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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 19 giugno 2020

Il nuovo Rapporto Mobilitaria 2020


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La fotografia della mobilità sostenibile si arricchisce di due elementi che l'emergenza ha imposto: l'accelerazione nell'attuare le azioni necessarie al confinamento che ravvisano anche carattere di sostenibilità e l'emotività che ha reso questo processo possibile facendo cadere rigidità e reticenze

Presentato con le modalità che il nuovo corso dell'emergenza ha imposto (streaming) il terzo rapporto “MobilitAria 2020”, realizzato dal gruppo di lavoro Mobilità sostenibile di Kyoto Club e dagli esperti del CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull'Inquinamento Atmosferico), delinea un quadro complessivo sull’andamento della qualità dell’aria e delle politiche di mobilità urbana nelle principali 14 città ed aree metropolitane italiane per l'annualità 2019 e per i primi 4 mesi del 2020.

Le 14 città ed aree metropolitane italiane prese in esame sono: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. Per ogni città sono stati riportati grafici e dati che mettono a confronto i dati sull'inquinamento di CO2, NOx, PM10 e PM2,5 rilevati nel 2018 e confrontati con quelli del 2019 e del primo quadrimestre del 2020.

L'andamento dei dati conferma che in l'Italia, come in altri paesi europei, c'è ancora molto da fare per stare al di sotto dei valori raccomandati dall'Oganizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per tale motivo il CNR-IIA rinnova la necessità di continuare studi e ricerche di presidio per comprendere sempre meglio le cause dell'inquinamento e poter fornire strumenti d'intervento chiari e funzionali ai decisori politici al fine di poter avviare in maniera organica e combinata interventi di strategia nazionale e politiche locali.

Il rapporto introduce in questa edizione tre nuovi elementi di analisi nel tentativo di comprendere cosa è stato fatto in Italia, si sta facendo ed occorrerebbe fare. Il primo elemento riguarda una valutazione sullo stato di avanzamento dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile – PUMS, che entro ottobre 2020, tutte le 14 città di ambito comunale e metropolitano dovranno approvare. Il secondo è incentrato sui possibili interventi da attuare per migliorare la sostenibilità della logistica urbana delle merci ed il terzo è un approfondimento sui mesi appena trascorsi della pandemia ed il relativo confinamento (lockdown), che ha comportato un crollo della mobilità ed un significativo miglioramento della qualità dell’aria come attestano i vari report di ISPRA e di altre agenzie ambientali.

L'inquinante che maggiormente è diminuito rispetto al periodo 2018-19 è il biossido di azoto (NO2) che a Roma ha fatto registrare diminuzioni del 59% durante il mese di Marzo e del 71% nel mese di Aprile, a Torino la diminuzione nei due mesi è del 43% e del 51%. A Milano la riduzione è stata del 29% e del 43% mentre a Napoli sempre per i mesi di Marzo ed Aprile le riduzione sono state del 33% e del 57%. Occorre notare che i valori in discesa sono un carattere delle aree metropolitane che da più anni, non senza difficoltà, si sono impegnate in una valida offerta del Trasporto Pubblico Locale (TPL) perché altre realtà hanno invece visto, nel medesimo periodo, crescere l'uso del mezzo di proprietà nonostante le rigide regole del confinamento.

Come NON tornare alla normalità
La situazione antecedente la pandemia, a cui alcuni propongono di tornare nonostante una serie di problemi e questioni irrisolte, tra le quali ingiustizie sociale e degenerazioni ambientali non adeguatamente affrontate come il cambiamento climatico ed il degrado degli ecosistemi insieme all'emergenza sanitaria, dimostrano che facciamo parte tutti di un medesimo eco-sistema il cui corretto funzionamento richiede un'impostazione diversa dei rapporti tra economia ed ambiente, compreso il sistema dei trasporti.

Nonostante i tempi e le regole per la “ripartenza”, dove il distanziamento fisico e la convivenza con il virus mettono a rischio molte politiche per la mobilità sostenibile, in particolare per quanto riguarda il trasporto pubblico, al contempo si profilano politiche di ri-organizzazione dello spazio, ri-organizzazione del lavoro, ri-organizzazione delle funzioni capaci non solo di far fronte alla situazione attuale, ma di prefigurare, anche per i trasporti, nuovi scenari di sostenibilità e nuove strategie per conseguire i necessari obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti. Durante il periodo di confinamento il tasso di mobilità è diminuito solo del 35% ma i km percorsi sono drasticamente scesi del 90%.

Se da un lato si rende necessario il massiccio uso di risorse per attivare una ripresa in senso ecologico e per contrastare con risolutezza le molte spinte tese ad utilizzare le risorse per tornare alla “normalità”, rimandando a tempi successivi la ripresa e gli investimenti per le strategie di sostenibilità, dall'altro il cambiamento emotivo ha portato ad un maggior grado di responsabilità e di consapevolezza capaci di acconsentire ad aperture e scelte impensabili prima dell'emergenza.

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Mettere a regime i comportamenti rivelati dall'emergenza
Mantenere il lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell'amministrazione pubblica e delle imprese private e sostenerlo anche studiando eventuali vantaggi fiscali è un elemento importante per promuovere il commercio, i servizi online ai cittadini e gli spostamenti di prossimità, riducendo quindi la lunghezza dei viaggi.

Occorre ampliare e differenziare gli orari di accesso negli uffici, nelle scuole ed università per ridurre le ore di punta ed utilizzare al meglio gli spazi ed i servizi disponibili potenziando la mobilità condivisa ed il trasporto pubblico locale (TPL). Bike sharing, scooter sharing e micromobilità elettrica diventano essenziali come servizi per spostarsi in autonomia e distanziati. Precauzioni d'uso e sanificazione saranno fondamentali per la ripresa del carsharing oltre a mettere a disposizione sistemi di infomobilità per incrociare domanda ed offerta in tempo reale.

Con l'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Information and Comunications Technology – ICT) sarà possibile migliorare l'intero sistema di trasporto di persone e cose, allocando i mezzi in modo efficiente (sulla base delle richieste dell'utente e dei suoi reali bisogni) per offrire un servizio di mobilità orientato alla soddisfazione dei viaggiatori. Il coinvolgimento di tutti i mezzi di trasporto impegnati nella sequenza dei tragitti senza soluzione di continuità grazie alla costante analisi dei dati avanzati ed elaborati in tempo reale vedrà realizzato il concetto di mobilità come servizio “Mobility as a Service – Maas”.

Importante sarà l'incremento delle “bike lines” (piste ciclabili realizzate con sola segnaletica stradale pitturata, senza gare di appalto e senza installazione di cordoli o realizzazione di nuovi livelli stradali in laterizio ed inerti per una rapida esecuzione) che dovranno incrementare i collegamenti tra quartieri, periferie e centri storici in sicurezza, accogliendo la crescita della micromobilità elettrica e costituire una fase transitoria verso reti ciclabili strutturali.

Si auspica anche una modifica al codice della strada per la definizione di “casa avanzata” un' area di arresto dedicata alle bici in prossimità di incroci e semafori da realizzare nella parte antistante la corsia dei veicoli a motore, permettendo ai ciclisti di raccogliersi nell'area durante la fase di stop e ripartire tutti insieme davanti e prima delle auto allo scattare del verde. Il rapporto, soprattutto nella fase di ripresa dell'emergenza, sottolinea l'importanza di una migliore riallocazione del TPL sia su gomma che su ferro attraverso lo studio dei flussi di mobilità dell'utenza per rimodulare un'offerta di trasporto che soffra meno dei picchi negli orari di punta e per evitare che le vetture/carrozze trasportino se stesse negli orari di “morbida” (scarso o trascurabile afflusso).

Torna di nuovo a rivestire un ruolo centrale l'elemento del tempo e degli orari nelle città e nelle aree suburbane/metropolitane. In quest'ottica il rapporto di mobilitaria 2020 conferma l'importanza del ruolo dei Mobility Manager aziendali che dovranno mettere in relazione la distribuzione temprale degli spostamenti, con una gestione della mobilità condivisa (bike-sharing, carpooling, carsharing), promuovere l'istituzione di trasporti collettivi dedicati a dipendenti e studenti che sono posti al centro della mobilità attraverso l'offerta di servizi flessibili come i MaaS (Mobility as a Service).

Il confinamento ha messo in evidenza l'importanza della logistica e dei suoi operatori. Il servizio ha avuto incrementi significativi e le mancate consegne sono state quasi nulle garantendo attraverso la digitalizzazione dell'intero processo il distanziamento sociale richiesto, anche nella fase di consegna. Gli elementi che il rapporto suggerisce per la predisposizione di una logistica urbana sostenibile sono piazzole di sosta prenotabili e non più fisse, in grado di essere liberate per altri usi nelle altre parti del giorno, centri di distribuzione di prossimità ed installazione di armadi con serrature “locker” ad esempio vicino alle stazioni ferroviarie per i pendolari ed utilizzatori dei centri urbani. In questa direzione si prefigurano iniziative di sostegno e sviluppo della logistica a pedali o “cargo-bike” con la creazione di piazzole e stalli dedicati, realizzati in prossimità delle piste ciclabili.M Confinamento.jpg

Tendenze e visioni
Monitoraggio su reti, offerta di servizi, strumenti di regolazione, tecnologie, programmazione e ridistribuzione di tempi ed orari, innovazioni, domanda di mobilità e dei dati sulla qualità dell'aria, rumore, congestione, sicurezza stradale, consumo di carburanti, emissioni di CO2, modifiche insediative, dovranno essere tutti elementi di studio ed entrare in relazione con i dati derivanti dai risultati dei PUMS e dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) per fornire nuove strategie gestionali delle città metropolitane.

Il rapporto indica su quali elementi poter agire per migliorare l'accesso alla aree urbane e periurbane aumentando la disponibilità di strumenti e mezzi, abbandonando il concetti di concorrenza fra questi a favore di una sempre maggiore e progressiva integrazione. Alle iniziative di carattere locale occorre che si contemperino iniziative nazionali nella stessa direzione. Gli aiuti di sostegno al comparto industriale della meccanica ad esempio dovrebbero incentivare la transizione al motore elettrico, una politica industriale questa che apporterebbe un contributo fattivo e reale all'abbattimento delle emissioni, accelerando l'uscita dell'era fossile anche dai trasporti.

Testo di Sergio Lavacchini


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