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Mercoledì 11 settembre 2019

Malattie correlate all'esposizione al rumore: linee guida OMS 2018


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Esaminati il traffico stradale, ferroviario, aereo, pale eoliche, locali pubblici e ambienti-dispositivi utilizzati per il tempo libero (palestre, pub, giochi)

L’ultimo congresso ministeriale europeo su inquinamento e salute, svoltosi nel 2010 a Parma, aveva focalizzato l’attenzione sulla necessità di definire nuove direttive e linee guida anche riguardo all’inquinamento acustico, su richiesta degli stati membri dell’Unione Europea nei confronti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: questo aggiornamento voleva mirare ad un’analisi dettagliata, nell’ambito della moderna collettività, degli eventuali danni da rumore sulla salute personale.

In virtù della progressiva trasformazione della società e degli stili di vita, tutto ciò che ruota intorno all’individuo si modifica e si rinnova continuamente per mano dell’uomo stesso.

Quali sono le malattie associabili all’inquinamento acustico nell’attuale realtà sociale?

Secondo la ricerca guidata da Germania e Svizzera in ambito non solo europeo ma mondiale e pubblicata nel 2018, le potenziali conseguenze sul nostro organismo possono essere molteplici e ovviamente variabili.

Non riguardano il sistema uditivo, ma coinvolgono piuttosto altri apparati, i quali subiscono maggiormente lo stress cronico di un rumore di fondo sporadico ma ripetitivo, che per l’orecchio stesso invece non costituisce un problema.

Le condizioni “rumorose” considerate nocive sono quelle a lungo termine, si parla di decenni, e associate ad ambienti esterni, pubblici, in cui ci troviamo a vivere in maniera incostante ma frequente: quelli esaminati più recentemente sono il traffico stradale, ferroviario, aereo, pale eoliche, locali pubblici e ambienti-dispositivi utilizzati per il tempo libero (palestre, pub, giochi).

Per ogni tipo di fonte sonora sono stati stabiliti limiti che si raccomanda di non superare, in modo assoluto o relativo, in relazione alla gravità degli effetti che si è osservato poter scatenare sulla salute.

Il rischio relativo da parte della popolazione è subire una sovrastimolazione acustica a lungo termine e sviluppare, anche a distanza di anni, una predisposizione a determinate patologie, a causa proprio di una mancata integrazione dei limiti sonori tra vecchi e nuovi dispositivi ed ambienti con cui ci relazioniamo tutti i giorni.

È fondamentale però sottolineare che il danno consiste sempre nel creare una condizione fisica o psichica favorevole o predisponente a certi tipi di malattie e mai di una causa diretta e assoluta.

Uno sguardo generale definisce come ambiti clinici “cruciali” o comunque più impattanti sulla salute il sistema cardiovascolare e quello neurologico, ovvero rispettivamente la malattia coronarica cardiaca (come infarto e angina pectoris) e disturbi sull’attenzione e sulla memoria.

Con un’associazione più debole sono stati inoltre individuati possibili conseguenze sulla gravidanza, una potenziale comparsa di malattie metaboliche come diabete ed obesità e infine un peggioramento della qualità di vita in termini di benessere psicosociale.

Gli eventuali danni sono stati esaminati separatamente per ogni fonte di rumore: anche se spesso dalle ricerche emergono dati ancora poco significativi, i dati hanno permesso di calcolare per ciascuna fonte i limiti in intensità sonora (dB) che si consiglia di non sorpassare.

Lo studio degli effetti attraverso intensità sonore progressivamente crescenti di 1 solo decibel ha garantito una maggior precisione rispetto alle linee guida precedenti.

Nello specifico, il traffico stradale non dovrebbe superare un livello medio di 53 dB nelle 24 ore, con limite notturno a 45 dB.

Le conseguenze sulla salute evidenziate in questo caso interessano soprattutto la circolazione coronarica, quindi una condizione più favorevole a infarto o ischemia cardiaca, ma anche una condizione di stress psicofisico o fastidio generale che a sua volta si può riversare in diversi ambiti, il primo dei quali il disturbo del sonno.

Per quel che riguarda il traffico ferroviario la soglia raccomandata è 54 dB medi sempre in 24 ore, con un massimo di 44 dB durante la notte. Le conseguenze riportate corrispondono a situazioni di fastidio, stress e sonno irregolare.

L’analisi dei danni da traffico aereo descrive ancora condizioni di disturbo generalizzato psicofisico, in più evidenzia lievi alterazioni nella capacità di attenzione alla lettura e all’ascolto, specialmente nei bambini.
Si raccomanda di non superare i 45 dB medi in 24 ore e i 40 dB nella notte.

Sono state introdotte anche le pale eoliche come nuova fonte di rumore pubblico, in vista di un progressivo aumento del numero futuro, dato l’aspetto innovativo dal punto di vista ecologico e la cui rumorosità non dovrebbe oltrepassare il 45 dB medi nell’intera giornata. In questo caso gli studi ancora non riportano dati definitivi e comunque i risultati dello studio non erano significativi.

Lo stesso vale per il rumore ludico, locali pubblici, divertimento, dispositivi per tempo libero e sport: le prove per il momento non sembrano dimostrative di conseguenze certe.

Ogni effetto sulla salute dipende, in modo direttamente proporzionale, dal livello di superamento del limite consentito e dal tempo di esposizione, ma nonostante le soglie permesse dalla legge siano già state stabilite, tanta strada deve essere ancora percorsa riguardo al ruolo dell’inquinamento acustico su ogni diversa patologia.

Da qui scaturisce la necessità di apportare modifiche tecniche a strumenti, dispositivi, ambienti pubblici, allo scopo di ammortizzare il rumore e ridurre i danni sul nostro organismo.

Meriterebbe un approfondimento a parte l’osservazione nel tempo della riduzione dei danni una volta ridotte le intensità sopraliminari.

Le linee guida, in generale, sono comunque continuamente sottoposte a modifiche e la ricerca in questo senso si deve muovere all’unisono con la trasformazione della società.

Per approfondire leggi "Environmental Noise Guidelines for the European Region"

Testo di Alessia Marcocci


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