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Lunedì 21 gennaio 2019

Concluso il progetto RE Mida


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Si è tenuto a Firenze presso la sede del Consiglio Regionale di Palazzo Panciatichi l’evento conclusivo del progetto LIFE “RE Mida”

Promosso e coordinato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze (di seguito UNIFI), il progetto, di durata triennale (dal 01/01/2016 al 31/12/2018), è stato preliminarmente autorizzato dalla Regione Toscana, come “attività sperimentale”con l'obiettivo di sviluppare tecnologie innovative, basate sul ricorso a tecniche di biofiltrazione, per la gestione del gas di discarica (“biogas”) con basso potere calorifico.

I ricercatori di UNIFI hanno potuto contare sulla collaborazione della Regione Toscana, come partner istituzionale, e di due partner industriali (Centro Servizi Ambiente Impianti S.p.A. e Sienambiente S.p.A.) che hanno reso disponibili due impianti di discarica dove è stata sviluppata la sperimentazione. Presso la discarica in esercizio di “Podere Il Pero” a Castiglion Fibocchi (AR) è stato installato un biofiltro, collegato al sistema di estrazione del gas di discarica, mentre presso la discarica in post-esercizio “Le Fornaci” a Monticiano (SI), in corrispondenza dei pozzi per la captazione dei gas residuali, sono stati realizzati sistemi di biofiltrazione passivi (“biowindows”) per ottimizzarne il trattamento.

progetto Re Mida_ biowindow fase installazioneL’azione dei substrati filtranti - costituiti principalmente da compost prodotto negli impianti di trattamento rifiuti dei partner industriali - si esplica sostenendo una flora batterica metanotrofica che prolifera nel substrato stesso. Il risultato è da un lato l’abbattimento del metano - componente principale del biogas con spiccate caratteristiche climalteranti - dall’altro la riduzione delle emissioni di sostanze volatili presenti nel biogas mediamente in concentrazione intorno all’1 %, fra cui sostanze tossiche e sostanze responsabili delle molestie olfattive spesso lamentate dalla popolazione residente nei pressi delle discariche.

progetto Re Mida_ campionamento 1Nel corso dell’evento conclusivo è stata illustrata anche l’attività svolta da ARPAT nell’ambito della sperimentazione, con un intervento di Alessandro Becatti (Dipartimento ARPAT di Siena) che ha seguito lo sviluppo delle biowindows presso la discarica di Monticiano.

ARPAT è intervenuta già in fase autorizzativa, rilasciando un parere tecnico preventivo sul progetto, recepito nell’autorizzazione; in fase operativa l’attenzione è stata posta sulle attività di controllo e monitoraggio, al fine di verificare l’ottemperanza alle prescrizioni dell’autorizzazione e di valutare sotto l’aspetto tecnico:

  • le modalità realizzative delle opere previste da progetto ed i requisiti qualitativi dei materiali utilizzati;
  • l’attuazione del piano di monitoraggio e controllo previsto dal progetto;
  • gli interventi di manutenzione in corso d’opera sui sistemi di biofiltrazione;
  • i risultati complessivamente ottenuti nel corso della sperimentazione.

progetto Re Mida_ campionamento 2Durante i molteplici sopralluoghi effettuati presso le due discariche sede della sperimentazione, in particolare i tecnici ARPAT hanno:

  • effettuato campionamenti del compost impiegato come substrato filtrante sia delle biowindows che del biofiltro. Il materiale campionato è stato poi analizzato presso il settore attività laboratoristiche ARPAT Area Vasta Sud e Area Vasta Centro
  • supervisionato le attività di monitoraggio e controllo, verificando la corretta applicazione delle metodiche di campionamento e misura ed il corretto utilizzo delle apparecchiature dedicate
  • verificato il buon funzionamento dell’analizzatore di biogas utilizzato per le misure in campo, impiegando allo scopo una miscela di gas a composizione nota e certificata.

La valutazione dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, benché ancora non definitivi, è da ritenere senz’altro positiva, in quanto i sistemi sperimentati hanno evidenziato un’ottima efficienza di abbattimento del metano nel gas residuale di discarica, che si mantiene buona anche su un biogas più ricco in metano, quale quello tipico di una discarica in fase avanzata di esercizio.

progetto Re Mida_ biowindow fase installazioneSi delineano pertanto possibilità di applicazione a larga scala, sia per minimizzare gli impatti connessi al biogas ancora prodotto da vecchie discariche, sia, in prospettiva, nella gestione operativa di discariche in esercizio, vista la progressiva diminuzione della componente facilmente biodegradabile, responsabile dello sviluppo di metano, nel rifiuto smaltito.

I sistemi di biofiltrazione attiva trovano l’ambito ideale di applicazione nella fase di post-gestione delle discariche dotate di sistemi di aspirazione, dove la progressiva diminuzione del potere calorifico del biogas ne rende via via più difficoltosa la combustione in torcia.

L’esperienza condotta nei tre anni di sperimentazione dai ricercatori di UNIFI ha dato vita alle “Linee Guida per il trattamento del gas di discarica a basso potere calorifico”, presentate nel corso dell’evento conclusivo, con il proposito di conseguire un recepimento ufficiale della tecnica sperimentata nel quadro normativo di riferimento ( D.Lgs. 36/2003), che si auspica possa essere prossimamente revisionato, sulla scia del recepimento del pacchetto di recenti direttive comunitarie in materia di rifiuti ed economia circolare.

progetto Re Mida_biofiltro peroA tale proposito, tenuto conto che l’applicazione principale delle tecniche sperimentate è plausibilmente prevista su vecchie discariche non presidiate in modo permanente, l’esperienza di ARPAT raccomanda di prevedere metodologie di monitoraggio e controllo di facile applicazione, basate sulla determinazione di parametri indicatori facilmente misurabili ed interpretabili e non eccessivamente onerosi in termini di impegno e costi. L’obiettivo da perseguire è un’efficace verifica delle prestazioni dei sistemi di biofiltrazione, per disporre con tempestività gli interventi manutentivi e correttivi necessari, da contemperare però con una sostenibile incidenza sui costi di gestione, i quali, trattandosi di sistemi di trattamento di tipo passivo, devono essere commisurati ai costi di investimento per rendere la tecnica effettivamente applicabile e competitiva.

Riteniamo inoltre importante definire chiaramente le prestazioni richieste, in termini di emissioni residuali ammesse dai sistemi di biofiltrazione, nonché le relative metodiche di misura e valutazione dei risultati, al fine di permettere il rilascio di atti autorizzativi chiari, omogenei e facilmente verificabili sia dal gestore che dall’Ente di controllo.

Visualizza le slide presentate da Alessandro Becatti nel corso dell’evento del 14 dicembre 2018.


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