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Lunedì 23 settembre 2019

Arte e ambiente: un cetaceo di 12 metri all'Orto Botanico di Firenze


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Presentata al Giardino dei Semplici l'installazione artistica "Il Capodoglio Giovanni", fase conclusiva di Whale Hub, un progetto sul tema dell’inquinamento in mare

Nel pomeriggio di venerdì 6 settembre 2019 si è tenuta nell'aula magna del Rettorato dell'Università di Firenze la presentazione dell’installazione artistica di Edoardo Malagigi: un capodoglio della lunghezza di 12 metri, realizzato a partire da circa 2.200 imballaggi di scarto dai quali sono stati ricavati circa 4.500 elementi ondulati assemblati insieme per costruire l’animale.

Il materiale non è stato scelto a caso, ma in funzione del messaggio che l’opera intende veicolare, è infatti il poliaccoppiato, più comunemente conosciuto col marchio tetra pak, che è costituito da tre elementi: carta, plastica e alluminio. La prima facilmente riciclabile, mentre è solo da poco tempo che esiste la tecnologia per smaltire correttamente e separare la plastica dall’alluminio, tecnologia che richiede processi più complessi e costosi.

capodoglio primo piano

L'installazione riproduce in scala 1:1 un animale realmente esistente, un giovane maschio sui 25 anni che nel 2016 è stato rintracciato dall’Istituto di ricerca Tethys nel Santuario Pelagos e soprannominato dai ricercatori "Giovanni". Un'opera di denuncia della fragilità dell'ecosistema marino, costantemente minacciato dalle attività antropiche tra cui l'inquinamento da rifiuti in plastica.

La realizzazione di questo cetaceo artificiale ha infatti coinvolto tante realtà provenienti dal mondo dell'arte, della ricerca scientifica e anche dal mondo dell'industria, i cui rappresentanti erano presenti in aula magna a raccontare la storia e la comunanza di interessi di mondi diversi che ha portato tante persone a riunirsi in una giornata piovosa al Giardino dei Semplici.

capodoglio GiovanniAlla cerimonia erano presenti tra gli altri, il rettore Luigi Dei, il presidente del Sistema Museale di Ateneo Marco Benvenuti ed il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori.

Alla creazione dell'opera hanno partecipato giovani artisti e volontari provenienti dall'Accademia di Belle Arti di Firenze e con la collaborazione dell'associazione culturale CUT | Circuito Urbano Temporaneo. Sotto la guida del professor Malagigi hanno trascorso l'estate incollando i pezzetti di alluminio degli imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata sulla struttura metallica a forma di cetaceo, come vi avevamo già raccontato in occasione dell'intervista al professore.

capodoglio visto da dietroIl capodoglio non si pone solo un’opera a sé stante, ma costituisce la quarta e ultima fase di Whale HUB, un progetto nato per veicolare conoscenze scientifiche tramite linguaggi artistici e per aumentare la visibilità della Sala della Balena del Museo di Geologia e Paleontologia del Sistema Museale di Ateneo, all’interno del bando Valore Museo promosso dalla Fondazione CR Firenze.

Valeria D'Ambrosio, curatrice insieme a Stefania Rinaldi, nel suo intervento ha sottolineato come Giovanni costituisca un bel connubio tra arte e scienza, due facce dell'ingegno umano unitesi per promuovere una cultura delle buone pratiche in cui la cittadinanza è coinvolta anche dall'arte contemporanea, non più vista come un prodotto ma come un processo in fieri, che ci richiama all'impellente necessità di proteggere l'ecosistema marino.

ospitiUn cambiamento di paradigma che non coinvolge solo i singoli cittadini ma che chiama in causa anche le attività produttive. È ad HERAmbiente che si deve la fornitura dei materiali di recupero e lo spazio artistico in cui è stato costruito il capodoglio. Un'impresa che aveva già avviato con Malagigi il progetto Scart legato alla coscienza ambientale, come riferito alla conferenza da Maurizio Giani, AD dell'azienda. Lo stesso ha annunciato che dopo il periodo di esposizione all’Orto Botanico, il Capodoglio Giovanni si sposterà a Rimini per partecipare a Ecomondo, la fiera per l'innovazione industriale e la tecnologica dell'economia circolare per continuare a condividere la cultura del riuso e del riciclo per poi spostarsi verso altri lidi.

inaugurazioneAlla conferenza di inaugurazione ha partecipato anche l'ammiraglio Giovanni Pettorino, ispettore capo della Guardia Costiera, che ci ha tenuto a specificare il motivo del suo ruolo in quella circostanza e del coinvolgimento del corpo della Guardia Costiera che ha tra i suoi doveri non solo la ricerca e il soccorso in mare, ma anche la tutela e la protezione dell'ambiente marino.

Il capodoglio ha infine idealmente preso la parola, tramite l'intervento della biologa marina Sabina Airoldi, direttrice dei programmi di ricerca Tethys. La dottoressa Airoldi ha prestato la voce a Giovanni per raccontare la storia del giovane cetaceo che vive nell'area protetta Pelagos. Un'area marina di circo 90mila km2 che dall'Arcipelago Toscano arriva in Sardegna e fino in Francia, rifugio dei cetacei del Mediterraneo ma non priva di minacce: dal traffico marittimo, con conseguente inquinamento acustico, fino alla pervasiva presenza di plastica e microplastiche, che debilita fortemente il sistema immunitario degli animali.

A concludere la conferenza ci hanno pensato Adrian Fartade e Willy Guasti, youtuber e divulgatori scientifici, che hanno parlato di inquinamento, cambiamenti climatici, evoluzione e filogenesi dei cetacei, invitando la platea ad impegnarsi per la difesa del pianeta e di tutti i suoi abitanti, non solo nelle aule dall’acustica perfetta ma soprattutto nella vita quotidiana.

pubblicoAlle ore 18 l’attenzione è stata rivolta tutta ai protagonisti della giornata: l’installazione Il Capodoglio Giovanni e il suo creatore il maestro Malagigi. Nella cornice dell’Orto Botanico “Giardino dei Semplici” con il suo discorso il professore ci ha tenuto a ringraziare tutti i suoi collaboratori, alcuni lì presenti, che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera con entusiasmo e dedizione e a sottolineare il messaggio di cui Giovanni è portatore, un messaggio forte di coinvolgimento di tutti per la salvaguardia di un animale in pericolo, simbolo di un pianeta in pericolo.

Giovanni rimarrà esposto all'Orto Botanico e sarà visibile fino al 6 ottobre 2019, prima di proseguire nel suo viaggio di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento del Mediterraneo.

Approfondimenti sul progetto Whale HUB, sull’associazione CUT e sull’Istituto di ricerca Tethys.

Testo e foto di Giulia Casasole


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