avrebbe potuto non essere immune da possibili interferenze se si esaminano i percorsi delle acque sotterranee.

Per questo motivo, per verificare lo stato delle acque destinate alla potabilizzazione di queste sorgenti, sono stati effettuati più campionamenti in date successive (il 28/06/2016, il 03/08/2016 e il 13/10/2016), che hanno confermato l’assenza di contaminazioni delle acque sotterranee. Dell’esito di queste indagini è stato già dettagliatamente riferito ai cittadini interessati ed alla amministrazione comunale

La discarica, inserita nel Piano regionale delle bonifiche come sito da bonificare a medio termine, si conferma comunque da bonificare: al termine delle verifiche svolte, ARPAT, nel mese di dicembre 2016, ha proposto al Comune di Pescia di provvedere alla rimozione di tutti i rifiuti presenti nella zona denominata come Sorana ex Campo sportivo. Nei giorni scorsi è giunta dal Comune la comunicazione dell’avvio dei lavori di preparazione dell’area per gli accertamenti preliminari alla progettazione dell’intervento di bonifica.

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