Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2019 080-19

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 09 Agosto 2019

Vivaismo e fitofarmaci


RSS

Il punto di vista del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia

La presenza dei fitofarmaci nelle acque del comprensorio pistoiese, di cui abbiamo parlato in diversi articoli (I fitofarmaci nei corpi idrici del pistoiese, Acque superficiali in Valdinievole: elementi di qualità e valutazione dello Stato Chimico ed Ecologico, Fitofarmaci: criticità elevata nel pistoiese), ha trovato eco sui media ma è anche stata oggetto di attenzione da parte dello stesso settore vivaistico.

Infatti, nell'ottobre scorso, il Presidente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, Francesco Mati, in accordo con il Presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani, si è rivolto ai Presidenti e Direttori delle Associazioni di Categoria (CIA, Coldiretti, Confagricoltura), con una sorta di "lettera-appello", affinché tutti gli operatori economici siano:

Al Presidente del Distretto, Francesco Mati, abbiamo posto alcune domande.

Il prossimo PAN 2019-2023 (Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) dovrebbe contenere  indicatori per quantificare oggettivamente il progredire verso un'agricoltura "sostenibile" (agricoltura biologica in ettari, agricoltura integrata certificata, riduzione/eliminazione di alcune sostanze attive in kg/ettaro), a questo proposito, il vostro distretto nel quinquennio precedente ha monitorato indicatori di questo tipo?

Abbiamo recepito in pieno il concetto di lotta Integrata, resa obbligatoria dal decreto legislativo 150 del 2012, ma per quanto riguarda i prodotti fitosanitari, laddove non ci siano alternative diverse, ribadiamo che siamo fruitori di ciò che la legge consente di utilizzare. Sappiamo bene che le molecole per il nostro settore sono vecchie e numericamente limitate rispetto all’agricoltura tradizionale, di questo abbiamo parlato alla Commissione Agricoltura al Senato e recentemente al Ministero dell’Ambiente. Adesso stiamo lavorando al PID regionale orientato a migliorare le attrezzature, la cultura ambientale e il coinvolgimento di agronomi per migliorare la sostenibilità della produzione.

Avete già dei dati di diffusione di alcune delle buone pratiche richiamate nel vademecum? Quale programma vi siete dati per tenere sotto controllo l'evoluzione nel prossimo periodo?

Il monitoraggio di ARPAT è per noi uno strumento di controllo fondamentale, saranno i dati delle analisi a dire se stiamo operando bene o meno. Logicamente il nostro interesse è dialogare con le aziende, specialmente quelle più critiche, per dimostrare loro che si può produrre in modo remunerativo guardando contemporaneamente alla sostenibilità ambientale. Monitorare 1452 aziende risulta abbastanza complesso, per questo mi sono appellato anche alle associazioni di categoria affinché siano maggiormente presenti nel suggerire pratiche alternative.

In altri distretti agricoli alcune misure del tipo di quelle proposte dal vostro vademecum sono diventate cogenti attraverso il piano regionale o provinciale di tutela delle acque: come giudicate questa possibilità?

Roma non è stata costruita in pochi giorni, a mio personale avviso occorre un ragionevole periodo di transizione/formazione/educazione per preparare la massa di piccole aziende. Imporre regole nella fase transitoria potrebbe essere pericoloso per la remunerabilità dell’attività produttiva nel suo complesso.

Oggi la normativa rende molto libera la registrazione dei trattamenti (30 giorni di tempo per riportarli sul registro) e la possibilità di registri cartacei rende questi dati non utilizzabili. La Regione Toscana sta predisponendo una banca dati on-line per la registrazione dei trattamenti: come valutate questa possibilità? Ritenete che una stretta sui tempi di registrazione dei trattamenti potrebbe essere utile per migliorare l'attenzione nel vostro settore alle buone pratiche? quali sono le difficoltà che porrebbe?

Vale anche in questo caso il punto precedente. Auspico in una semplicità di gestione, i dati sarebbero utili a tutti, ma le aziende sono già molto caricate di burocrazia. Mi sentirei di chiedere prima alcune semplificazioni. Magari si potrebbe immaginare un periodo di prova, sicuramente ci saranno aziende disponibili a una sperimentazione, sperando comunque che i tempi di registrazione prevedano almeno 10-15 giorni. Quasi sempre chi è addetto alle registrazioni del quaderno di campagna è oberato anche da altre attività aziendali e pratiche registrative.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




— archiviato sotto: , , ,
Azioni sul documento
Strumenti personali