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Vicenda tallio: ARPAT puntualizza

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In merito ad un articolo apparso sulla stampa locale di Viareggio

04/03/2015

In relazione all'articolo apparso sull'edizione di Viareggio de "Il Tirreno" di mercoledì 4 marzo dal titolo "Scandalo tallio, Gaia tira in ballo anche ARPAT", l'Agenzia precisa quanto segue:

  • ARPAT non ha competenze per il controllo delle acque potabili immesse in rete e delle fonti di approvvigionamento sotterranee  (in proposito vedi Controllo della qualità delle acque destinate al consumo umano). Le competenze in materia sono del gestore (in questo caso Gaia) e dell'Azienda ASL;
  • la ricostruzione della vicenda del tallio a Valdicastello (cui ARPAT ha collaborato) è già stata effettuata dagli Assessori competenti in Consiglio Regionale nel novembre dello scorso anno con dovizia di particolari;
  • E' noto a tutti gli enti (Regione, Provincia, Comuni, ASL12) sino dal 2009, grazie agli accertamenti svolti da ARPAT, che la miniera ex Edam di Valdicastello (acquisita dal Comune di Pietrasanta) doveva essere bonificata e che le acque superficiali ed i sedimenti del torrente Baccatoio presentavano sin da allora una forte contaminazione da metalli pesanti, in particolare zinco, arsenico, cadmio, piombo e mercurio;
  • Nel maggio 2013, su sollecitazione dell'Assessore all'Ambiente, si è svolto un incontro tra l’Agenzia ed il gruppo di ricerca dell’Università di Pisa durante il quale è stata segnalata la presenza di tallio nelle acque di lisciviazione della miniera ex EDEM che percolano nel torrente Baccatoio, e della pericolosità del tallio per la catena alimentare;
  • ARPAT trasmise tempestivamente le informazioni ricevute in quell'incontro alla ASL 12 Igiene Pubblica ed al gestore G.A.I.A, competenti per gli aspetti relativi alle acque potabili ed alle acque sotterranee destinate all'uso umano. Analoga comunicazione venne inviata alla Regione;
  • Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, di propria competenza, ARPAT dal maggio 2013, a seguito dalla segnalazione dell'Università di Pisa, ha inserito il tallio [non previsto dalla normativa vigente] fra i parametri ricercati nel monitoraggio delle acque superficiali e delle acque sotterranee (non destinate alla potabilizzazione) per la Versilia e la regione sub-Apuana, nonché per le altre zone della Toscana in cui vi sono caratteristiche analoghe a quelle della zona di Valdicastello. Tali controlli hanno confermato la presenza del tallio nelle acque del Baccatoio. La Regione, a seguito di questa vicenda, ha richiesto al Ministero dell'Ambiente di inserire il tallio fra i parametri da monitorare.
  • Si ribadisce che in questa vicenda l'Agenzia ha svolto un ruolo attivo e precoce di segnalazione della problematica, mentre non ha potuto svolgere attività di verifica e controllo, che non le competono, sulle acque destinate all'uso umano e sui comportamenti del gestore;
  • L'Agenzia, già da alcuni mesi, ha fornito alla Procura della Repubblica  - di propria iniziativa - tutte le informazioni in suo possesso, anche in relazione al dettaglio dei contatti intercorsi con i vari enti/aziende. Su questo ARPAT mantiene un doveroso riserbo. 
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