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Mercoledì 16 Gennaio 2019

Ispra: rapporto rifiuti urbani 2018


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In Italia, nel 2017, sono state prodotte circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani

Dal rapporto sui rifiuti urbani, di recente pubblicato da Ispra, emerge che, nel 2017, ogni cittadino italiano ha prodotto 489 kg per abitante, quantitativo lievemente inferiore a quello prodotto lo scorso anno.

I valori più alti di produzione pro capite si registrano al Centro, 538 kg per abitante, ma con una contrazione di 10 kg rispetto all'anno precedente, mentre, nel Nord Italia, il procapite è di poco superiore a 500 kg, anche qui in via di riduzione, 7 kg meno, infine, al Sud, il dato si attesta a 442 kg, con una riduzione di 8 kg rispetto al 2016.

Andamento%RU

Per quanto riguarda invece la raccolta differenziata, nel 2017, a livello nazionale la percentuale ha raggiunto il 55,5%, con una crescita di tre punti rispetto al 2016.

In valore assoluto, i rifiuti raccolti in modo differenziato sono circa 16,4 milioni di tonnellate:

  • circa 9,2 milioni di tonnellate al Nord, pari al 66,2%
  • 3,4 milioni di tonnellate al Centro, pari al 51,8%
  • 3,8 milioni di tonnellate al Sud, pari al 41,9%

Andamento%RDLa raccolta pro capite nazionale raggiunge 272 kg abitante per anno.

Al Nord si raggiungono i 333 kg abitante/anno (+5 kg rispetto al 2016), al Centro si registrano 279 kg procapite (+13 kg abitante/anno) e al Sud si arriva a 185 kg per abitante.

Raccolta differenziata per singole frazioni merceologiche.

La raccolta frazione organica, ovvero rifiuti biodegradabili provenienti da cucine, mense, manutenzione giardini e parchi, raccolta presso i mercati e da compostaggio domestico, è pari a 6,6 milioni di tonnellate, in aumento di 1,6% rispetto al 2016

La raccolta cellulosica si attesta a 3,3 milioni di tonnellate, con una crescita dell'1,8% rispetto al 2016; il quantitativo raccolto al Nord e al Centro si mantiene sostanzialmente invariato mentre cresce al Sud (+ 6,2% rispetto al 2015)

La frazione organica e quella cellulosica rappresentano insieme il 60% del totale della raccolta differenziata del 2017. Queste, insieme a legno e tessuti, rappresentano i cosidetti rifiuti urbani biodegradabili.

La raccolta differenziata del vetro supera i 2 milioni di tonnellate, con una crescita dell'8,2% rispetto al 2016.

Per i rifiuti in legno si registra, tra il 2016 e il 2017, un aumento della raccolta dell'8,2%. I quantitativi intercettati in modo differenziato superano le 800 mila tonnellate di cui il 16% rappresentato da rifiuti da imballaggio.

Fa registrare segno positivo anche la raccolta dei rifiuti metallici (+8%), attestandosi a 320 mila tonnellate nel 2017. Per questa frazione si stima che il 43% circa del totale raccolto sia rappresentato da imballaggi.

Per quanto riguarda, infine, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il quantitativo raccolto si attesta a oltre 240 mila tonnellate, dato più contenuto rispetto a quello pubblicato dal Centro di Coordinamento RAEE, che stima una raccolta di oltre 296 mila tonnellate.

La produzione dei rifiuti urbani a livello regionale

Quasi tutte le regioni italiane fanno registrare una riduzione nella produzione di rifiuti urbani nel 2017.

Le maggiori contrazioni si registrano in Umbria (-4,2%), Molise (-3,1%), Basilicata (-2,8%), Toscana (-2,6 %).

Al contrario 4 regioni incrementano il quantitativo di rifiuti urbani prodotti, si tratta del Trentino Alto Adige (+2,7%), Valle d'Aosta (+1,4%), Friuli Venezia Giulia (+1,2%) e Marche (+0,8%). 

La regione con la maggiore produzione pro capite di rifiuti urbani è l'Emilia - Romagna, 642 kg per abitante anno (1,7% in meno rispetto al 2016), seguita dalla Toscana, 600 kg procapite (2,6% in meno rispetto al 2016). Oltre a queste due regioni fanno registrare un procapite superiore alla media nazionale (489) altre 6 regioni, Valle d'Aosta, Marche, Liguria, Umbria, Lazio e Trentino Alto Adige.

procapiteRU_regioniI minori valori di produzione pro capite di rifiuti urbani si registrano in Basilicata (346 kg abitante/anno), Molise (378 kg abitante anno) e Calabria (395 kg abitante anno).

Questi dati non tengono conto della popolazione fluttuante (legata ad esempio ai flussi turistici) e neppure dell'assimilazione che fa computare nel valore complessivo anche rifiuti derivanti da attività artigianali, di servizio e commerciali.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, nel 2017, la regione con la più alta percentuale si è confermata il Veneto, con 73,65, seguito dal Trentino Alto Adige, 72%, Lombardia, 69,6% e Friuli Venezia Giulia con il 65,5%. Queste 4 regioni hanno raggiunto e superato l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata previsto dalla normativa al 2012.

procapiteRD_regioniSi collocano al di sopra del 60% di raccolta differenziata:

  • Emilia Romagna, 63,8%,
  • Marche, 63,2%, 
  • Sardegna, 63,1%
  • Umbria, 61,7%,
  • Valle d'Aosta, 61,1%.

Tra il 55% e il 60%, troviamo il Piemonte, 59,3% e l'Abruzzo, 56%. Toscana e Campania fanno registrare percentuali di raccolta differenziata rispettivamente del 53,9% e 52,8%. Sotto la soglia del 50%, troviamo la Liguria, 48,8%, il Lazio 45,5%, la Basilicata al 45,3% ma con una crescita di oltre 6 punti rispetto al 2016. Superiore al 40% la Puglia, 40,4%, 6 punti in più rispetto al 2016, mentre sotto tale soglia troviamo la Calabria, 39,7%, anche in questa regione si registrano 6 punti in più rispetto al 2016, il Molise, 30% e la Sicilia che si attesta al 21,7%.

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Sempre rimanendo sui dati relativi alla raccolta differenziata, dal rapporto emerge che tutte le regioni del Nord, fatta eccezione per la Liguria, si collocano, a livello procapite, sopra la media nazionale, pari a 272 kg abitante per anno.

Superano tale media anche le Marche (337 kg abitante anno), la Toscana (324 kg abitante anno), l'Umbria (314 kg abitante anno) e la Sardegna (277 kg abitante anno). La regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata si conferma l'Emilia Romagna, con 410 kg abitante anno, seguita dalla Valle d'Aosta, 357 kg abitante anno. I valori più bassi, invece, si registrano in Calabria e in Basilicata, entrambe a 157 kg abitante anno, e in Sicilia, 99 procapite ma con un incremento di 27 kg abitante rispetto al 2016.

La produzione dei rifiuti urbani su scala provinciale

Il rapporto di ISPRA evidenzia che 40 province italiane hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata, di questi 31 sono nel Nord (10 delle 12 province della Lombardia, tutte le province del Veneto, la provincia di Trento e quella di Bolzano, 3 su 4 del Friuli Venezia Giulia, 4 province in Piemonte, 4 in Emilia Romagna ed una in Liguria).

La provincia con la percentuale di raccolta differenziata più alta risulta Treviso (87,8%), seguita da Mantova (86,6%), Belluno (83,4%) e Pordenone (81,6%).

Sotto al 20% si collocano le province di Enna (11,3%), Siracusa (15,3%) e Palermo (17,3%).

distribuzione province per % RDDai dati emerge che, nel 2017, 69 province su 107 hanno raccolto in modo differenziato almeno la metà dei rifiuti urbani prodotti sul proprio territorio.

La produzione dei rifiuti urbani nelle città metropolitane

Le città metropolitane sono 14, fanno registrare complessivamente una produzione pari a 10,8 milioni di tonnellate, con un calo dell'1,8% rispetto al dato del 2016. Il procapite medio si aggira intorno ai 495 kg abitante/anno.

%RD_cittametropolitanaFirenze, con 592 kg pro capite, e Venezia, con 582 kg/anno, sono le città metropolitane con la maggiore produzione per persona anno, al contrario, i valori più bassi si hanno a Reggio Calabria, 386 kg abitante anno e Cagliari 457 kg abitante anno.

Nelle città metropolitane, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 48,4%, 7 punti sotto il livello nazionale ma bisogna sottolineare che alcune città sono al di sopra del 65%, come nel caso di Venezia, che raggiunge il 68,5% e Milano con il 64,9%. Bologna, Firenze e Torino si attestano rispettivamente al 59,3%, 58,3% e 55%. Il valore più basso si ha a Palermo, che, seppur in crescita, raggiunge il 10,4%.

Visualizza il Rapporto ISPRA "Rifiuti Urbani 2018"

Testo di stefania Calleri


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