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Lunedì 06 Maggio 2019

Cresce la mobilità a piedi ed in bicicletta ma anche il numero di auto in circolazione


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I dati del rapporto MobilitAria 2019

Mercoledì 17 aprile 2019 è stato presentato il rapporto “MobilitAria 2019”, uno studio di Kyoto Club e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) in collaborazione con OPMUS ISFORT. Obiettivo del documento è quello di delineare un quadro sull'andamento della qualità dell'aria (i cui dati sono stati forniti dalle ARPA) e delle politiche di mobilità urbana nelle 14 principali città e aree metropolitane italiane nel periodo 2017-2018.

“MobilitAria 2019” analizza le 14 città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.

Sotto il punto di vista della mobilità urbana, il report analizza cosa è avvenuto in questi due anni a livello urbano, regionale e nazionale, con i diversi provvedimenti e investimenti.

Stabili le Zone a Traffico Limitato, come dato positivo si consolida la ZTL di Palermo con i varchi telematici, e Firenze che ha introdotto una ZTL estiva con orari estesi. Da febbraio 2019 è partita area B a Milano, l’area allargata dove saranno esclusi in modo progressivo i veicoli più inquinanti: costituisce una autentica innovazione, che conferma il capoluogo lombardo come punta avanzata tra le realtà italiane. A Torino presentata dalla Giunta Comunale la nuova ZTL estesa per tutto il giorno, con pedaggio di accesso e sosta modello area C milanese: confronto acceso, proteste e polemiche ma la Sindaca ha annunciato che andrà avanti.

Da ottobre 2018 a marzo 2019 è stato attuato il primo provvedimento di blocco del traffico nel bacino padano per i veicoli vetusti e inquinanti, ma gli scarsi controlli ne inficiano il risultato.

L’uso del trasporto pubblico cresce lievemente, in qualche città anche in modo significativo (Bologna, Cagliari, Torino, Firenze) ma dove c’è la crisi finanziaria dell’azienda di trasporto cala ancora, come avviene a Napoli, Roma e Catania. Realizzate nuove tramvie a Firenze e Palermo, che si configurano come le due città più impegnate a favore del tram, con nuovi progetti ed estensioni della rete. Altri progetti sono in arrivo, come a Bologna, candidata al MIT per il finanziamento della prima linea tramviaria. Prosegue la realizzazione delle metropolitane a Milano, Roma, Napoli e Catania, mentre Torino ha presentato il progetto per la Linea 2. Nuovi progetti anche a Cagliari che si candida a realizzare una linea BRT, mentre Genova punta su 4 nuove linee del trasporto pubblico (BRT o Tram da decidere).

Piuttosto stabili aree pedonali e piste ciclabili. Bari ha deciso in forma sperimentale per 4 mesi il “pagamento” per chi pedala come forma di incentivo, unica tra le grandi città. Incentivi all’acquisto per bici e moto elettriche a Catania e Genova, dove non a caso la moto viene molto usata.

motivazione spostamenti città metropolitane

La Sharing Mobility cresce a Milano, Torino, Firenze, Roma, Palermo e Cagliari, mentre sbarca a Bologna per la prima volta. Per il resto vi sono difficoltà e in qualche caso viene sospeso il servizio, come per il car sharing a Bari. La mobilità elettrica ha numeri purtroppo insignificanti anche se procedono accordi tra le città e gli operatori per l’istallazione di colonnine.

Va registrato come dato negativo, dopo anni in costante diminuzione, nel biennio 2017-2018 torna a salire l’indice di motorizzazione di automobili sia nelle città che aree metropolitane: Torino è la peggiore (+5%, 674 veicoli/1000 abitanti), seguita da Bologna (+3%, 531 veicoli/1000 abitanti).

Il Rapporto contiene dati inediti dell’Osservatorio OPMUS-ISFORT sulle caratteristiche della mobilità 2016/2017 nelle 14 aree metropolitane confrontati con gli anni 2012/13.

Ne emerge un aumento degli spostamenti, il balzo della mobilità a piedi ed in bicicletta, la tenuta del trasporto pubblico e il calo dell’uso dell’auto, che però continua a crescere di numero.

OPMUS IFORT introduce il tasso di mobilità attiva, costruito sommando gli spostamenti a basso impatto (piedi, bici e TPL) nelle aree urbane. Tale tasso è inferiore al 40%, sia nella media delle Città metropolitane, sia in quella nazionale. Tuttavia nel 2016-2017 rispetto al 2012-2013 l’indice è cresciuto di quasi 8 punti a livello nazionale e di circa 5,5 punti nelle aree metropolitane.

È l’area metropolitana di Milano, città che conferma la sua capacità innovativa, ad aprire la classifica con un tasso di mobilità sostenibile vicino al 48,3%, seguita da Genova (46,7%) e da Venezia (46,4%), Bari (44,1%). In fondo alla classifica Catania, Reggio Calabria, che pure migliorano, e Messina. Appare quindi ancora molto marcato il divario tra Nord e Sud, pur con qualche significativa eccezione, sullo stato della mobilità sostenibile nelle città.

Entro ottobre 2019 le principali città dovranno approvare il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, secondo le Linee Guida del Decreto MIT del 4 agosto 2017. I PUMS di derivazione europea sono un obbligo per tutte le città italiane, singole o aggregate, superiori a 100.000 abitanti. Ad oggi hanno approvato il PUMS il Comune di Milano, mentre Torino ha un vecchio PUMS del 2011, Bologna e Genova ne hanno adottato uno a scala metropolitana ed è in corso il processo di partecipazione, Bari, Reggio Calabria e Roma lo hanno adottato a livello comunale. Cagliari sta redigendo il PUMS, mentre Napoli e Messina hanno adottato solo delle Linee Guida di indirizzo. Le Città Metropolitane di Venezia, Firenze, Cagliari e Milano stanno svolgendo le attività propedeutiche per la redazione del PUMS a scala metropolitana.

Si tratta di una grande opportunità per le città ed aree metropolitane di pianificare e agire su scala vasta per la mobilità sostenibile del futuro.

Nella parte finale del Rapporto sono presentate schede dettagliate per tutte le città metropolitane (sotto una infografica con alcuni dati relativi a quella fiorentina).

mobilità città metropolitana fiorentina


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