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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 02 Agosto 2019

Stato ambientale del sito ex Decoindustria a Cascina (PI)


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Completata la Messa In Sicurezza di Emergenza ed eliminato il rischio ambientale immediato

Nel mese di giugno 2019 sono stati completati dal Comune di Cascina i lavori di svuotamento e smantellamento dell'ultimo serbatoio, denominato D6, presente presso il sito ex Decoindustria srl in località Santo Stefano a Macerata. Tale operazione rientra nell'ambito del protocollo d'intesa stipulato tra il Comune e la Regione Toscana, che finanzia l’intervento.

Lo stabilimento è stato chiuso nel gennaio 2006, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli, per traffico illecito di rifiuti pericolosi. Il serbatoio D6, che conteneva solventi organici estremamente infiammabili post-distillazione e fortemente odorigeni, costituiva la sorgente del caratteristico odore dolciastro di solvente avvertibile in prossimità del sito.
Sin dall'inizio delle operazioni di rimozione dei serbatoi contenenti rifiuti pericolosi e non, avviate nel 2007, ARPAT aveva evidenziato la necessità di rimuovere prioritariamente tale serbatoio, considerando sia il contenuto sia la vicinanza di abitazioni e di un plesso non scolastico per l’infanzia.

terreni-coltivati-limitrofi-sito-decoindustria-giugno-2019.jpgCon la recente operazione, è stata dunque completata la Messa In Sicurezza di Emergenza (MISE) ed eliminato il rischio ambientale immediato. Il prossimo step prevede l'effettuazione della caratterizzazione dello stato ambientale del sottosuolo, per valutare l'entità della contaminazione dovuta all'attività pregressa della Decoindustria, fase preliminare alla successiva bonifica del sito. Ciò assume una rilevanza ancora più marcata, vista la presenza di terreni coltivati nelle zone limitrofe al sito, sui lati occidentale e settentrionale (vedi immagine a fianco).

Al riguardo il personale ARPAT, ad ottobre 2017, aveva eseguito un monitoraggio delle matrici Suolo (S1-S8) ed Acque superficiali (W1-W3) all’interno ed all’esterno del sito in questione. Nella cartografia sottostante sono riportati i punti di prelievo.

punti-prelievo.jpg

fasi-campionamento-arpat-30-ottobre-2017.jpgNon avendo ARPAT gli strumenti per effettuare i sondaggi dei terreni, l’indagine fu limitata al prelevamento di materiale superficiale e, per questo, le concentrazioni misurate sono da considerarsi puramente indicative. Inoltre non fornirono informazioni sullo stato ambientale del sottosuolo. I risultati evidenziarono la presenza di una contaminazione dovuta ad elevate concentrazioni di diversi parametri (metalli e composti organici).

Nella seguente tabella sono riassunti i risultati del monitoraggio.

risultati-monitoraggio.jpg

I risultati qui riportati, che non costituiscono né sostituiscono una caratterizzazione dello stato ambientale del sottosuolo dell’area in questione, a cui si rimanda per una valutazione completa, furono però tali da far inserire il sito nel sistema dei siti regionali contaminati (SISBON).

Testo di Andrea Villani, Fabrizio Franceschini e Laura Senatori


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