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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Lunedì 22 giugno 2020

Visioni di mobilità condivisa a Lione


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Il grosso centro industriale situato nel cuore della Francia impegnato nell'individuazione di una nuova mobilità intermodale con l'esistente rete ferroviaria leggera capace di rendere svantaggioso l'uso dell'auto propria

La metropoli di Lione
Lione è il secondo centro di sviluppo economico della Francia dopo Parigi e la prima metropoli in termini di attrattiva. Posta al centro dell'esagono francese gode di una posizione privilegiata, all'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione ed a sole due ore dalle capitali europee Bruxelles, Londra, Madrid, Berlino, Roma. Collegata verso più di 115 destinazioni nazionali, europee ed internazionali in partenza dall'Aeroporto di Lione Saint-Exupéry, è stata in grado di sviluppare un'economia rivolta verso il mercato internazionale coprendo il 12,8% delle esportazioni francesi che si irradiano dalla regione Alvernia Rodano Alpi. Lione si attesta inoltre tra i poli di ricerca e formazione di fama internazionale con una comunità scientifica particolarmente dinamica che opera in avanzati centri di ricerca farmaceutici e nel secondo polo digitale francese. (Fonte INSEE)

La città di Lione risulta essere la terza città francese, dopo Parigi e Marsiglia, in ordine di grandezza per numero di abitanti, per questo e per le caratteristiche sopra esposte si pone come un centro di attrattiva socio-economica che l'International Transport Forum (ITF) ha ritenuto adatto per studiare un modello capace di simulare gli spostamenti dei pendolari e/o degli utilizzatori della città con l'intento di progettare ed offrire una nuova mobilità mantenendo però la rete ferroviaria leggera di cui la città è dotata. A partire dagli anni 90 le autorità del trasporto locale hanno sviluppato piani ed iniziative per incoraggiare l'utilizzo dei mezzi pubblici a discapito dei mezzi privati. La città intende tutt'ora confermare questa tendenza ma si rende necessario integrare tale politica urbana con progetti di mobilità modale condivisa capace d'integrare anche le grandi aree suburbane con quelle urbane e del centro città.

Obiettivi e prospettive del rapporto
Il rapporto dell'International Transport Forum mette in luce come nuovi servizi di mobilità condivisa possono apportare effettivi miglioramenti alla mobilità urbana e periurbana attraverso la costruzione di un modello di simulazione che ha tenuto conto di tre diverse tipologie di trasporto condiviso per sostituire i veicoli privati.

La ricerca conferma come la mobilità condivisa possa ridurre considerevolmente il livello di congestione del traffico e le emissioni di CO2. Lo studio riporta le prerogative dell'offerta, come qualità, costo e modalità di accesso al servizio di mobilità condivisa, esaminando l'interazione fra questa ed il trasporto pubblico di massa ed individuando le condizioni ottimali per presidiare e gestire la transizione.

La simulazione parte dall'assunto che l'utenza possa essere disposta ad usare mezzi in condivisione per spostarsi e raggiungere trasporti pubblici ad alta capacità, pagando biglietti anche più alti rispetto a questi ultimi ma che nel lungo periodo rivelano un effettivo risparmio rispetto ad un uso sistematico e ripetuto dei mezzi privati.

Come abbiamo accennato, l'offerta di un servizio di mobilità condivisa potrà offrire benefici significativi all'intera regione metropolitana di Lione riducendo le emissioni di CO2, diminuire i livelli di congestione del traffico dovuti anche alla costante mancanza di spazio per i parcheggi, ma rappresenterà anche e soprattutto per gli abitanti della regione lionese un aumento delle opportunità di accesso all'area urbana del centro.

Un sistema propriamente integrato può essere in grado di migliorare lo sviluppo di ulteriori potenzialità del sistema di trasporto esistente e la modalità di condivisione del modello proposto può essere il volano per generare un maggiore e migliore utilizzo della rete di trasporto su ferro esistente rappresentata da metro e trasporto su rotaia leggero (Light Rail Transport – LRT).

filobus M.jpgMobilità condivisa – Tipologie
Sono i taxi condivisi, i taxi-bus e le car-pooling le tre tipologie individuate per cooperare con l'esistente rete del trasporto pubblico su gomma senza sostituirlo ma favorendo eventuali modifiche di percorsi e tracciati, questo perché molto più versatili rispetto ad un'infrastruttura fissa rappresentata da binari.

La mobilità condivisa può e deve lavorare come un'infrastruttura capace di supportare i punti di salita e di discesa delle stazioni/fermate del Trasporto pubblico per poter meglio gestire il flusso di passeggeri sempre crescente dei centri urbani.

L'avvio di una mobilità condivisa richiederà l'allineamento di diversi fattori per la riuscita del processo, sarà necessario operare politiche dei prezzi, di regolazione delle concessioni/convenzioni (taxi-condivisi e taxi-bus) per massimizzare i potenziali benefici introducendo anche servizi alla mobilità condivisa per operare un costante presidio e monitoraggio dei flussi di utenza al fine di verificare se il sistema intermodale “lavora” al suo meglio o necessita di aggiustamenti e rimodulazioni.

II modello di mobilità condivisa urbana proposto dall'International Transport Forum (ITF) simula i viaggi giornalieri dei pendolari utilizzando soluzioni di connettività digitale ed i risultati hanno mostrato come il nuovo modello possa permettere una drastica riduzione dei veicoli in circolazione a cui segue una sostanziale diminuzione delle emissioni ed un allargamento dell'utenza facendo riportare anche miglioramenti negli obiettivi di decarbonizzazione.

I taxi condivisi ed i taxi-bus sono attivati su richiesta, inviati in maniera dinamica e gestiti da un'unità centrale. Il taxi condiviso offre da 4 a 6 posti, è prenotabile in tempo reale e fornisce un servizio da porta a porta muovendosi su tracciati ottimizzati in tempo reale con piccole varianti necessarie per far salire e scendere i passeggeri. Ai taxi bus è invece destinato il servizio di collegamento tra gli angoli delle strade, questi mini bus sono in grado di trasportare dalle otto alle sedici persone ed il loro utilizzo, che deve essere prenotato con almeno 30' di anticipo, avviene lungo percorsi definiti in maniera dinamica dalla centrale.

Il terzo elemento della mobilità condivisa è rappresentato dall'auto messa in comune o “carpooling”. Il servizio organizzato dai conducenti/guidatori prevede di dotare la vettura di strumentazione elettronica dedicata per conoscere in tempo reale i tracciati dalla vettura che si sposta in modalità “carpooling”. La regione lionese fornisce le necessarie infrastrutture per permettere agli utenti di incontrarsi con le loro auto private, per poi lasciarle e raggrupparsi in un solo mezzo. Si tratta di aree dedicate alla sosta e dislocate a non più di un chilometro dalla loro destinazione finale. Per la raccolta dei passeggeri del “carpooling” e prevista la predisposizione, all'interno dell'area urbana, di segnaletica stradale dedicata che indica le fermate di salita/discesa della vettura in esercizio.

Funzionamento del modello di simulazione
Lo scenario di simulazione del tragitto viene generato quando l'utente richiede il servizio. Il sistema assegna all'utente il mezzo più adatto al percorso richiesto derivante dal calcolo delle probabilità che l'utente confermi il mezzo proposto.

Il sistema della centrale incrocia la richiesta con l'offerta di mezzi migliori disponibili sul tracciato. Se l'utente preferisce un taxi bus, come abbiamo accennato, occorre fare una prenotazione 30' in anticipo rispetto all'inizio del servizio fornendo il luogo di partenza del tragitto ed orario.

Il sistema genera dunque un nuovo tragitto con tutte le richieste più recenti allocando e disponendo i clienti in salita sui mezzi già in esercizio sul tragitto od assegnando la richiesta ad un taxi condiviso già in servizio. Nello specifico, il sistema trova la migliore corrispondenza nel servizio di taxi-bus che garantisce almeno il 50% di occupazione della capienza dei posti a sedere (per almeno una parte del viaggio) e un tasso di occupazione medio basato sulla distanza superiore al 25% della capacità del veicolo.

L'area di studio è divisa in una griglia con celle di dimensioni diverse: 1 000 m per 1 000 m, 500 m per 500 m, e 200 m per 200 m, in modo che le parti più dense dell'area di studio siano coperte da cellule più piccole. Le origini e le destinazioni dei viaggi generati sono collegate ai nodi della rete stradale più vicini.

Una volta terminato il viaggio degli utenti, l'agente che rappresenta l'utente lascia il sistema e gli indicatori di simulazione sono generati in un registro di viaggio in modo che possano essere utilizzati per la valutazione del sistema ex post.

Il modello produce informazioni dettagliate sulle origini e le destinazioni di ogni viaggio, il numero di passeggeri imbarcato a ciascuna fermata, orario di arrivo e partenza, tempo di attesa e accesso, tempo di viaggio, trasferimenti e costi associati. Il modello presuppone un metodo di pagamento tramite bonifico basato su app senza transazioni in contanti, consentendo una più facile, sicura e veloce raccolta e consegna dei clienti.relation-between-agents M.jpg

Le criticità che la simulazione intende risolvere
Il sistema della mobilità condivisa dovrebbe incoraggiare l'utenza della regione lionese oltre ad abbandonare l'uso dei veicoli privati, ad una maggiore inclusione sociale, una diminuzione degli incidenti ed un migliore uso dello spazio pubblico.

Se da un lato il numero dei pendolari ed utilizzatori della città di Lione risulta in costante crescita, dall'altro l'Autorità Metropolitana della Grande Lione ha ritenuto di risolvere, con la mobilità condivisa, le debolezze delle aree meno densamente popolate della sua regione dove la copertura del trasporto pubblico locale -TPL è più debole insieme ad una bassa frequenza ed affidabilità del servizio.

La mobilità condivisa, alla luce del progetto di simulazione, pertanto risulta essere per l'Amministrazione di Lione lo strumento capace di colmare la difficoltà di accesso degli utenti delle aree scarsamente popolate delle periferie estreme che necessitano di spostarsi frequentemente verso il centro urbano e che sono spesso dipendenti dall'uso del veicolo privato.

La mobilità condivisa vuole porsi come alternativa ad auto, motociclette taxi e bus, per fornire all'utenza il sistema di trasporto pubblico su rotaia (treno, metro e ferrovia leggera ad alto transito).

Lo scenario rappresentato dalla simulazione cerca di tener conto di tutte le possibili esigenze di pendolari e fruitori della città quasi ad immaginare un sistema di trasporto condiviso calibrato sulle esigenze degli utenti.

Gli scenari proposti dalle simulazioni del rapporto offrono alle autorità i caratteri e le regole con cui potere avviare e governare una reale integrazione fra mobilità condivisa e TPL sia su gomma che su rotaia.

Testo di Sergio Lavacchini

Per approfondire


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