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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Lunedì 12 ottobre 2020

Buone pratiche, strumenti ed azioni pilota del progetto GRRinPort


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Postazioni di raccolta degli oli vegetali usati prodotti sulle imbarcazioni, App per geolocalizzare le aree di raccolta dei rifiuti differenziati presso i moli e banchine dedicate al diporto a Cagliari, Livorno ed Ajaccio ed azioni pilota per lo sviluppo di metodi innovativi per il trattamento dei sedimenti portuali in un'ottica di economia circolare

Porti puliti e zero rifiuti sono gli obiettivi del progetto GRRinPORT per migliorare la qualità delle acque marine nei porti limitando l’impatto dell’attività portuale e del traffico marittimo sull’ambiente.

Il progetto, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, è arrivato alla seconda annualità ed insieme ai porti di Bastia e Cagliari il porto di Livorno è uno degli scenari pilota dove lo scorso 17 settembre 2020 si è svolta una iniziativa di sensibilizzazione e informazione nei confronti degli utenti portuali sulla corretta gestione degli oli vegetali usati.

L’evento è stato organizzato dalla collaborazione tra ISPRA - Centro Nazionale per la caratterizzazione ambientale e la protezione della fascia costiera, la climatologia marina e l'oceanografia operativa che ha sede a Livorno presso la Dogana d’Acqua, partner del progetto GRRinPort e il gruppo Azimut Benetti.

tanicaDurante l'iniziativa sono state consegnate agli equipaggi apposite taniche per contenere gli oli vegetali usati per alimenti prodotti sulle imbarcazioni che potranno essere conferiti a terra in un contenitore dedicato alla raccolta differenziata e lo stoccaggio di questi specifici oli vegetali.

Il contenitore, acquisito come le taniche nell'ambito del progetto GRRinPort, è stato ufficialmente consegnato da ISPRA al gruppo Azimut Benetti che si è reso disponibile a posizionarlo su una banchina, all'interno del cantiere, dove i grandi yatch sono ormeggiati per le operazioni di manutenzione e riparazione.

ll Direttore della divisione Lusven del gruppo Azimut Benetti, Riccardo Lari, ha precisato che il cantiere ha accolto molto favorevolmente questa proposta di ISPRA frutto del progetto GRRinPort, perchè è una buona pratica che può essere adottata anche dai grandi yatch dai 50 ai 100 metri che per settimane o mesi, specie in inverno, rimangono ormeggiati per lavori di manutenzione o riparazione con l'equipaggio che spesso rimane a bordo utilizzando la cucina; da qui l'importanza di un corretto smaltimento degli oli per alimenti, come avviene per le yatchgrandi navi ed i traghetti, evitando potenziali danni ambientali dovuti a pratiche di gestione degli oli non corrette.

Si auspica la diffusione di questa buona pratica, come avviene a terra per le utenze domestiche, anche per la diportistica ed alcuni porti turistici in Italia si sono già organizzati per fornire questo servizio.

contenitoreLa stazione di raccolta è stata posizionata all'interno del cantiere Azimut Benetti sulla banchina davanti agli yatch ed è costituita da due contenitori in polietilene ad alta densità, inseriti uno all’interno dell’altro; il contenitore esterno, di capacità pari a 800 L, funge da vasca di contenimento. Il contenitore interno, di capacità pari a 500 L, è dotato di bocca per il recupero dell'olio esausto, chiusa ermeticamente tramite un tappo a vite completo di apposita guarnizione di tenuta. Il sistema è dotato di un indicatore di livello, di sfiato e filtro anti-odore e di serratura con chiave cifrata.

La stazione è dotata di sistemi per evitare urti o ribaltamenti accidentali anche in caso di vento o piogge di forte intensità, e di pedana grigliata antiscivolo, per dare maggiore sicurezza all'utente durante il conferimento dell’olio esausto. Le taniche, di capacità pari a 1.6 L, sono dotate di griglia filtrante.

L'inquinamento delle acque, principale effetto negativo dell'attuale sistema di gestione dei rifiuti e reflui in ambito portuale, deriva anche dalla scarsa informazione e sensibilizzazione dei fruitori del porto, dalla carenza o assenza di infrastrutture di conferimento di rifiuti e reflui nei porti, ma anche dalla necessità per i fruitori di doversi adattare a regole e procedure diverse in ogni porto sia del nostro paese che in paesi diversi.

Per questo l'approccio di cooperazione transfrontaliera Italia- Francia messo in atto con questo progetto diventa importante ed eco-innovativo come hanno spiegato per ISPRA, partner del progetto GRRinPort, Andrea La Camera e Fabiano Pilato: "la finalità del progetto è anche quella di definire un set di buone pratiche per la gestione dei rifiuti e reflui nelle aree portuali e mettere insieme quelle procedure anche di "moral suasion" per sensibilizzare le utenze portuali e per agevolare i gestori delle aree portuali; buone pratiche che potranno essere estese a tutti i porti dell’area del Programma e, in prospettiva, a tutto il bacino del Mediterraneo per ottenere un riposizionamento delle strutture portuali in un contesto eco-sostenibile."

La buona pratica presentata a Livorno è già operativa nel porto di Cagliari e a breve in quello di Ajaccio e si colloca quindi tra gli obiettivi e gli strumenti del progetto dedicati allo sviluppo diapp strategie di gestione integrata e transfrontaliera dei rifiuti nei porti; tra questi la App GRRinPORT che permette di geolocalizzare le zone dei porti in cui i diportisti possono conferire i rifiuti prodotti a bordo della propria imbarcazione, sia quelli solidi urbani (carta e cartone, plastica, carta, vetro e alluminio), che quelli potenzialmente dannosi (quali spray, pile, ecc.) e di individuare gli spazi per conferire per batterie usate e filtri sporchi, oli minerali usati e anche le aree attrezzate per il conferimento delle acque reflue e di sentina.

In particolare come ha spiegato Daniela Spiga del Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura – Università di Cagliari, nel secondo Webinar del Progetto GRRinPORT, tenutosi qualche giorno dopo l'evento di Livorno, illustrando gli obiettivi e le attività previste, per il Porto di Cagliari, la App segnalerà anche l'area attrezzata per l’aspirazione, trattamento e il convogliamento dei reflui prodotti dalle imbarcazioni da diporto; si tratta sostanzialmente di un innovativo sistema di aspirazione sottovuoto di acque nere e di un serbatoio di stoccaggio fuori terra in previsione del collettamento al sistema fognario.

Oltre a questa sono previste altre azioni pilota per migliorare nei porti la gestione dei reflui prodotti dal traffico marittimo e dall'attività portuale; è stato prodotto uno specifico Rapporto con le informazioni relative alla caratteristiche idrodinamiche e qualitative delle acque dei bacini portuali di Livorno, Cagliari e Bastia al fine di definire la qualità iniziale delle acque e di individuare eventuali condizioni di criticità sulla base dei dati pregressi disponibili.

Le informazioni raccolte sono servite nel mese di luglio 2020 per individuare nel porto di Cagliari l'area in cui verrà attuata l'azione pilota, con la simulazione di uno sversamento accidentale di inquinanti in mare in un'area attrezzata per l'utilizzo di panne in tessuto geotessile, ricavato da fibre naturali di lana a basso costo e ridotto impatto ambientale, per il contenimento e la rimozione di inquinanti rilasciati in mare. Verranno effettuati campionamenti dello stato acque prima e dopo l'applicazione delle panne geotessili per verificare il potenziale servizio che possono fornire rispetto alle classiche panne assorbenti utilizzate in caso di sversamento accidentale.

Isabella Pecorini (DESTEC - Università di Pisa) è intervenuta nel secondo Webinar per illustrare anche l'altro obiettivo del progetto dedicato allo sviluppo di strategie di gestione e trattamento dei sedimenti di dragaggio contaminati; in particolare il progetto GRRinPort sperimenta tre tecniche di trattamento dei sedimenti di dragaggio contaminati:

  • Lavaggio e separazione granulometrica (sediment washing, SW)
  • Trattamento elettrocinetico (EK)
  • Enhanced landfarming (EL)

La sperimentazione è stata allestita prima in laboratorio e poi in scala pilota, su 4 campioni con diverse caratteristiche chimico-fisiche e livelli di contaminazioni, prelevate dai fondali dei porti di Piombino e Livorno.

Le prove di soil washing del progetto GRRinPort sono svolte da ISPRA in collaborazione con UNIPI al fine di separare le differenti frazioni granulometriche presenti nei sedimenti (sabbia, limo, pelite). UNIPI svolgerà prove di elettrocinesi (peliti) e Landfarming (sabbie e limo) sui campioni pretrattati in soil washing.

impianto pilota livornoCon l'ausilio di un video, Andrea La Camera e Fabiano Pilato (ISPRA - Sezione sperimentale per la valutazione del rischio ecologico marino costiere afferente al CN-COS, Livorno) hanno mostrato il funzionamento dell’impianto pilota di pretrattamento dei sedimenti di dragaggio contaminati prelevati dalla vasca di colmata del porto di Livorno istallata nell'area sperimentale di ISPRA a Livorno, autorizzato dalla Regione Toscana ai sensi dell'art. 211 del D.Lgs 152/06.

L'impianto pilota dopo la separazione dei sedimenti attraverso un vibrovaglio con maglie a 2 mm in diverse frazioni granulometriche (ghiaie, sabbie e peliti) ha lo scopo di "lavare" i sedimenti portuali con la tecnica del soil-washing concentrando gli inquinanti in volumi ristretti in modo da ridurre i costi di smaltimento in discarica del rifiuto e di riutilizzare le frazioni depurate per altri scopi in un'ottica di economia circolare, come ad esempio il riempimento delle due vasche di colmata che contribuiranno all'ambizioso progetto Darsena Europa nel porto di Livorno.

Presso il DESTEC- Università di Pisa è stato allestito il primo banco prova per effettuare le prove di elettrocinesi sui sedimenti marini prelevati dal porto di Piombino.

Una volta decontaminati i sedimenti possono essere riusati come materiali di recupero nei cantieri e nei manti stradali, piste ciclabili e dare quindi una possibilità di recupero della materia. Il risultato atteso, specialmente per le prove di elettrocinesi che sono ancora in corso, è quello di raggiungere livelli di decontaminazione dei metalli superiore al 90%.


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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