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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Martedì 11 giugno 2019

Agenzia europea per l'ambiente: stop rifiuti plastici in Europa


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Il divieto di utilizzo di buste monouso in plastica per la spesa e di uso delle cannucce usa e getta sono tra le misure più comuni messe in campo dai paesi europei per la riduzione dei rifiuti in plastica, ma, oggi, sono necessarie puntuali misure di prevenzione, differenziate in base alla diversa tipologia di rifiuti plastici, che, purtroppo, non sono ancora molto diffuse tra i paesi membri dell'Unione Europea

Il tema della prevenzione è al centro delle politiche europee in materia di gestione dei rifiuti: prevenire è la prima misura da attuare se vogliamo realmente ridurre la quantità di rifiuti che produciamo.

La prevenzione è fondamentale in qualsiasi flusso di rifiuti ma particolarmente importante se parliamo di rifiuti in plastica usa e getta, che, purtroppo, sono aumentati in maniera esponenziale negli anni.

Nel 2017, la richiesta di plastica, nei 28 paesi membri dell'Unione Europea, si è attestata a 52 milioni di tonnellate (pari al 15% della domanda globale), in crescita rispetto al 2010, quando la richiesta era stata pari a 46 milioni di tonnellate. bicchiere di plastica usa e gettaLa domanda cresce in quanto la plastica è un materiale a basso costo e con proprietà specifiche che si differenziato in base ai diversi tipi di plastica, rendendo particolarmente vantaggioso il suo utilizzo in diversi ambiti ed in molteplici applicazioni. Il maggiore utilizzo di plastica viene registrato negli imballaggi, seguito dalle costruzioni, dall'industria dei veicoli e dal settore dell'elettronica.

La plastica può divenire un rifiuto in breve termine o dopo molti anni, questo dipende dal suo uso; se prendiamo gli imballaggi in plastica, questi divengono rifiuti, per lo più, in un breve periodo, poco dopo il loro acquisto, se, invece, facciamo riferimento alla plastica utilizzata in edilizia, ci accorgiamo facilmente che il ciclo di vita ha una durata maggiore nel tempo.

L'obsolescenza in molti casi è veloce ma, ad oggi, solo una parte della plastica prodotta ed utilizzata viene riciclata, si tratta di circa il 30%, e pochissima subisce processi di riciclo in Europa, la maggior parte viene destinata a paesi fuori dall'Europa, dove le pratiche e gli standard di tutela ambientale possono essere anche molto diversi.

Anche per questi motivi, si ritiene che prima del riciclaggio sia necessario focalizzare l'attenzione sulla prevenzione, in modo da modificare le abitudini di consumo ma anche ridurre gli impatti ambientali derivanti dalle operazioni di riciclaggio di questo materiale.

Finora non sono stati fatti molti sforzi per arginare il crescente problema dei rifiuti plastici, questi, per lo più, si sono sostanziati nel divieto di utilizzo

  • di buste in plastica per la spesa
  • di cannucce usa e getta.

Avere vietato l'uso delle borse per la spesa monouso ha ridotto in molti paesi la quantità di rifiuti plastici, ora questo tipo di misura deve essere estesa anche ad altri beni in plastica, primi fra tutti gli imballaggi, che sono, purtroppo, molto diffusi e costituiscono un serio problema ambientale in Europa come nel resto del mondo.

cannucciaOggi quindi è necessario introdurre specifici obiettivi per la prevenzione dei diversi rifiuti plastici, che, purtroppo, non sono ancora molto diffusi, solo 9 paesi dell'Unione Europea (UE) hanno messo in campo misure mirate a prevenire la produzione di questa variegata tipologia di rifiuti derivanti dalle plastiche.

Il rapporto dell'Agenzia Europea per l'ambiente (EEA), pubblicato nei primi giorni di giugno 2019, fotografa "lo stato dell'arte" in materia di prevenzione dei rifiuti plastici, mappando ed analizzando il posizionamento dei diversi Paesi membri dell'UE sul tema della prevenzione, con l'obiettivo primario di raggiungere il disaccoppiamento tra crescita dei rifiuti e crescita economica.

Il report tiene conto dei

  • programmi di prevenzione rifiuti predisposti dai singoli paesi dell'UE, a cui si aggiungono anche quelli di altri Stati come l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e persino la Turchia 
  • risultati emersi dall'attività di monitoraggio condotta dalle istituzioni europee sui programmi di prevenzione rifiuti presentati dai singoli paesi.

Le misure di prevenzione, la lotta alla plastica usa e getta e a quella non riciclabile rappresentano, dal punto di vista ambientale, le principali sfide. L'Unione Europea (UE) ne è consapevole e, da parte sua, si è impegnata per disciplinare la materia.

Nel 2018, la Commissione Europea ha reso nota la Strategia europea per la gestione delle plastiche nell'economia circolare e, di recente, il Consiglio ha adottato la direttiva sulla plastica monouso, di cui abbiamo parlato in una nostra notizia.

L'Agenzia Europea per l'ambiente, nel suo rapporto, ha identificato 173 misure in grado di prevenire la produzione di rifiuti che potrebbero essere sia implementate nei singoli paesi che pianificate per la loro implementazione. Di queste, 105 riguardano la fase di produzione dei prodotti in plastica mentre 69 la fase di consumo.

Tra le misure di prevenzione maggiormente menzionate troviamo:

  • la progettazione ecocompatibile dei prodotti, cd ecodesign, spesso accompagnata dalla necessità di ridurre la presenza di sostanze pericolose nei prodotti di scarto
  • gli accordi volontari e l'attività di informazione, il report fa riferimento a 30 accordi volontari avviati sulla prevenzione dei rifiuti di plastica che coinvolgono diverse categorie di soggetti interessati
  • gli strumenti di mercato, che rappresentano circa il 20% delle misure (ossia 37 delle 173), la maggior parte di questi prevede l'imposizione di una tariffa a carico dei consumatori, come nel caso dei sacchetti di plastica usa e getta
  • le misure di tipo normativo, che dal report risultano essere 25, tese principalmente a contenere la formazione di microplastiche, l'uso di microsfere plastiche e l'utilizzo di plastica usa e getta.

imballaggio alimenti usa e gettaIl report evidenzia che solo nove paesi hanno incluso obiettivi espliciti e specifici di prevenzione dei rifiuti nei loro programmi di prevenzione. Per la maggior parte dei gruppi di prodotti mancano ancora obiettivi chiari e coerenti, utili a stimolare l'innovazione e a migliorare le pratiche in materia di rifiuti, per cui i livelli di attività e di ambizione variano molto da un paese all'altro.

Tra gli esempi di buone pratiche identificate figurano sia iniziative normative sia misure più lievi, come gli accordi tra le parti interessate per ridurre il consumo di prodotti in plastica (principalmente imballaggi), la formazione e lo sviluppo di capacità di costruire soluzioni alternative a quelle oggi esistenti.

È molto probabile che il consumo e la produzione di rifiuti di plastica rimangano o addirittura si intensifichino nel prossimo futuro, dato che i prodotti in plastica sono sempre più presenti  nei nostri consumi. È quindi importante, quanto prima, adottare misure efficaci di prevenzione in modo da ridurre la mole di rifiuti plastici ma anche attenuare alcuni degli impatti ambientali e climatici prodotti da quest'ultimi.

La sollecitazione dell'Agenzia europea per l'ambiente ai diversi paesi è quella di intensificare i loro sforzi e progettare in modo più preciso e concreto misure di prevenzione, dando la priorità alla plastica che crea maggiore impatto sull'ambiente.

Leggi il rapporto dell'EEA - Preventing plastic waste in Europe

Testo di Stefania Calleri


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