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Giovedì 04 luglio 2019

Acque superficiali nel comprensorio pratese: valutazione dello Stato Chimico ed Ecologico


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La qualità delle acque superficiali nel comprensorio pratese è influenzata dai contaminanti chimici del settore tessile

Tutti i principali corsi d’acqua del territorio toscano vengono regolarmente monitorati per la valutazione dello stato ecologico e chimico e per l’individuazione delle criticità che potrebbero pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo ambientale fissato dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE.

Nel comprensorio pratese sono stati individuati 14 corpi idrici superficiali fluviali (vedi tabella sotto) sui quali viene effettuata una complessa serie di attività comprendenti, per lo stato ecologico, la rilevazione di elementi di qualità biologica (macroinvertebrati, diatomee, macrofite – D.M. 260/2010) oltre ad alcuni elementi chimico e chimico-fisici, mentre per lo stato chimico il monitoraggio prevede la ricerca degli inquinanti specifici elencati nel D. Lgs. 172/15. I corpi idrici possono essere un intero torrente o una porzione di un corso d’acqua nel caso dei fiumi più grandi.

Sottobacino di riferimento Denominazione del corpo idrico Denominazione sezione inizio corpo idrico Denominazione sezione fine corpo idrico Codice MAS (Monit. Acque Superficiali) Ultima campagna monitoraggio
Fiume Reno T. Setta - - MAS 985 2012
Fiume Bisenzio F. Bisenzio monte Sorgente Località Il Fabbro MAS 552 2018
F. Bisenzio medio Località Il Fabbro Confluenza Torrente Marinella MAS 125 2018
F. Bisenzio valle Confluenza Torrente Marinella Confluenza Arno – Signa (FI) MAS 126 2018
Torrente Carigiola - - MAS 2030 2012
Torrente Fiumenta - - MAS 972 2018
Torrente Ombrone T. Ombrone monte Sorgente (PT) Confluenza T. Vincio di Montagnana (PT) MAS 128

2018

T. Ombrone medio Confluenza T. Vincio di Montagnana (PT) Confluenza T. Calice MAS 129 2018
T. Ombrone valle Confluenza T. Calice Confluenza Arno MAS 130 2018
T. Bagnolo - - - -
T. Bardena - - - -
T. Calice - - - -
T. Elzana - - - -
T. Agna – A. della Docciola - - MAS 511 2016

La qualità dei fiumi si basa sulla valutazione dello stato Stato Chimico e dello Stato Ecologico che devono raggiungere lo stato di Buono previsto dalla suddetta Direttiva Quadro sulle acque. La classe di Stato Ecologico è data dal risultato peggiore tra quelli ottenuti dalle componenti monitorate. Vale il principio quindi del “one out – all out”, cioè la classificazione viene determinata dalla componente che ottiene la classificazione più bassa. Analogamente per lo Stato chimico, il superamento di valori limite o della concentrazione media annua anche di una sola sostanza compresa nell’elenco degli inquinanti specifici del D. Lgs. 172/15 determina uno Stato chimico non Buono.

La valutazione dello stato ecologico e chimico viene effettuata annualmente per i corpi idrici principali che presentano i maggiori impatti e pressioni (F. Bisenzio - T. Ombrone nel comprensorio pratese) e comunque le elaborazioni previste per corpi idrici monitorati vengono poi estese all’intero reticolo sulla base di criteri di omogeneità (gruppi di monitoraggio).

L’individuazione dei parametri da rilevare e la loro frequenza viene stratificata su base triennale tenendo conto delle analisi delle pressioni e degli impatti.

Dopo un primo triennio 2013-2015 di valutazioni, il 2018 segna il termine del secondo triennio 2016-2018: in ogni caso il dato triennale dello stato ecologico e chimico deriva dal dato peggiore registrato nei vari anni di monitoraggio.

I risultati delle classificazioni degli ultimi anni hanno consentito di ricostruire un quadro conoscitivo approfondito del reticolo idrografico pratese e degli impatti generati dalle principali pressioni antropiche puntuali e pressioni antropiche diffuse e di seguito presentiamo le valutazioni inerenti F. Bisenzio e T. Ombrone.

risultati-classificazioni.jpgCome è possibile vedere in tabella soltanto i corpi idrici più a monte (MAS 552 Bisenzio monte e MAS 128 Ombrone monte) riescono a raggiungere l’obiettivo di qualità ecologica di Buono che attesta ancora condizioni ambientali in grado di ospitare comunità viventi ben diversificate con solo parziali alterazioni nella composizione ed abbondanza delle specie, imputabili alle seppur ridotte pressioni antropiche sugli elementi chimico-fisici e idromorfologici.

Interessante osservare come nel triennio 2013-2015 lo Stato Ecologico del F. Bisenzio Monte - MAS 552, non raggiungesse lo Stato Buono non tanto a causa di criticità inerenti le comunità biotiche ma a causa di uno specifico inquinante 3,4 Dicloroanilina la cui concentrazione ha superato nel 2013 lo standard di qualità ambientale. La determinazione dello Stato Ecologico si basa prioritariamente sull’analisi delle comunità biotiche presenti nel corpo idrico, ma tiene conto anche di alcune sostanze chimiche (tra cui la 3,4 Dicloroanilina) nonché della concentrazione dei nutrienti e della percentuale di saturazione dell’ossigeno disciolto.

Nonostante la ricerca di questo composto nelle campagne di monitoraggio degli anni successivi non è più stato rinvenuto per cui la presenza nel 2013 si è ritenuta occasionale e sporadica.

Se, dal punto di vista ecologico, almeno i tratti di monte conservano caratteristiche tali da consentire il raggiungimento degli obiettivi di qualità, altrettanto non si può dire per quanto riguarda lo stato chimico: infatti la totalità dei corpi idrici monitorati presenta valori di inquinanti di origine antropica non compatibili con il Buono stato chimico.

I dati regionali riportano come il 33% ca. dei corpi idrici toscani raggiunga l’obiettivo di qualità di Buono per lo stato ecologico ed in questo senso i dati riportati per il F. Bisenzio ed il T. Ombrone sono perfettamente in linea (dati Annuario 2018 dei dati ambientali della Toscana).

Per lo stato chimico viceversa, mentre il 63% ca. dei corpi idrici toscani risulta in stato Buono, nessuno dei corpi idrici monitorati nel comprensorio pratese consegue tale stato.

Gli inquinanti che determinano lo Stato Chimico Non Buono sono ricorrenti sia nel F. Bisenzio che nel T. Ombrone ed in particolare si segnalano: mercurio, tributilstagno e acido perfluoroottansolfonico (PFOS).

Il mercurio è un inquinante ubiquitario la cui presenza nei corpi idrici è imputata sia a fonti antropogeniche che naturali e si ritrova sostanzialmente in tutti i corpi idrici in cui è suddiviso il F. Bisenzio ed il T. Ombrone, oltre che in numerosi altri fiumi toscani.

Il tributilstagno, tradizionalmente utilizzato in vernici antivegetative per natanti, è presente come antimicotico in vari prodotti di consumo inclusi tappeti e vari materiali tessili per cui la sua presenza potrebbe essere legata a processi produttivi che nel comprensorio pratese “trattano” materiali soprattutto di provenienza estera .

mappa-mas.jpgARPAT negli ultimi anni ha avviato una importante campagna di ricerca dei composti perfluorurati (PFAS) nelle acque, responsabili di gravi situazioni di inquinamento che hanno avuto anche notevole eco mediatica come ad es. il caso delle acque di falda in Veneto.

Questi composti perfluorurati vengono impiegati, oltre che per i contenitori per alimenti e le superfici antiaderenti per le padelle, nell’industria tessile come impermeabilizzanti per l’abbigliamento, in particolare sportivo, e tra essi l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS) è stato frequentemente rinvenuto sia nelle acque del Bisenzio che in quelle dell’Ombrone.

Tra le altre sostanze che concorrono al non raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE vanno segnalati anche i fitofarmaci ed in particolare l’erbicida Glifosate ed il suo metabolita AMPA che risultano presenti in entrambi i suddetti corsi d’acqua con concentrazioni superiori allo standard di qualità ambientale.

Testo di Leonardo Lapi con la collaborazione di Luca Ranfagni


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Azioni sul documento

Troppi dubbi !

Inviato da Stefania Calleri il 04/07/2019 10:36
Leggo nell'articolo di ARPAT : "Il tributilstagno, tradizionalmente utilizzato in vernici antivegetative per natanti, è presente come antimicotico in vari prodotti di consumo inclusi tappeti e vari materiali tessili per cui la sua presenza potrebbe essere legata a processi produttivi che nel comprensorio pratese “trattano” materiali soprattutto di provenienza estera." Mi incuriosisce il termine "potrebbe", è un condizionale, significa che non vi è sicurezza ? l'organo di monitoraggio presume ? anche il "trattano" virgolettato è un'altra elemento di incertezza.
Un articolo dovrebbe illustrare i fatti e non basarsi su presunzioni, che creano incertezze nel lettore.

Troppi dubbi !

Inviato da Utente anonimo il 19/07/2019 14:19

La lettrice pone l’attenzione su un linguaggio che, intendendo essere divulgativo come nello spirito delle Arpatnews, non segue i ferrei dettami della pubblicazione scientifica o del saggio tecnico.

Per quanto riguarda la presenza di tributilstagno nelle acque superficiali del comprensorio pratese, ricordiamo che la Regione Toscana, in collaborazione con ARPAT, ha individuato da tempo su ciascun corpo idrico le pressioni (intese come attività industriali, agricoltura ecc.) e conseguentemente le sostanze pericolose che possono essere originate dalle pressioni stesse ed essere poi ritrovate nei fiumi (es. appunto il Tributilstagno per l’industria tessile).

Al fine di raggiungere o mantenere il buono stato chimico dei corpi idrici occorre che non si superino i limiti di concentrazione per una serie di 45 sostanze pericolose riportate nella tabella 1A del D. Lgs. 172/15, tra cui compare anche il Tributilstagno con una concentrazione media annua massima da non superare di 0,0002 mg/L ed una concentrazione massima da non superare di 0,0015 mg/L. Come si può intuire, concentrazioni così basse sono comunque assolutamente cautelative e prudenziali nei confronti degli organismi e della vita acquatica.

Nell’ultima pubblicazione ARPAT: “Monitoraggio ambientale dei corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione - Stagione 2018 - Sintesi risultati “Rete MAS” - Triennio 2016-2018”, risulta come il Tributilstagno sia al quarto posto tra le sostanze che hanno determinato lo Stato chimico Non Buono dei corpi idrici toscani (dopo Mercurio, Nichel e PFOS) e sia stato trovato in bel altri 8 corpi idrici al di fuori del Distretto tessile pratese (tra gli altri T. Versilia, T. Sellate, T. Serchio monte…).

Va infine segnalato come purtroppo manchino ad oggi riferimenti bibliografici in merito a ricerche effettuate sulla presenza e concentrazione di composti organostannici nei prodotti e materiali tessili in ingresso nel distretto tessile pratese. L'autore dell'articolo

Troppi dubbi !

Inviato da Utente anonimo il 24/07/2019 20:11

Purtroppo per in problema di editor l’unità di misura è indicata come mg/L invece che come microgrammi/L ce ne scusiamo con i lettori e con l’autore. Redazione

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