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Venerdì 20 marzo 2020

Come è andata la stagione balneare 2019 in Toscana


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Disponibile il report con un'analisi dettagliata di tutti i dati disponibili. La classificazione delle aree di balneazione per la stagione balneare 2020.

È disponibile il consueto report con l'analisi dei dati dei controlli effettuati durante la stagione balneare 2019 e la proposta di classificazione delle aree di balneazione per la stagione balneare 2020.

La stagione balneare 2019 è stata caratterizzata, come negli ultimi anni, da un'elevata qualità delle acque ed i casi di non conformità sono stati leggermente meno che nel 2018, anche se ancora molti di più rispetto al biennio 2016-17: 47 campioni totali non hanno rispettato i limiti (2.7% sul totale di quelli prelevati), a fronte di 51 nel 2018 e quasi la metà nel biennio precedente (22 nel 2016 e 19 nel 2017).

Nonostante il numero totale sia inferiore, questi episodi hanno interessato molte più aree di balneazione del 2018 (37 contro 29), che coprono quasi 39 km di costa (erano 32 km).

Anche i casi di inquinamento con concentrazioni microbiche particolarmente elevate nel 2019 si mantengono su numeri superiori al 2018 (16 invece che 13), che già erano il triplo del 2017 (4), con una incidenza relativa ancora più evidente (37% dei fuori norma totali).

Durante la stagione balneare 2019 le condizioni meteorologiche sono state abbastanza instabili con abbondanti precipitazioni in tutto il periodo primaverile, ma con episodi anche intensi a carattere locale nei mesi più caldi (luglio-agosto).

Di conseguenza, durante tutti questi episodi vi è stato un apporto di carichi inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana che hanno messo in evidenza problematiche non risolte del sistema di collettamento e trattamento delle acque reflue.

Queste criticità, unitamente a rotture e/o malfunzionamenti dei sistemi di trattamento e collettamento delle acque reflue, sono state la causa di tutti i divieti temporanei di balneazione rilevati nel 2019, soprattutto tra aprile e maggio, nelle aree del litorale apuo-versiliese (Carrara, Massa, Montignoso, Camaiore, Pietrasanta e Viareggio), in quelle del litorale pisano (Pisa, San Giuliano e Vecchiano) e livornese (Livorno e Cecina), dell’Isola d’Elba Marciana e Marciana Marina) e della maremma meridionale (Capalbio, Castiglione d. P., Grosseto e Orbetello).

La qualità delle aree di balneazione nel 2019 si è mantenuta ad un livello “eccellente” con quasi il 97% delle aree (262 su 274) ed oltre il 99% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe, sostanzialmente stabile rispetto al 2018, confermando il miglioramento significativo rispetto al quadriennio precedente 2014-17 (93% delle aree).

Anche la distribuzione nelle varie classi conferma i dati del 2018, perché un ugual numero (5) di aree “buone” passano ad “eccellente” e viceversa.

Bisogna, però, segnalare due casi negativi, entrambi localizzati nell’area urbana di Livorno: 1 area (“Accademia Sud”) peggiora significativamente da “eccellente” a “sufficiente” ed 1 area (“Rio Felciaio”), dopo 2 anni, torna ad essere “scarsa” (da “sufficiente”).

Osservando la distribuzione territoriale delle variazioni di classe, si può notare come nella costa settentrionale, la riviera apuana abbia mantenuto il miglioramento raggiunto nel 2018 (100% di eccellenza), mentre in Versilia si sia fatto un piccolo passo indietro tornando a 4 aree in classe “buona” da 1 del 2018, con il 19% di aree non eccellenti a fronte di una media regionale di 3,4%.

Le zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua, anche nelle altre parti della Toscana: tutte le 7 aree in classe “buona” e cioè “Foce Fosso dell'Abate” a Camaiore, “Foce fosso Fiumetto” e “Fiumetto Nord” a Pietrasanta, “Fosso dell’Abate Sud” a Viareggio, “Lato Nord foce fiume Bruna” a Castiglione della Pescaia, “Lato Sud foce fiume Albegna” a Orbetello e “Nord-Ovest Gora” a Follonica ed il “Rio Felciaio” a Livorno in classe “scarsa”.



Nel 2019 per gli 11 divieti permanenti per motivi igienico sanitari presenti in Toscana si è rilevato un generale aumento delle contaminazioni rispetto al 2018: su 66 campioni analizzati il 43% (29) ha evidenziato valori al di fuori dei limiti normativi ed in oltre il 55% si sono avute concentrazioni da 2 a 10 volte superiori ai limiti.

Le situazioni peggiore sono state riscontrate presso la foce della fossa Maestra (Carrara) e dei torrenti Brugiano e Magliano (Massa), con il 100% dei prelievi non conformi, mentre con circa un terzo dei campioni contaminati risultano il torrente Parmignola (Carrara), il torrente Frigido (Massa), il fiume Morto (Pisa) e la Gora delle Ferriere (Follonica).

Un solo episodio di inquinamento è stato rilevato a Lillatro (Rosignano M.mo) ed alla foce torrente Versilia (Montignoso). Solo a Torre Nuova tra San Vincenzo e Piombino ed alla foce del Canale Solmine a Follonica non si è mai rilevato alcun caso di inquinamento, ma per motivi diversi (episodi di contaminazione recente e presenza di scarichi potenzialmente inquinati) non si ritiene vi siano ancora le condizioni per una loro riapertura alla balneazione.

Ormai da alcuni anni in Toscana non si hanno importanti fioriture di Ostreopsis ovata, nonostante le condizioni ambientali siano state molto diverse nelle ultime stagioni: 2016 e 2017 calde e secche, 2018 e 2019 variabili con precipitazioni sparse. Nel 2019 solo di rado si sono create condizioni ambientali favorevoli (temperature elevate e scarso idrodinamismo) alla proliferazione di O. ovata lungo il litorale toscano e non sono mai state molto durature. Di conseguenza, non si è rilevata alcuna vera fioritura, ma solo alcuni aumenti delle concentrazioni di O. ovata in colonna d'acqua in momenti diversi nelle varie zone controllate del litorale apuano e livornese. In tutti questi casi, però, i valori raggiunti (compresi tra 12'000 e 31'000 cell/L), non essendo stato associati a “condizioni meteo-marine favorevoli ad uno sviluppo della fioritura per un prolungato periodo”, non hanno determinato alcuna allerta.

In tutti gli altri controlli lungo il litorale apuano, pisano e livornese le concentrazioni si sono mantenute spesso ampiamente al di sotto del valore guida (10'000 cell/L), pur con una maggiore variabilità rispetto agli anni precedenti (circa un terzo di valori compresi tra 1’000 e 9'900 cell/L).


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