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Lunedì 11 Febbraio 2019

Fitofarmaci: criticità elevata nel pistoiese


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Nel 2017 nel territorio pistoiese, le maggiori criticità riscontrate riguardano il Glifosate utilizzato nel floro-vivaismo pistoiese, nonché il suo prodotto di degradazione, l’AMPA (acido aminometilfosfonico)

ARPAT esegue la ricerca dei residui di prodotti fitosanitari nell’ambito del monitoraggio ambientale sulla qualità delle acque interne attraverso tre reti:

  • quella delle acque superficiali (laghi e corsi d’acqua) avente come scopo la classificazione dello Stato Chimico ed Ecologico
  • quelle delle acque sotterranee
  • quella delle acque superficiali destinate alla potabilizzazione

I principi attivi (erbicidi, fungicidi e insetticidi) ricercati in 37 stazioni (acque superficiali e sotterranee) sono stati oltre cento; a questi si aggiunge l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l’Acido aminometilfosfonico (AMPA) la cui determinazione, essendo onerosa e complessa, è stata limitata a 22 stazioni, ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti.

Risultati acque superficiali

Per quanto riguarda le acque superficiali, nel 2017, il superamento dello Standard di Qualità Ambientale

  • per i Pesticidi Totali si è avuto in 9 stazioni su 16
  • per singolo principio attivo, come media annuale, si è avuto in 14 stazioni, in nove casi determinati soltanto da Glifosate e/o AMPA (vedi tabella sottostante).

stazioni monitoraggio e risultati

Le aree maggiormente interessate da inquinamento da fitofarmaci sono risultate quelle dei corsi d’acqua della pianura pistoiese a sud-est della città:

  • il torrente Brana presso la stazione di campionamento in località Galcigliana
  • il torrente Stella a Catena di Quarrata
  • il fosso Dogaia-Quadrelli a Catena di Quarrata
  • il torrente Ombrone in località Caserana.

I valori della media annua dei Pesticidi Totali in questi corsi d’acqua sono risultati molto alti:

  • oltre 20 volte il limite per il fosso Quadrelli
  • 9 volte per il torrente Stella 
  • 7 volte per Brana e Ombrone.

Glifosate e AMPA contribuiscono in modo preponderante al valore dei pesticidi Totali, insieme a vari erbicidi come Oxadiazon, 2,4D, Diuron, Oxilfuorfen e Pendimethalin.

Oltre agli erbicidi, il superamento degli standard di qualità, per singolo principio attivo, è determinato da vari fungicidi tra i quali Propamocarb, Tebuconazolo e Carbendazim e insetticidi,primo tra tutti l’Imidacloprid.

principi attivi_frequenza nei campioni

La contaminazione, principalmente dovuta a AMPA e Glifosate, interessa anche il tratto terminale del torrente Ombrone (stazione di Poggio a Caiano) dove, nel 2017, si è raggiunto un valore medio di Pesticidi Totali oltre 30 volte il limite.

Per quanto riguarda la Valdinievole si rileva, in generale, una minore concentrazioni di fitofarmaci rispetto alla piana di Pistoia; in quest'area soltanto AMPA e Glifosate sono responsabili di determinare i superamenti dei limiti. La situazione più critica si rileva nel Canale Usciana presso Massarella, dove la media annua dei Pesticidi Totali è 10 volte sopra il limite e nel Canale del Terzo in località Righetti, dove la media annua dei Pesticidi Totali risulta 5 volte sopra il limite.

Risultati acque destinate alla potabilizzazione

Per quanto riguarda le acque destinate alla potabilizzazione si sono riscontrati alcuni superamenti relativi ad alcuni principi attivi nella stazione posta sul torrente Vincio di Montagnana la cui contaminazione potrebbe essere riconducile alla presenza di un vivaio nel territorio circostante.

Risultati acque sotterranee

Per le acque sotterranee appartenenti alla rete di monitoraggio sono stati analizzati 15 pozzi (tutti per uso potabile eccetto uno): nel 2017 non si sono verificati casi di superamento degli Standard di Qualità Ambientale e oltre il 70% dei campioni non presenta principi attivi in concentrazioni misurabili. Nei 10 pozzi in cui AMPA e Glifosate non sono stati ricercati non è stata riscontrata la presenza di nessun fitofarmaco; nei restanti 5 pozzi, invece, AMPA e Glifosate sono stati trovati in concentrazioni misurabili ma basse, accompagnati da poche altre sostanze attive (Carbendazim, Metalaxil-m, e Clorpirifos).

Per il futuro, ARPAT proseguirà l’azione di controllo delle disposizioni di salvaguardia previste nei regolamenti comunali.

Tenuto conto che il PUFF, recentemente emanato dalla Regione Toscana, limita le azioni di tutela alle sole aree di salvaguardia degli approvvigionamenti di acquedotti, si conferma la conclusione del rapporto dello scorso anno, ovvero che per il raggiungimento dell’obiettivo di Buono Stato Ecologico per la classificazione dei corpi idrici superficiali della piana pistoiese, che hanno scadenza nel 2021, sono ancora necessari energici interventi correttivi delle pratiche agricole, in particolare di quelle vivaistiche.

Facendo riferimento alle Linee guida per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi, si auspica che la Regione Toscana decida di adottare misure di limitazione/sostituzione/eliminazione nei confronti dei diserbanti (misura 10 delle linee guida).

Inoltre vanno incentivate tutte le azioni tese al recupero delle acque di innaffiatura, e valutate le possibilità di integrazione, ove possibile, con pratiche agronomiche volte a contenere il ruscellamento nel reticolo idraulico e/o l'eventuale filtrazione delle acque di dilavamento. In questo senso pare anche da valutare una modifica della disciplina della acque di dilavamento della vasetteria su superfici impermeabili assoggettandole agli obblighi previsti per le acque meteoriche dilavanti contaminate, secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 20 del 31 maggio 2006.

Per approfondimenti, visualizza il report "Andamento della contaminazione di fitofarmaci nel territorio di Pistoia".


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